bla-bla :: [1] [BDSM] Feminist submission

rodolfo::1756575
se il proposito è dare un'idea del dibattito contemporaneo, capirai che segnalare "femministe" che sembrano la nonna di s. de beauvoir non è l'ideale. la verità è che queste non sono elaborazioni nuove, questo è un regressum. è il dibattito stesso (almeno negli epigoni social) che ha perso qualità, ma fondamentalmente perché ha perso la memoria.


evidentemente non ci incrociamo sostenendo però la stessa cosa. concordo a pieno che il dibattito abbia perso memoria. indicativo è il livello molto basso di politicizzazione della scena BDSM, che tende piuttosto a isolarsi in una ricerca da laboratorio -la camera da letto- del piacere, senza organizzarsi per discutere la possibilità di una sessualità differente, mentre i movimenti autonomi raggiungono a fatica determinate tematiche, vincolati dal politically correct.
non vedo particolare coscienza del dibattito femminista in questo blog, non è il "discorso" ad essere centrale, ma intravedo nel suo tentativo di liberare quel ridicolo "daddy" una volontà di sospensione del giudizio, di carnevale, non irrilevante.

rodolfo::1756575
è stata piuttosto la qualità delle motivazioni, del coordinamento, del consenso dei suoi esponenti a venire meno per ragioni generazionali e soprattutto per mutamenti economici su scala nazionale e globale che lo hanno portato di fatto all'omologazione. omologazione che ha avuto anche i suoi pro, se si considera che molti famigerati sessantottini hanno poi operato per anni in ambiti sociali diversi dimostrandosi piuttosto convincenti (e con le mani in pasta) orientando educazione, lavoro, cultura in una direzione che non dovrebbe dispiacerti.


ma si, semplificando si potrebbe dire che l'avvento di un certo tipo di neoliberismo ha trasformato il movimento in un prodotto, operazione ancora in corso (dall’utilizzo spontaneo di spazi/occupazione ai progetti di urban gardening inseriti nei programmi di city marketing, da woodstock ai selfie a coachella, dall’esotismo al turismo massificato, le possibili letture in questa direzione sono una miriade).
cosa poi hanno fatto i sessantottini è volendo anche abbastanza irrilevante, per quanto mi riguarda non c’è contenuto del 68 che riguardi il singolo individuo, finito il 68 sono finiti anche i sessantottini (che è poi un arco di tempo abbastanza impossibile da definire, parlo più che altro di una certa narrativa e estetica). non mi è chiaro invece cosa intendi riguardo all'orientare in una direzione che non mi dovrebbe dispiacere.

rodolfo::1756575
eh va beh, qui non posso seguirti. apprezzo le analogie in buona fede, ma stento veramente a capire il senso di questa, specie se le "submissive feminist" rispondono al ritratto della signora sopra.


ma infatti procedo a tentoni. resto comunque convinto ci sia qualcosa di sensato in quello che ho scritto. nelle elezioni americane questo tipo di conflitto collettivo si è espresso ai massimi termini (e non solo nelle ultime). ovviamente il conflitto non ha carattere esclusivamente sessuale, ma il ruolo giocato dalla sessualità nella costruzione di strategie politiche sembra essere esponenzialmente più importante tanto più è alta la pressione sociale determinata da macroeventi economici (e questo mi pare valga anche per il passato).

parlando della blogger, io fatico a ricondurla a una questione di "tratti di personalità", tendo piuttosto a pensare che una larga maggioranza di individui non provi affatto a realizzare le proprie fantasie sessuali, ritenendo la loro natura inadeguata -sebbene in realtà derivante da un estetica completamente mainstream- e finendo per preferire una meccanizzazione e reiterazione dei propri atti sessuali giocando su un arco limitato di pratiche socialmente sdoganate da anni.
la pornografia, ad un tempo mainstream e invisibile, usata e abusata ma inconfessata, l'incognito tab dove le masse vanno a espletare i loro bisogni -visivi, ancor prima che biologici- di dominanza, nella stragrande maggioranza dei casi repressi nelle loro relazioni, ha un peso politico enorme a mio avviso.

comunque non mi fraintendere, non penso affatto sia materiale da pubblicazione ed è sicuramente un ragionamento sconclusionato. anzi qualsiasi riferimento bibliografico a riguardo è benvenuto, perchè di fatto ne conosco pochi. le analisi più interessanti relativamente ai rapporti tra sessualità e politica -per quanto mi riguarda- vengono da Henri Lefebvre, ma nonostante la mole spaventosa di scritti non ha mai dedicato un vero e proprio lavoro al tema.

rodolfo::1756575
irrinunciabile? rivoluzione comunque non fa per me. ci sono un sacco di rivoluzioni in atto se la gente invece di vaneggiare di "millennio" vi prendesse semplicemente parte. il problema è che si svolgono regolarmente al di sotto della soglia di attenzione degli idealisti.


forse ci rimarrai male, ma concordo.
però il problema non mi sembra così facilmente riducibile, parecchia di questa narrativa "rivoluzionaria" finisce presto per diventare materiale da start up, da speculazione o veicolata in costrutti istituzionali dall'alto tasso di problematicità (vedesi cose tipo la tenda IKEA per rifugiati). la domanda principale è come potersi affrancare nel proprio quotidiano, cosa possa essere "sovversivo" in uno spazio dove la sovversione sembra sempre solo contribuire innocentemente alla causa "del capitale".

rodolfo::1756575
perdonami: res stantibus questa mi sembra una cagata, almeno nella formulazione proposta.


mi pare che il commento di psycho dimostri il contrario. lasciando per un attimo perdere l'intricato dibattito della sinistra, dall'altra parte abbiamo "la risposta" nazionalista, identitaria e conservativa a tutti i mali del mondo: il daddy. forse il tentativo della giovanotta di cui sopra di dissacrarlo in camera da letto non è così insignificante come sembra.


asphalto FAQ
categorie Espandi/contrai