cut-n-paste bla-bla :: [BDSM] Feminist submission

insomma, ricercando un po' a riguardo mi sono ritrovato a leggere qualche contributo dedicato all'argomento, googlando feminist submission si ha accesso a un discreto numero di opinioni a riguardo con tanto di partecipate sezioni commenti.
la cosa che mi affascina maggiormente è il grado di volta in volta diverso di conflittualità espresso dai vari contributi, dove la linea tra "cerco di giustificare le fantasie di cui mi un po' mi vergogno ma di cui non posso fare a meno" e "l'emancipazione sessuale della donna non può di certo tradursi in proibizionismo e autocensura" è sottilissima e di volta in volta varcata in maniera più o meno convincente.

il conflitto tra femminismo e fantasie *submissive è stato spesso ritenuto uno tra i principali colpevoli dell'implosione del movimento del '68 (e il suo strascico negli anni 70, second-wave feminism etc.), dove testimoni narrano di uomini interni al movimento incapaci di accettare le posizioni delle loro "compagne". nel dibattito femminista si consumava una battaglia tra posizioni fortemente anti-pornografiche contro voci isolate -e in parte supportate da uomini interni al movimento- che invece accusavano quest'ultime in primo luogo di limitare la libertà di espressione, e in secondo di moralismo e puritanesimo.

facendo un salto mortale, i conflitti della sinistra di oggi sono sostanzialmente in linea con i conflitti delle giovani submissive feminist.
prendiamo un esempio: io potrei tranquillamente definirmi femminista, sono -quasi- razionalmente anticapitalista (nel senso che non scelgo ideologicamente di esserlo, ma finisco per doverlo essere) e supporto quindi la causa basilare del femminismo classico: emancipare la donna dalla condizione di labor non retribuito -l'atto riproduttivo e la gestione della famiglia ai fini della produttività del lavoratore maschio- impostole dal capitale nella sua organizzazione di stampo imperiale, quella gestita e organizzata da uomini. (attenzione: sono cosciente che siano stati fatti enormi passi avanti ma su scala globale -postcoloniale- permane invariata una struttura sociale con una divisione classica tra i ruoli della donna e dell'uomo).
conseguentemente nel compiere l'astratta (ma irrinunciabile!) operazione di desiderare una rivoluzione, mi auguro una rivoluzione al femminile. sto parlando di puri impulsi di desiderio sovversivo, sono affascinato irrazionalmente da una forma di matriarcato rivoluzionario, a base di ceffoni e carnevale.

non vedo positivamente la mercificazione e "oggettivizzazione" del corpo della donna, ma non posso che continuare a definirmi contrario alla censura del pornografico e di tutti i suoi derivati. non perchè non sia cosciente della problematicità di determinate rappresentazioni, certamente non mi felicito di vedere inguardabili individui arricchiti da industrie squallide che speculano sulla deformazione dei desideri collettivi del maschio (e soprattutto sulla definizione a priori di cosa un maschio debba essere e debba fare, a letto e non) ma di fatto è una narrativa esistente, e come tale non è possibile cancellarla, bensì sovvertirla, renderla impotente e superata.
è chiaro che parlo di una convinzione di carattere squisitamente politico. a differenza dei militanti del 68, mi trovo in un contesto radicalmente differente e sono cresciuto nella prima fase di internet, la mia adolescenza e le mie prime seghe si sono svolte al doloroso ritmo delle immagini porno scaricate a 56k (dove la figa era spesso nella metà bassa dell'immagine, aumentando quindi la sofferenza) e sono da che ho memoria sessualmente orientato verso atteggiamenti dominanti. desidero possedere femmine fisicamente affini ad un determinato tipo di rappresentazione mainstream (anche se posso vantare un sistema immunitario che mi rende completamente inappetibili le perfette idiote e le donne vestite da cretine) non mi tiro indietro se c'è da provocarle nell'atto sessuale con una mano al collo un po' troppo stretta, due dita in figa al bar, una tirata di capelli o un graffio, non mi dispiace sodomizzarle (sebbene non sia la mia passione) così come spargere il mio seme in libertà.

