cut-n-paste bla-bla :: [BDSM] Feminist submission

insomma, ricercando un po' a riguardo mi sono ritrovato a leggere qualche contributo dedicato all'argomento, googlando feminist submission si ha accesso a un discreto numero di opinioni a riguardo con tanto di partecipate sezioni commenti.
la cosa che mi affascina maggiormente è il grado di volta in volta diverso di conflittualità espresso dai vari contributi, dove la linea tra "cerco di giustificare le fantasie di cui mi un po' mi vergogno ma di cui non posso fare a meno" e "l'emancipazione sessuale della donna non può di certo tradursi in proibizionismo e autocensura" è sottilissima e di volta in volta varcata in maniera più o meno convincente.

il conflitto tra femminismo e fantasie *submissive è stato spesso ritenuto uno tra i principali colpevoli dell'implosione del movimento del '68 (e il suo strascico negli anni 70, second-wave feminism etc.), dove testimoni narrano di uomini interni al movimento incapaci di accettare le posizioni delle loro "compagne". nel dibattito femminista si consumava una battaglia tra posizioni fortemente anti-pornografiche contro voci isolate -e in parte supportate da uomini interni al movimento- che invece accusavano quest'ultime in primo luogo di limitare la libertà di espressione, e in secondo di moralismo e puritanesimo.

facendo un salto mortale, i conflitti della sinistra di oggi sono sostanzialmente in linea con i conflitti delle giovani submissive feminist.
prendiamo un esempio: io potrei tranquillamente definirmi femminista, sono -quasi- razionalmente anticapitalista (nel senso che non scelgo ideologicamente di esserlo, ma finisco per doverlo essere) e supporto quindi la causa basilare del femminismo classico: emancipare la donna dalla condizione di labor non retribuito -l'atto riproduttivo e la gestione della famiglia ai fini della produttività del lavoratore maschio- impostole dal capitale nella sua organizzazione di stampo imperiale, quella gestita e organizzata da uomini. (attenzione: sono cosciente che siano stati fatti enormi passi avanti ma su scala globale -postcoloniale- permane invariata una struttura sociale con una divisione classica tra i ruoli della donna e dell'uomo).
conseguentemente nel compiere l'astratta (ma irrinunciabile!) operazione di desiderare una rivoluzione, mi auguro una rivoluzione al femminile. sto parlando di puri impulsi di desiderio sovversivo, sono affascinato irrazionalmente da una forma di matriarcato rivoluzionario, a base di ceffoni e carnevale.

non vedo positivamente la mercificazione e "oggettivizzazione" del corpo della donna, ma non posso che continuare a definirmi contrario alla censura del pornografico e di tutti i suoi derivati. non perchè non sia cosciente della problematicità di determinate rappresentazioni, certamente non mi felicito di vedere inguardabili individui arricchiti da industrie squallide che speculano sulla deformazione dei desideri collettivi del maschio (e soprattutto sulla definizione a priori di cosa un maschio debba essere e debba fare, a letto e non) ma di fatto è una narrativa esistente, e come tale non è possibile cancellarla, bensì sovvertirla, renderla impotente e superata.
è chiaro che parlo di una convinzione di carattere squisitamente politico. a differenza dei militanti del 68, mi trovo in un contesto radicalmente differente e sono cresciuto nella prima fase di internet, la mia adolescenza e le mie prime seghe si sono svolte al doloroso ritmo delle immagini porno scaricate a 56k (dove la figa era spesso nella metà bassa dell'immagine, aumentando quindi la sofferenza) e sono da che ho memoria sessualmente orientato verso atteggiamenti dominanti. desidero possedere femmine fisicamente affini ad un determinato tipo di rappresentazione mainstream (anche se posso vantare un sistema immunitario che mi rende completamente inappetibili le perfette idiote e le donne vestite da cretine) non mi tiro indietro se c'è da provocarle nell'atto sessuale con una mano al collo un po' troppo stretta, due dita in figa al bar, una tirata di capelli o un graffio, non mi dispiace sodomizzarle (sebbene non sia la mia passione) così come spargere il mio seme in libertà.

