presto! recensioni :: [asphalto costume & societÓ] Di zaini e catastrofi

Negli ultimi anni è emerso un fenomeno di scottante attualità: lo zaino ha abbondantemente surclassato la messenger bag o tracolla, uno dei pochi classici già individuabili dei '00. Urge quindi un'analisi degli avvenimenti, da cui ricaveremo affermazioni apodittiche.
Le innumere borse cinghiate possono suddividersi in tre ampie macro-aree, che pur presentano confini mutevoli e zone di intersecazione. Procederemo conformandoci allo spirito classificatorio dei Padri positivisti, che nel bel tempo che fu annotavano e compendiavano le ricchezze dell'Africa Negra, occasionalmente strusciando le cappelle rugose sulla fronte riccioluta di qualche ascaro.

1. Il Fighetto

È lampante l'esigenza del Fighetto, ossia riscattarsi dall'orrido (per lui) invicta anni '90 dalle colorazioni fluo verde/arancio/viola per garantirsi una legittimazione in contesti più formali, mercé anche l'utilizzo di materiali preziosi o presunti tali.
Lo zaino fighetto ostenta la sua parentela con la cartella tradizionale, richiamata dalle quattro cinghie parallele; al riguardo non sembra inopportuno ricordare la teoria che ravvisa la genesi stessa dell'accessorio in una combinazione di una più semplice borsa (addirittura un sacco) con una cinghia o un doppio passante. Sullo sfondo dell'idea stessa del Fighetto si ravvisa quasi sempre una consapevolezza auto-ironica del retaggio scolastico che inevitabilmente lo zaino richiama: ecco quindi la borsa frontale che si estroflette fino a ricordare l'astuccio utilizzato dagli studenti più giovani.
La natura compromissoria (casual vs formale) dell'operazione non deve dare adito a facili condanne: anche il fighetto deve essere accolto nell'ampia famiglia degli zaini, in virtù del suo ruolo di apri-pista della borsa dorsale anche in ambienti che in un primo momento le erano preclusi.

2. L'Esistenzialista aka il neo-proletario

È lo zaino che il buon Raskolnikov sfoggiava per le strade di S. Pietroburgo, magari proprio per far visita alle sorelle Tsvetaeva.
Venuti meno tutti gli orpelli del Fighetto, alla base dell'Esistenzialista sussiste un compromesso tra capienza e costo. L'apertura frontale si introflette fin quasi a scomparire (può ricordare alcune vagine di nostra conoscenza? parliamone), e l'apertura principale a zip si sforza di seguire il contorno del contenitore principale, per permettere l'ingresso di fardelli ingombranti e amorfi - come la consapevolezza dell'inutilità dell'Essere, per intenderci.
Nella dialettica forma-contenuto, l'Esistenzialisa/neo-proletario si schiera decisamente a favore del secondo, tanto che lo zaino di sua scelta richiama inevitabilmente la corba o bricolla medievale, proficuamente utilizzata da chi aveva il privilegio di servire la gleba. Ma attenzione! Il minimalismo non rappresenta solo una necessità, ma anche una scelta di vita, ostile a una moltiplicazione degli enti e orientata verso un panorama di quiete monastica.

3. Lo Sportivo


La contrapposizione tra apparenza formale e sostanza tecnica, ricomposta dal Fighetto in termini compromissori, viene invece condotta alle sue estreme conseguenze dallo Sportivo. I materiali sono robusti, spesse volte rinforzati per garantire l'impermeabilità, e i volumi della sacca sono studiati per concentrare il peso nella zona lombare, senza gravare sulle spalle. Ci si rifà alla genesi dello zaino quale accessorio prettamente militare, eventualmente riproposto in incarnazioni meno drammatiche, quali scautismo e campeggio o attività professionali specifiche. Di gran lunga l'esemplare più costoso tra quelli fin ora presi in considerazione, il Suv degli zaini presenta indubbie comodità di utilizzo, garantite ad es. dagli innumerevoli scomparti, sebbene molti accessori, quali la reticella per la borraccia, rivestano funzioni di carattere ormai meramente vestigiale. Lo Sportivo, come e più dei tipi precedenti, ci ricorda che lo stato di natura è sempre dietro l'angolo, similmente alla foresta che avanza davanti al castello di Macbeth.