il mio equilibrio dopo anni di conflitti non superati è oggi sostanzialmente semplice: accetto il mio desiderio dominante, non lo pongo in conflitto con le mie convinzioni politiche e non accetto che mi si caghi il cazzo a riguardo. vedo nella realizzazione della pornografia una forma di liberazione (se non altro dal complesso di non poter fare qualcosa che desideri), insomma cerco donne submissive, coscienti di esserlo, femministe, ma con una gran voglia di farsi chiavare. l'unica regola che mi pongo è quella del rispetto della loro volontà, dalla quale per altro dipendono ormai interamente i miei desideri, voglio (nel senso che mi eccito) che sia lei a dirmi cosa fare, cosa vuole subire, foss'anche una sculacciata, se lei non stesse al gioco e lo facesse per me sarebbe una castrazione.
per il resto sono un partner affettuoso e relativamente onesto.

va beh vado libero: se vediamo i movimenti politici come contenitori di proiezioni di desideri collettivi, ci accorgiamo che è possibile riorganizzarli in categorie sessuali abbastanza facilmente identificabili (o almeno più facilmente che non scandagliando l'inestricabile labirinto retorico dei contenuti di ogni singolo programma di partito, e l'effettiva consapevolezza riguardo ai contenuti di chi quei partiti li vota). il fatto che non ci sia al momento nessun movimento che rappresenti questa realtà sessuale di molti, ovvero una sessualità "post", prima depravata e poi liberata, è una grave carenza dei movimenti contemporanei.
tralasciando l'offerta asessuale della destra moderata e quella post-imperialista e maschilista del populismo berlusconiano/trumpiano/grillesco abbiamo o l'offerta conflittuale al massimo delle sinistre moderate, che tentano di definirsi a sinistra con una sessualità di destra, o quella strozzata sfigata e moralista delle sinistre polically correct. insomma ancora tutto in bianco e nero: o sborri in faccia alla tua donna tenendola per i capelli sul retro della tua porsche cayenne (o della tua ape, se sei brad) o sei un mostro se lo fai, il resto è frustrazione e minoranze non rappresentate.

/thread

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vade retro saragat
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

never forget
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il pwnezzatore::1757507

mi affascina di più l'idea delle rebis ciotol



quando il saggio indica la luna lo stolto si infila delle scolopendre nel cazzo

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ieri sera ho scoperto che cinquanta sfumature di grigio altro non è che una fanfic di twilight, che ha scatenato peraltro un violentissimo scontro interno alla community al momento della sua pubblicazione (sotto copyright)
asphtimer

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Lord H.::1757597
ieri sera ho scoperto che cinquanta sfumature di grigio altro non è che una fanfic di twilight, che ha scatenato peraltro un violentissimo scontro interno alla community al momento della sua pubblicazione (sotto copyright)
Questa notizia è stupenda e aumenta il pregio di entrambe le saghe (fonte).

Svegliatemi per l'apokatastasis

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ho letto solo a metà ma tutto il necessario. cazzo credevo scherzassi invece sembra tutto vero.
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Snowqueen Icedragon e' un nom de plume imbarazzante.
Do not argue with an idiot. He will drag you down to his level and beat you with experience.

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ah a me invece era parso pieno di buon gusto e appeal
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"a grumpy hubs who betas my work": suppongo hubs sia un typo di husb (per husband) e che "to beta" sia per beta-testing?
pero' da quando ho preso la PILLOLA ROSSA ci leggo tra le righe che il povero marito e' un BETA che deve subire l'umiliazione di sua moglie che scrive porcherie su internet e ci diventa pure ricca!
Do not argue with an idiot. He will drag you down to his level and beat you with experience.