il mio equilibrio dopo anni di conflitti non superati è oggi sostanzialmente semplice: accetto il mio desiderio dominante, non lo pongo in conflitto con le mie convinzioni politiche e non accetto che mi si caghi il cazzo a riguardo. vedo nella realizzazione della pornografia una forma di liberazione (se non altro dal complesso di non poter fare qualcosa che desideri), insomma cerco donne submissive, coscienti di esserlo, femministe, ma con una gran voglia di farsi chiavare. l'unica regola che mi pongo è quella del rispetto della loro volontà, dalla quale per altro dipendono ormai interamente i miei desideri, voglio (nel senso che mi eccito) che sia lei a dirmi cosa fare, cosa vuole subire, foss'anche una sculacciata, se lei non stesse al gioco e lo facesse per me sarebbe una castrazione.
per il resto sono un partner affettuoso e relativamente onesto.

va beh vado libero: se vediamo i movimenti politici come contenitori di proiezioni di desideri collettivi, ci accorgiamo che è possibile riorganizzarli in categorie sessuali abbastanza facilmente identificabili (o almeno più facilmente che non scandagliando l'inestricabile labirinto retorico dei contenuti di ogni singolo programma di partito, e l'effettiva consapevolezza riguardo ai contenuti di chi quei partiti li vota). il fatto che non ci sia al momento nessun movimento che rappresenti questa realtà sessuale di molti, ovvero una sessualità "post", prima depravata e poi liberata, è una grave carenza dei movimenti contemporanei.
tralasciando l'offerta asessuale della destra moderata e quella post-imperialista e maschilista del populismo berlusconiano/trumpiano/grillesco abbiamo o l'offerta conflittuale al massimo delle sinistre moderate, che tentano di definirsi a sinistra con una sessualità di destra, o quella strozzata sfigata e moralista delle sinistre polically correct. insomma ancora tutto in bianco e nero: o sborri in faccia alla tua donna tenendola per i capelli sul retro della tua porsche cayenne (o della tua ape, se sei brad) o sei un mostro se lo fai, il resto è frustrazione e minoranze non rappresentate.

/thread

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il pwnezzatore::1757444
narrativa
Basta dioporco.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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preferisco narrazione (ma dipende dalle lingue) comunque pwnezzatore non è quello il punto.
il pwnezzatore::1757444
sarebbe?
la regressione preunitaria (non è vero)

comunque punezzatore la questione è che hai una visone veramente banalizzante - per esempio - della sessualità, che è comunque una questione ben più complessa e connessa con il comportamento umano e la personalità, cioè non è un fottuto costume. e questo anche concedendoti di saltare a pié pari il tuo pessimo esempio, perché con tutto il BDSM libero e funzionale che pervade la rete o la società civile (quello cioé che prevede che una persona ti dica che le piace essere legata o quant'altro semplicemente perché è così e fortunatamente si può benissimo fare) mi vai a selezionare una sfinita che ha palesemente una situazione conflittuale e complessuale che la obbliga a layerizzare significati del tutto inesitenti (o ovvi). se mi parli di dissacrazione il sospetto forte è che tu non capisca un cazzo. quello debole è che tu scriva cazzate e poi non intenda mettere a fuoco le conclusioni dei tuoi stessi ragionamenti.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

scotto
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comunque (in tutto ciò) stasera il telegiornale parlava di emiliano come nuovo capo della vera sinistra italiana. poi hanno detto che hanno scoperto quello che ha incendiato la palma davanti al duomo. poi, la storia di uno che certi tassisti scioperanti gli avevano tirato le uova e lui aveva cacciato una pistola, poi rivelatasi falsa. infine, grande attesa per la sentenza di cassazione sull'omicidio di sarà sticazzi. a un certo punto (e benché il menù sia più o meno questo tutte le sere) ho avuto l'impressione di essere addormentato nel corpo di un palmipede.