Azzardata così una tassonomia di quelli che i giovini delle Amerighe amano chiamare "Back-packs" (trad. "borsa-schiena"), e interrogandoci su quali trionfi di tela mista a poliestere adornino i dorsi gibbuti dell'asphaltita, bisogna ora tracciare una fenomologia del preponderante ritorno dello zaino nel quotidiano della vita urbana. Fungerà da modello per questa seconda parte l'impostazione truffaldina del divulgatore accademico, che infiocina democratiche studentesse sulle poltrone del suo lussurioso appartamento con vista sulla Tour Eiffelle.
Pur nelle diverse sfaccettature che abbiamo poc'anzi ripercorso, unico è il crisma caratterizzante dello zaino: l'autosufficienza. A differenza della ventiquattr'ore, della giberna, della caccavella, il nostro accessorio ricomprende in sé tutto quello di cui c'è bisogno. Ci lascia le mani libere, non ci intralcia nella fuga rovinosa, non può impigliarsi in ostacoli e lacciuoli. Nello zaino troverò tutto quello che mi può servire; tutto quello che lascio fuori rappresenta il superfluo da abbandonare.
Lo zaino è l'accessorio che indosseremo davanti all'Apocalisse. Ben conosciamo le fissazioni dei survivalist e dei prepper, ma intendiamoci: tali innocui mattoidi estremizzano un sentimento fin'ora inconscio nei più, quello dell'esigenza di mantenere il più possibile il controllo delle cose a fronte di un destino che assume tinte diafane, bluastre, in una prospettiva escatologica dove la paura si fonde con un desiderio ancora più oscuro.

Svegliatemi per l'apokatastasis

[fork()]

rodolfo::1768887
sarei curioso di conoscere a un anno di distanza gli esiti di una strategia così insidiosa e lungimirante, lasciando naturalmente da parte il caso asphaltita che non voglio considerare rappresentativo

i feedback positivi che non immagineresti

[fork()]

in effetti non me ne facco proprio un'idea
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

Spingitori di donne
[fork()]

a parte queste baggianate, tempo fa ho provato a convincere un mio affaire a fare porcate molto specifiche al secondo date parlando in un bar di fronte a un modesto sour, dopo che il primo era finito in una scopata abbastanza squallida.
lei mi disse che la stragrande maggioranza dei suoi amici, dovesse lei riferirgli le mie proposte, avrebbe detto che sono uno stronzo, mentre lei nonostante tutto apprezzava la sinceritá e la cordialità con cui andavo blaterando, che non l'hanno messa in imbarazzo.
poi peró ha preferito andarsene, probabilmente le mie fantasie non coincidevano esattamente con le sue. l'ho baciata cordialmente sulla guancia e non l'ho mai più rivista.
devo dire che comunque avevo calcolato la possibilitá fin dal principio, e non é che ci fosse grande entusiasmo da parte mia, anzi, lo facevo per rendere un po' più frizzante un incontro se no abbastanza inutile.

[fork()]

il pwnezzatore::1768905

a parte queste baggianate, tempo fa ho provato a convincere un mio affaire a fare porcate molto specifiche al secondo date parlando in un bar di fronte a un modesto sour


(freakout tribute)
sito ottimizzato a 800x600 per Internet Explorer 5.0 o sup. richiede Real Audio Player

[fork()]

il pwnezzatore::1768905
devo dire che comunque avevo calcolato la possibilitá fin dal principio
ma certo non credere che ne dubitassi.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

[fork()]

il pwnezzatore::1768905
a parte queste baggianate, tempo fa ho provato a convincere un mio affaire a fare porcate molto specifiche al secondo date parlando in un bar di fronte a un modesto sour, dopo che il primo era finito in una scopata abbastanza squallida.


Svegliatemi per l'apokatastasis

Post in homepage Spingitori di donne [60 risposte]

il pwnezzatore::1768905
a parte queste baggianate, tempo fa ho provato a convincere un mio affaire a fare porcate molto specifiche al secondo date parlando in un bar di fronte a un modesto sour, dopo che il primo era finito in una scopata abbastanza squallida.

lei mi disse che la stragrande maggioranza dei suoi amici, dovesse lei riferirgli le mie proposte, avrebbe detto che sono uno stronzo, mentre lei nonostante tutto apprezzava la sinceritá e la cordialità con cui andavo blaterando, che non l'hanno messa in imbarazzo.

poi peró ha preferito andarsene, probabilmente le mie fantasie non coincidevano esattamente con le sue. l'ho baciata cordialmente sulla guancia e non l'ho mai più rivista.

devo dire che comunque avevo calcolato la possibilitá fin dal principio, e non é che ci fosse grande entusiasmo da parte mia, anzi, lo facevo per rendere un po' più frizzante un incontro se no abbastanza inutile.
E' chiaro che sei caduto in un errore epistemico fondamentale. Hai verbalizzato l'eros, cioè hai esplicato ciò che invece avresti dovuto fare. Se le hai detto che ti sarebbe piaciuto leccarle i piedi mentre ti segava già lì al bar, avresti dovuto inginocchiarti ai suoi piedi e cominciare a succhiarle le dita dei piedi. Lei prima schifata, poi avrebbe cominciato a bagnarsi e rugiada sarebbe scorsa sulle sue gambe mentre ritta nella sua minigonna ti contemplava dall'alto verso il basso e presa da pietà te l'averebbe data per farsi sturare l'utero e riequilibrare la gerarchia naturale del maschio e della femmina. Ciò di cui non si può parlare si deve tacere (e fare). E' la regola d'oro dello scopaggio, povero stronzo.

“Ma non è meglio se pensi solo alla fica, ritardato di merda?”
(Il tubone)

asphalto FAQ
categorie Espandi/contrai