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Lord H.::1757597
un violentissimo scontro interno alla community al momento della sua pubblicazione

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bella metafora ma la poteva fare piu' corta.

e comunque:

I’m also going to distinguish between men and women, not because I think these gender binaries really exist, but because I need a clear-cut enemy.


a posto.
Do not argue with an idiot. He will drag you down to his level and beat you with experience.

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c'è di nuovo un problema inemendabile attorno alla questione, peraltro ovvia - e ribadisco non colpevole né ipocrita - che il sesso è anche performativo. il linguaggio non è "comunicazione" ma anche creatività e retorica, sempre. l'arte, che è un linguaggio, pure. che poi è esattamente il motivo per cui la signora a capo thread deve dire "uh daddy fuck me hard" per godere (anche se ci ricorda che per lei, a differenza di tutto il mondo, è solo un archetipo). non esiste un'arte *al netto* della negozialità tra artista e committente, del pubblico, del mercato, del contesto spaziale e sociale. questa è una illusione essenzialista (quindi metafisica) che mira a isolare una favoleggiata autenticità dalla semiosi che è invece è l'unico strumento che rende comprensibile la realtà.
ciò poi ci riporta all'aporia fondamentale di qualunque approccio genderista (esempio: il "femminismo" che è comunque una sorta di specismo) vs. alcune meta-narrazioni dei c.d. gender studies. e infine la solita faccenda: quale agente patogeno, quale seduttore subliminale, quale autorità transculturale avrebbe ridotto le donne a tali larve, incapaci di provvedere al proprio piacere e addirittura asservite a quello dei propri partner? ci si svela poi qui che - in verità - ciò non sarebbe necessario poiché addirittura controproducente, in barba a qualunque esperienza, autodeterminazione, personalità. non devi gemere per fare godere (e godere) più forte, anche se fosse ciò che desideri dare (per ricevere).
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
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scotto
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comunque al riguardo io stanotte ho sognato che rebis mi appariva sotto le forme della zoccolaccia dell'altro 3d e prendeva a stropicciarsi i capezzoli urlandomi delle irripetibili ingiurie e anche qualche orrenda bestemmia. poi cominciava a strusciarmisi addosso, sempre continuando a ingiuriarmi e a fare paragoni poco lusinghieri tra il mio aspetto e le mie qualità e quelle dei suoi amanti. in particolare, metteva in dubbio la mia virilità e sminuiva le dimensioni del mio pene, sfidandomi a smentirla. nonostante tutte queste contumelie continuava però ad eccitarsi visibilmente e a schiacciarmisi addosso. a questo punto purtroppo mi sono svegliato, anche a causa di una dolorosa erezione.

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rodolfo::1757975
non esiste un'arte *al netto* della negozialità tra artista e committente, del pubblico, del mercato, del contesto spaziale e sociale.

attenzione che a tirare fuori la questione della natura dell'arte ci si mette bucce di banana al posto delle scarpe. che non esista un arte *al netto* della negozialità tra artista e committente e del mercato è una minchiata, ne esiste un'infinità, per altro ci troviamo in una fase storica dove pure roba passata in istituzioni maggiori risulta invendibile in quanto priva dei presupposti necessari (che so, un audio, una performance) e le pratiche raccolte sotto il sempre più vasto tetto dell'arte sono ormai tanto differenti tra loro da rappresentare veri e propri contesti socio-economici differenti, spesso rappresentati anche da istituzioni differenti.
quello che dici può avere senso se riferito al contesto spaziale e sociale, ma dubito fortemente la signorina sostenesse il contrario, non è di certo una che lavora in camera sua, dandole una googlata saltano fuori diverse pagine di risultati.
la questione è piuttosto legata alla effettiva necessità di determinate dinamiche di appropriazione -da parte delle istituzioni- del lavoro di un artista e la contraddittorietà della quantificazione del valore di esso.
es. pratico: istituzione di primo piano con un budget di produzione per un singolo solo show di 50.000 euro che paga il/la giovane artista rappresentato/a 2000* perchè tanto è l'immagine dell'istituzione a fare da "pay off", mentre il valore prodotto dall'opera può essere di fatto sconfinatamente più grande, se si considerano le macro dinamiche di city marketing, turismo e conseguente rivalutazione del territorio, del mercato immobiliare e locale.
*ti assicuro, succede.

