recensioni :: [1] I FILM DI TETTE* CHE L'ASPHALTO POTREBBE VEDERE NEL 2017

francesco::1756515
fermi tutti, la la land merita alla grande.
manco lo considero un musical (nonostante danze e canti), anzi.
le tipiche scene di "genere", il titolo del cazzo, persino la trama infantile: il tutto non fa che coadiuvare e sostenere perfettamente l'impalcatura del film fino al finale.

pulito, asciutto, finalmente un regista che racconta con le immagini diocane.
Rispetto a Whiplash mi è sembrato un passo indietro. Poi c'è il discorso del "malgrado" il musical: ecco, La La Land risulta debole proprio su questa parte, in quanto nessun piano-sequenza può farci dimenticare la sostanziale insignificanza dei numeri musicali. Ovvio che per chi non si sdilinquisce per i canti & balli (=l'universo mondo eccetto gli amerighi) queste mancanze importino fino ad un certo punto, ma se si è scelto di esprimersi secondo le regole di un determinato genere bisognerebbe tenerne pur conto.
Alla fine il film, anche riuscito nel suo tentativo di sembrare leggero ma non frivolo, è inferiore alle aspettative che La Chazelle aveva iniziato a farci nutrire dopo il suo fulminante esordio.
rodolfo::1757653
Arrival
Quoto tutto. Stringi stringi Arrival è costruito attorno al twist anche un po' paraculo secondo cui [spoiler] quella che sembra la classica tragica backstory di Amy 'inspiegabilmente chiavabile' Adams è invece il suo futuro un po' dolce un po' amaro. Attorno a questa trovata si dispongono delle robe collaterali più o meno riuscite, ma il giudizio finale sul film risente inevitabilmente del fatto che vi sia piaciuta quella mossa lì.
il pwnezzatore::1757694
sul trascorso formativo dei primi 30 anni di vita di un nero gay ("little", un omaggio a omar di the wire?) cresciuto da una madre tossica in un quartieraccio di Miami.
Minchia mi precipito in videoteca!

Svegliatemi per l'apokatastasis


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