recensioni :: Sulle orme di Rodolfo - 2014 edition

rodolfo::1747359The Homesman, Tommy Lee Jones (2014)
per quanto tommy lee sia ben inserito in un circolo virtuoso le sue carenze da regista secondo me si fanno notare, non favorite da un cast disomogeneo formato da pesci grossi (bravi) e comprimari non tanto all'altezza. mi ha fatto piacere rivedere la swank in una parte che che le rende giustizia, anche se recitata un po' scolasticamente.
I problemi di the homesman sono nella scrittura più che nella recitazione o nella regia: il cast è ricchissimo anche nelle parti minori, e la mano di TLJones risulta sicura e solida, calcolando anche che l'uomo dirige ormai da più di dieci anni e ha rimesso in piedi il genere neo-western.
Malgrado, o in ragione dell'origine letteraria, la narrazione soffre infatti di incertezze, come le tre mattacchione (fra le quali vince facile Miranda Otto) all'inizio approfondite, successivamente trattate come una sorta di macguffin umano. La parabola del rinnegato, pur di per sé non banale, diventa a circa metà film abbastanza prevedibile. A margine mi ha fatto storcere il naso come l'episodio dell'albergo rimanga sostanzialmente privo di conseguenze, mentre invece la vendetta degli scagnozzi ben avrebbe potuto funzionare come motivo per il precipitoso ritorno del protagonista a casa, senza bisogno di doversi inventare il fallimento della banca rurale.
The homesman guadagna comunque un'ampia sufficienza, nella sua fondamentale onestà di voler raccontare la durezza della vita di frontiera,
tanto che la discesa della follia delle tre donne ci sembra quasi una scelta razionale. La solitudine e la desertificazione morale non vengono superate neppure dal sense of wonder del viaggio, come ad esempio avveniva in The Searchers.
rodolfo::1756504LOST RIVER (2014) Ryan Gosling
evitando una sinossi vera e propria, mi limito a dire che la storia, pur evocativa, è troppo povera e non all'altezza delle premesse. anche le sfumature psicomagiche sono informate da un simbolismo troppo ingenuo e manicheo. il palese minimalismo stilistico non giustifica questa mancanza, cosicché il film perde forza mano a mano che l'azione si fa più chiara.
Concordo. Gosling si balocca con stilemi che spaziano dall'iperrealismo ai neon con le luci colorate, senza tuttavia trovare una propria lingua. Oltre ad essere di per sé abbastanza esile, la narrazione manca di approfondire personaggi secondari, come christina hendricks, il direttore di banca, Eva Mendes, che invece sarebbero stati interessanti nella loro ambiguità. A ciò aggiungasi una scrittura che vorrebbe essere allusiva e risulta invece didascalica.
Per me è un 4 secco.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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