rodolfo::1757975
quale agente patogeno, quale seduttore subliminale, quale autorità transculturale avrebbe ridotto le donne a tali larve, incapaci di provvedere al proprio piacere e addirittura asservite a quello dei propri partner?


beh, la tesi classica che vuole la restrizione della femmina al casalingo come forma di labor non pagato necessario alla cura, il nutrimento, e quindi la soddisfazione -ovviamente anche sessuale- del lavoratore (il maschio) non è così facilmente scavalcabile con un "chi gliel'avrà mai proibito". è chiaro che oggi si siano fatti passi avanti, a riconoscerlo sono pure le femministe che queste tesi le hanno sviluppate (vedesi Silv1a F3derici) ma la tradizionale struttura è ancora fortemente presente in una molteplicità di realtà.
detto questo vedo il testo più come una forma di intrattenimento provocatorio e liberatorio, e in quanto tale efficace proporzionalmente alla sua sfrontatezza.

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mah, non so. nella realtà non mi è mai capitato che una femmina mi sfidasse a chiavarla e credo sia un desiderio molto comune (dei maschi, intendo). non mi è mai nemmeno successo che una femmina mi criticasse durante l'atto, anzi semmai è capitato il contrario, perchè a volte le femmine pensano che se ti dicono "ah che pescie grande che hai" tu ti ecciti. il che, almeno nel mio caso, non è vero, perchè io tendo a dubitare dell'onestà delle persone, specie se ti fanno un complimento.

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Pavolo ma ti pare che uno sogna davvero cose talmente limpide? Hai interpretato quel che in scotto vi è di più conscio e mediato e costruito, ne fa egli peraltro abbondante e pregevole (a dispetto di quel che incorre tra valore e scarsità) materia di postseses.

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ovviamente non ho fatto davvero quel sogno, l'ho ricostruito dopo. in effetti sono molti anni che non ricordo i miei sogni, ma in generale non ne ho fatti quasi mai di erotici.

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Secondo me è Pauelo Crepet quello vero, posta da azzurro per non sputtanarsi l'utenza con cui s'è registrato anni fa (inospitale).

scotto
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sarebbe più utile se mi linkasse qualche video porno di quella femmina

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il pwnezzatore::1757978
è una minchiata, ne esiste un'infinità

Muy querido púñezador, yo veo que el ingenoso hidalgo rawdolfo ha elencato in senso disgiuntivo-inclusivo e per questo il primo pezzo del tuo post è superfluo nell'economia della dialettica (ma non per questo non interessante), stante che sulla sublime vuotezza dell'arte definita assolutamente siano d'accordo tutti.
Ora, io è vero mi contento di letture riflesse (nel senso di Pavlov) e superficiali (poiché sono assorbito continuamente dalla mia più preziosa interiorità), ma effettivamente che cazzo ha da dire questa leccafiga di concretamente diverso dal lamentarsi che non la pagano e dal proporre di mettere il broncio e accusare mal di testa?