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rodolfo::1757446
hai una visone veramente banalizzante - per esempio - della sessualità
rodolfo::1757446
cioè non è un fottuto costume

rodolfo, premettendo che sono il primo a dire che il testo di cui sopra sia bello azzardato, inappropriato in quanto a forma ed estensione e in quanto tale potenzialmente pirlabile (insomma un tipico post sul foro), come fai a dire che riduco la sessualità a mero costume?
la sessualità è uno tra i bersagli preferiti della mostruosa finzione messa in piedi dalla contemporaneità, e in quanto tale del tutto impossibilitata ad essere una normale "questione complessa e connessa con il comportamento umano e la personalità" ma finisce piuttosto per essere una sorta di discarica, nella quale sta all'equilibrio psicofisico dei singoli cercare di tirare insieme qualcosa di sensato dal materiale lì depositato.
si ritorna al dibattito sulla natura del sociale, tu evidentemente pensi che la massificazione delle fantasie sessuali attraverso la pornografia e la definizione a priori di chi sia chi e cosa si faccia come -su scala globale- sia parte della natura del comportamento dell'umano, io non lo penso.
e non lo penso non perchè penso il contrario (ovvero che sia una "costruzione del sistema") bensì perchè sono pronto a pensare che se questa è la natura dell'umano dovremmo preoccuparci di superarla e ambire a qualcosa di nuovo.
quindi nel mio post di cui sopra mi interessa meno chi determinate pratiche "dissacranti" le realizza con successo (il BDSM libero e funzionale) ma piuttosto chi -proprio come la disperata nel link- non ne esce per niente. parlo di conflitti che in larga scala contraddistinguono il privato di gente normalissima (vedesi me, altro esempio, checchesenedica), spesso senza la benchè minima connessione con il BDSM.
quindi
rodolfo::1757446
se mi parli di dissacrazione il sospetto forte è che tu non capisca un cazzo.

io ho infatti parlato di tentativi di dissacrazione, almeno ci prova, porella.
rodolfo::1757446
quello debole è che tu scriva cazzate e poi non intenda mettere a fuoco le conclusioni dei tuoi stessi ragionamenti.

scrivere cazzate è una delle funzioni primarie di questo forum, per le conclusioni ci si può provare, anche tu sforzati magari di controbattere con temi che vadano oltre alla "natura dell'uomo", che è roba che abbiamo lasciato nelle grotte di ispica* a battere i famosi tamburi del meridione.
sarà un post acrobata ma almeno vi intrattengo un po', pezzi di merda, e continuo a pensare che ci sia del vero in ció che ho scritto**.

*da visitare.
**la cartina tornasole è il disperato fallimento della pornografia femminista, altro tema che sarebbe da includere.

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Fermo restando che seguo questa discussione con un occhio solo (il capothread, per quanto stuzzicante, promette tribolazioni dialettiche che non sono in grado di sostenere da sveglio), attualmente vorrei qualche chiarimento:

il pwnezzatore::1757451
la sessualità è uno tra i bersagli preferiti della mostruosa finzione messa in piedi dalla contemporaneità


Di quale finzione esattamente stai parlando? Sia detto senza nessuna vis polemica, vorrei solo alcune coordinate di massima.
Sul "dalla contemporaneità" sospendo il giudizio.

il pwnezzatore::1757451
nella quale sta all'equilibrio psicofisico dei singoli cercare di tirare insieme qualcosa di sensato dal materiale lì depositato.


"qualcosa di sensato"? Che significa?

il pwnezzatore::1757451
bensì perchè sono pronto a pensare che se questa è la natura dell'umano dovremmo preoccuparci di superarla e ambire a qualcosa di nuovo.


Eh? Ma dici in un lasso di tempo confinato entro i 50.000 anni?

il pwnezzatore::1757451
a piuttosto chi -proprio come la disperata nel link- non ne esce per niente.


Si, ma se non ne esce è un problema suo neh, mica ne dobbiamo estrapolare chissà che cosa.

autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)

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il tubone::1757453
Di quale finzione esattamente stai parlando?

in realtà ogni tipo di finzione, dal cinema all'arte alla pubblicità, la pornografia nella sua deriva odierna è certamente indicativa di una radicalizzazione di determinati processi.
diciamo che mi riferisco all'ammontare della produzione visiva nel suo complesso e nella sua complessità, mai veramente identificabile come unicum se non nella sua dimensione storiografica.

il tubone::1757453
"qualcosa di sensato"? Che significa?

