user :: [1] vincibile

gonzokampf::1762723
Vincibile ma tu putacaso compri la musica classica e/o sinfonica dai commercianti (merde)?

Una volta sì.
gonzokampf::1762723
in particolare ho un cd del Peer Gynt

Le due suites sinfoniche (mainstream al pari del rondò alla turca) o la partitura di scena completa cogli attori di pura razza norvegia (bene)? Che esecutori e che etichetta?
gonzokampf::1762723
selezioni operate senza nessun criterio apparente

Questa roba so che esiste ma un pietoso meccanismo messo in atto dal mio incoscio le cancella dalla mia vista. Francamente non riesco a considerarle "musica classica" (sorvoliamo sulla locuzione improria) nemmeno se fossero registrazioni di blasonatissime bacchette. Sono operazioni tremende e le fa pure la DG. Non ne ho acquistati mai, nemmeno al prisco contatto con musica strumentale. Hanno invece una certa ragion d'essere le selezioni eterogenee di un particolare artista, chessò una giovane soprano moldava che mostra i suoi talenti nel belcanto italiano e nei poderosi wagnerismi originali o epigoni. Meno interessanti per i più skillati le selezioni di artisti già celeberrimi e il cui repertorio migliore è già noto e ascoltabile nelle registrazioni delle opere integrali. Vanno bene i concerti dal vivo in cui l'artista per forza di cose si produce in una varietà di compositori come pure le raccolte che intendono far conoscere pezzi brevi e poco noti che non fanno parte di una composizione strutturata (es. la musica medievale e rinascimentale), come è il caso di certi bei dischi dell'Alia Vox (accompagnati da un ricco e documentato booklet) con Jordi Savall e il suo ensemble. A chi piacciono gli accostamenti arditi ma non demenziali troverà interessanti alcuni dischi della ECM - specializzata jazzeria e "musica colta" contemporanea (di autori non per forza viventi, la categoria è di largo respiro) - dove propongono cose tipo Kancheli & Schubert, Haydn & Adams ecc. nella stessa sessione d'ascolto.
gonzokampf::1762723
gonzokampf::1762723
mi chiedevo tuttavia se esistesse un equivalente della Criterion come garanzia di qualità tecnica.

Oggi una buona registrazione non è più così proibitiva. Da qualche anno anche la Naxos (famosa etichetta economica) produce registrazioni di qualità tecnica più che buona e talvolta decisamente ottima - le prime registrazioni, specie nel repertorio orchestrale, erano un po' una merda. La Naxos è un gran serbatoio di autori rari e poco eseguiti, ha delle collane divise per nazionalità (tra cui una bella serie di CD d'autori nipponici, per lo più scelti tra quelli musicalmente più occidentalizzati). Solitamente la Naxos non regista con grandi esecutori e famose orchestre, ma è anche vero che le qualità esecutive delle orchestre più periferiche e misconosciute sono decisamente migliorate nel tempo. Inoltre, visto che eseguono Hayasaka o Karayev invece di Mahler e Berlioz, non è che si possa fare un paragone con altre registrazioni (perché non esistono o ne esistono di vecchissime, dimenticate negli archivi della sovietica Melodyiao o direttamente nello sgabuzzino dell'imperatore Hirohito).
gonzokampf::1762723Deutsche Grammophon, il cui catalogo però non copre tutto.

Verissimo, la DG non ama uscire dal ristretto ambito del canone tipo "I Grandi della Musica DeAgostini", ma ha in catalogo i nomi più celebri e ha anche il potere di lanciare perfetti sconosciuti, specie se vengono da paesi in via di sviluppo o da più o meno ex-dittature. Comunque a me il suono DG non piace moltissimo nel repertorio orchestrale, e con Karajan (che era un ingegnere) hanno fatto anche delle cagate, soprattutto con l'avvento del digitale. Sta di fatto che per goderti la DG devi farti l'impianto secondo i crismi di Audiophile. Altre etichette standard (più o meno tutte confluite sotto la Universal) sono la Decca (ex London), la Philips, la Sony, la Emi, che a dispetto della DG hanno un catalogo più vario. Altre interessanti etichette quasi mainstream ma dal catalogo decisamente ricco sono la Chandos (praticamente tutto tranne le ovvietà Beethoven ecc.), e la BIS (che è stata acquistata dalla Naxos) che produce con particolarissima ossessione autori scandinavi e nord europei in genere, specie se novecenteschi, canonici come Sibelius, Grieg e Nielsen o meno noti come Aho, Rautavaara, Sallinen. Ne ho tralasciate altre (Teldec, Erato, BMG) ed evito di menzionare quelle di nicchia per i cultori del barocco o della musica romantica su strumenti originali o per chi vuole riscoprire certe robe dagli archivi musicali dell'est europa prodotte da etichette nazionali.
Insomma, il Criterion per le registrazioni nuove non c'è. Comunque, registrare musica suonata da un centinaio di musicisti è complicato e anche la migliore qualità soggiace alle scelte degli ingegneri del suono e del direttore d'orchestra di far prevalere certi strumenti su altri in quei passaggi densi di contrappunto o arditezze armonico-colostiche che non possono essere riprodotti bene, a meno di appiattire la dinamica e far sentire i gruppi orchestrali con la stessa intensità (il che non sempre piacevole). Poi c'è il fatto che i musicisti producono involontariamente un certo fruscio o anche fastidiosi rumori dovuti alle chiavi meccaniche dei legni e nei passaggi in ppp l'ascolto cristallino è difficile a meno che il direttore non decida di suonare un po' più f rispetto alle indicazioni in partitura, proprio per ottenere una registrazione pulita. Ma ciò risponde a desideri del consumatore di registrazioni ed è lontano dallo spirito del purista, che sovente apprezza di più le live e non si turba per i colpi di tosse degli spettatori.
rodolfo::1762727
registrazioni con s/n ratio inascoltabili

Eh sì, ce ne sono molte, spesso raccolte a buon mercato dal predetto mercato est-europeo, come le vecchie registrazioni Supraphon (riedite sotto altro nome) che si trovavano nei cesti degli autogrill. Altro caso è la Melodyia, che ha in catalogo esecuzioni assai belle di autori russi e sovietici noti e meno noti, ma molte di esse, quando non erano già pessime in vinile, sono state rovinate con la rimasterizzazione in digitale (es. un'integrale del Boris Godunov nella versione Rimskij-Korsakov diretta splendidamente da Melik-Pashaev con un cast perfetto: gli artefatti sono pesanti e in certi punti si sentono echoes assurdi in ritardo e in anticipo).

Comunque questo è un territorio in cui è meglio non farsi consigliare troppo, l'internette consente di saggiare gratuitamente quel che soddisfa il proprio gusto.

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