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il pwnezzatore::1757978
attenzione che a tirare fuori la questione della natura dell'arte ci si mette bucce di banana al posto delle scarpe.
prendo atto del tuo consiglio, che però sembra avere un che di predittivo. ma non ci giro attorno: per un disguido surreale sembri non aver capito che il mio discorso sull'essenza mirava esattamente a dissuadere da simili iniziative. comunque non mi soffermo perché manchi di produrre qualunque referente che afferisca a questa "infinità" (a margine: il mercato è un esempio, infatti non è che il sostituto prevalente di innumerevoli entità che vanno dalla chiesa cattolica, il tempio di delfi, alla casa dello sciamano zulù).
il pwnezzatore::1757978
la questione è piuttosto legata alla effettiva necessità di determinate dinamiche di appropriazione -da parte delle istituzioni- del lavoro di un artista e la contraddittorietà della quantificazione del valore di esso.
e questo cosa vorrebbe dire, che dietro alla fondazione osvaldo miravalle dei marchesi di castrovillari c'è il capitalismo? ah porcodio! siamo rovinati. ironia a parte: per quanto mi riguarda questo è un male, ma è un male ubiquo, che solo in minima parte ha a che fare con il problema della tizia o i mezzi di sostentamento degli artisti. a parte il fatto che se conosci l'ambiente sarai al corrente del fatto che la gloriosa cinquantamila, in italia, è pateticamente mendicata da questi enti contestualmente c/o regione basilicata, fus, comune di parma ecc. ecc. sulla base di progetti. ebbene si, in italia il finanziamento della cultura è larghissimamente in capo allo stato e questi enti hanno pure un sacco di costi, dalle utenze agli uscieri. il più delle volte all'artista si da niente meno di quello che resta (e infatti chiudono). caso leggermente diverso è quello dei committenti privati o le multinazionali le quali, in ogni caso, acquistano tipicamente eventi o installazioni, ma lo trascuro perché statisticamente debole e perché la contrattazione è nettamente commerciale, l'evento prevede grossi tasselli pubblicitari ecc. il che rende questo contesto del tutto incompatibile con chi ha qualche idiosincrasia per i vernissage con i salatini. (gallerie private = omissis)
adesso non ci ho voglia di scrivere una sbrodolata, ma diciamo che posso suggerirti un ventaglio di problemi più realistici denunziati dagli artisti in italia. si aprirebbero però rubriche su: (ex)enpals, siae, mutua, welfare inesistente ecc. che sposterebbero di nuovo il problema sulle istituzioni e non su qualche ente che magari si aspetta di non essere sputato in testa dagli artisti che promuove. perché il problema della signora è proprio questo.
il pwnezzatore::1757978
non è di certo una che lavora in camera sua, dandole una googlata saltano fuori diverse pagine di risultati.
su questa affermazione e su ricerche google preferirei sorvolare per non deteriorare inevitabilmente il dibattito, che ha un suo valore ma che è meglio disgiungere dal caso della signora.
il pwnezzatore::1757978
detto questo vedo il testo più come una forma di intrattenimento provocatorio e liberatorio
ok.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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scotto::1757980
che una femmina mi sfidasse a chiavarla e credo sia un desiderio molto comune (dei maschi, intendo)
Se sia comune non ne ho idea. Personalmente una femmina che mi dica "chiavami" mi va bene, una che mi dica "voglio proprio vedere se riesci a chiavarmi con quella pelle di daino che ti ritrovi" mi provoca un'immediata reazione di allontanamento, se non di vera e priopria fuga (ho infatti la pelle di daino).
An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)
La vita è una malattia incurabile, bisogna solo avere pazienza ed aspettare che passi. (f205v)

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Ahaha mi fai venire in mente che una cosa simile mi successe davvero. A pranzo, era l'ultimo giorno di un corso presso l'università, una femmina del gruppo, padovana, mi invitò/sfidò (davanti ad una mezza dozzina di persone) ad andare da lei a chiavare ché la sua casa era libera e vestito com'ero col completo la facevo arrapare tantissimo. Sarà stato il modo o le circostanze, sarà quel che sarà, fatto sta che la mia pelle di daino non si irrigidí.
L'ultimo dei boia da cani

scotto
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CR 13::1758004

Sarà stato il modo o le circostanze, sarà che sono un po'ricchione, fatto sta che la mia pelle di daino non si irrigidí.

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