recensioni :: Colonia, Gallenberger, 2015

a condizione di non prendere questo film per un affresco sulla dittatura di augusto pinoscié e di collocarlo piuttosto nel filone "comunità di fanatici" & "escape", l'opera potrebbe non deludervi. il colpo di stato cileno infatti è solo la cupa introduzione ad una storia nella storia - in un certo senso più allucinante - ambientata in una comunità religiosa composta principalmente da emigrati tedeschi fondata nel dopoguerra nel sud del cile (e realmente esistita). lena (watson) è una leggiadra hostess tedesca che si riunisce in cile con il suo ragazzo (bruehl), un giovane attivista un po' capellone filo-allende. la giovane, che in borghese è una progressista dal capello sciolto e pantalone scampanato, partecipa con l'uomo (fotografo) a qualche manifestazione e vive un breve idillio latino americano condito da santana, posters libertari e amplessi nella casa bohemiana di lui. purtroppo scoppia il merdone: colpo di stato, arresti sommari per strada, spari e infine - a seguito di una delazione - la deportazione di lui in luogo non identificato. superato lo sbigottimento la ragazza indaga e scopre che egli è stato portato in un luogo chiamato "colonia dignidad". per amore si fingerà una beghina e raggiungerà la comunità alla quale - diversamente dalla gran parte degli ospiti (e capiremo il perché) - ella si unirà sua sponte. nel frattempo bruehl ha già scoperto a sue spese come funziona la repressione cilena e che genere di posto è la colonia. non dico altro sulle vicende che seguono, rilevando comunque che il film riesce ad exploitare abbastanza bene questo genere di ambientazione, pur cadendo in qualche stereotipo che si può perdonare se si considera che almeno la figura più importante della comunità è un personaggio realmente esistito a cui si imputarono esattamente i misfatti cui si allude. tra i difetti del film c'è purtroppo l'espressività limitata, quindi non abbastanza coinvolgente, della watson. bruehl è senza infamia e senza lode, forse più dinamico di lei ma un po' meno interessante. personalmente avrei rappresentato la violenza (e non solo) in modo più realistico, ma il film ha un ritmo buono con qualche colpo di scena ben temporizzato, sebbene non sia certo imprevedibile. in conclusione è un film che supera la sufficienza perché è tecnicamente equilibrato e funziona, pur rimanendo senza dubbio un'opera di seconda scelta. (6,5)
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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