bla-bla :: [1] [BDSM] Feminist submission

caro pwnezzatore il post ha il pregio di toccare argomenti di per sé interessanti (almeno per me) ma ha il grave difetto di farlo in modo sconclusionato, con assunti tutti da sostanziare (che perciò interpreterò come semplici opinioni) e poco interlocutori. visto il titolo e visto il primo link permettimi di partire da un copia incolla, in tema di contraddizioni. nel post più recente della signora, quello che porta il titolo "I called him 'daddy'" leggiamo:
And it does makes sense that it would be popular – is there a better archetype for the strong, male figure than “daddy”? For me, it’s not about pretending he actually is my father or that I’m a little girl (and no dig if that is your thing, it just doesn’t happen to be mine), it’s about the archetype.
al netto dei travagli interiori dell'autrice, enucleare un problema che si ritiene di una certa importanza richiede un minimo di conoscenze e padronanza di linguaggio. formulata come sopra, la questione non è solo incompatibile con un dibattito che, da parecchi decenni, si fonda su opinioni un po' meglio argomentate (di segno vario) ma potrebbe incontrare qualche resistenza anche sull'huffington post. mi dirai che è solo un blog, un esempio; benissimo, la mia risposta infatti sarebbe: "it has always been about your 'archetype', you bloody moron". e del resto quale sarebbe il discrimine? il grado di drammatizzazione della scena primaria? la pretesa che simili propensioni (anticipo: perfettamente non problematiche) siano limitate all'espletazione di mere funzioni corporali e non evidenzino tratti di personalità? i quali, d'altra parte, sono pienamente rilevanti nelle scelte esistenziali del soggetto, incluse (se esiste un limite chiaro) quelle politiche. se il proposito è dare un'idea del dibattito contemporaneo, capirai che segnalare "femministe" che sembrano la nonna di s. de beauvoir non è l'ideale. la verità è che queste non sono elaborazioni nuove, questo è un regressum. è il dibattito stesso (almeno negli epigoni social) che ha perso qualità, ma fondamentalmente perché ha perso la memoria.
il pwnezzatore::1756497
il conflitto tra femminismo e fantasie *submissive è stato spesso ritenuto uno tra i principali colpevoli dell'implosione del movimento del '68 (e il suo strascico negli anni 70, second-wave feminism etc.), dove testimoni narrano di uomini interni al movimento incapaci di accettare le posizioni delle loro "compagne".
ah, va bene. non so a chi ti riferisci ma è di sicuro un limite mio (senza ironia). personalmente ritengo che il movimento del '68 sia "fallito" (ma anche no) per una congerie di motivi tra i quali potrei marginalmente includere anche quello che citi. in pratica però il movimento si è dissolto in quanto tale, ovvero è stata piuttosto la qualità delle motivazioni, del coordinamento, del consenso dei suoi esponenti a venire meno per ragioni generazionali e soprattutto per mutamenti economici su scala nazionale e globale che lo hanno portato di fatto all'omologazione. omologazione che ha avuto anche i suoi pro, se si considera che molti famigerati sessantottini hanno poi operato per anni in ambiti sociali diversi dimostrandosi piuttosto convincenti (e con le mani in pasta) orientando educazione, lavoro, cultura in una direzione che non dovrebbe dispiacerti.
il pwnezzatore::1756497
facendo un salto mortale, i conflitti della sinistra di oggi sono sostanzialmente in linea con i conflitti delle giovani submissive feminist.
eh va beh, qui non posso seguirti. apprezzo le analogie in buona fede, ma stento veramente a capire il senso di questa, specie se le "submissive feminist" rispondono al ritratto della signora sopra.
il pwnezzatore::1756497
conseguentemente nel compiere l'astratta (ma irrinunciabile!) operazione di desiderare una rivoluzione
irrinunciabile? rivoluzione comunque non fa per me. ci sono un sacco di rivoluzioni in atto se la gente invece di vaneggiare di "millennio" vi prendesse semplicemente parte. il problema è che si svolgono regolarmente al di sotto della soglia di attenzione degli idealisti.
il pwnezzatore::1756497
va beh vado libero: se vediamo i movimenti politici come contenitori di proiezioni di desideri collettivi, ci accorgiamo che è possibile riorganizzarli in categorie sessuali abbastanza facilmente identificabili (o almeno più facilmente che non scandagliando l'inestricabile labirinto retorico dei contenuti di ogni singolo programma di partito, e l'effettiva consapevolezza riguardo ai contenuti di chi quei partiti li vota). il fatto che non ci sia al momento nessun movimento che rappresenti questa realtà sessuale di molti, ovvero una sessualità "post", prima depravata e poi liberata, è una grave carenza dei movimenti contemporanei.
perdonami: res stantibus questa mi sembra una cagata, almeno nella formulazione proposta.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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