qualcosa di.. soddisfacente? c'è chi lo trova in una solida stabilità emotiva di coppia e chi preferisce farsi frustare appeso a testa in giù. poi boh, penso che dare un senso ai propri desideri e proiezioni sia un atto che passa spesso anche attraverso il sesso, non dico come obiettivo primario, che rischia di trasformarsi in una deriva, ma quantomeno come evento conseguente. quello che intendevo è che rielaborare le proprie fantasie sessuali (i cui contenuti sono stati fortemente radicalizzati e massificati dalla pornografia e dalla finzione nell'era del pornografico) nel proprio quotidiano può essere un'operazione non priva di contraddizioni, fallimenti e frustrazioni.

il tubone::1757453
Eh? Ma dici in un lasso di tempo confinato entro i 50.000 anni?

per quanto mi riguarda vale ancora il vecchio monito "fatti non foste a viver come bruti".

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vincibile::1757447

rodolfo::1757446

layerizzare


perdonami, ho dovuto.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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il pwnezzatore::1757456
in realtà ogni tipo di finzione, dal cinema all'arte alla pubblicità, la pornografia nella sua deriva odierna è certamente indicativa di una radicalizzazione di determinati processi.
diciamo che mi riferisco all'ammontare della produzione visiva nel suo complesso e nella sua complessità, mai veramente identificabile come unicum se non nella sua dimensione storiografica.


A mio parere è un processo di lunga data che predata (cit.) l'avvento della pornografia nella sua "deriva odierna".
In un certo senso ed in un certo modo risale perfino all'analisi freudiana. Voglio dire che anche la cultura canonica, critica, paludata, elitaria ed organizzata ha "sottratto" la sessualità all'ambito privatissimo della riflessione sulla propria individualità per inquadrarla in una serie di concetti universali (o presunti tali) ed in una casistica di natura eminentemente patologica che, se da un lato presiede alla "pacificazione" di ogni conflitto e/o sofferenza interiore, dall'altro riconduce il tutto alla presunta "normalità" di una vita regolamentata e superficialmente accettabile.
Ovvero ha sottratto quella componente conflittuale al singolo per consegnarla all'istanza sociale.
In questo senso la "deriva", nella quale ogni preferenza (anche la più bizzarra o "perversa") è accettabile perchè riconducibile ad un preciso scaffale del grande negozio tutti-i-gusti, non mi sembra una roba così recente nè così orrenda come i termini "mostruosa finzione" lascerebbero intendere.

il pwnezzatore::1757456
qualcosa di.. soddisfacente? c'è chi lo trova in una solida stabilità emotiva di coppia e chi preferisce farsi frustare appeso a testa in giù. poi boh, penso che dare un senso ai propri desideri e proiezioni sia un atto che passa spesso anche attraverso il sesso, non dico come obiettivo primario, che rischia di trasformarsi in una deriva, ma quantomeno come evento conseguente.


Purtroppo sono ancora in alto mare.

il pwnezzatore::1757456
quello che intendevo è che rielaborare le proprie fantasie sessuali (i cui contenuti sono stati fortemente radicalizzati e massificati dalla pornografia e dalla finzione nell'era del pornografico) nel proprio quotidiano può essere un'operazione non priva di contraddizioni, fallimenti e frustrazioni.


Il che non è poi così male.
Insomma, temo che abbia ragione Rodolfo, stai saltellando allegramente sull'orlo dell'abisso dell'Io.
Pensa come può essere stato complesso elaborare le proprie fantasie sessuali per alcuni secoli, quando poi le dovevi confessare al parroco che ti spediva a bruciare all'inferno. Al confronto la massificazione odierna soggiace al rischio opposto e ciò non di meno non si stava meglio quando si stava peggio.
Voglio dire che l'eliminazione dell'angoscia, della frustrazione e del fallimento nella sfera sessuale può presiedere (anzi sono certo che presiede anche) all'eliminazione del piacere stesso che potenzialmente può derivarne.
Mi si perdonino le semplificazioni.

il pwnezzatore::1757456
per quanto mi riguarda vale ancora il vecchio monito "fatti non foste a viver come bruti".


E' il momento che ci parli dei tuoi problemi.
Sdraiati sul lettino.
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)

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comunque (in tutto ciò) si è dimesso il tipo accusato di aver concesso finanziamento pubblici ad associazioni che teoricamente si occupano di cultura ricchionesca (qualunque cosa ciò significhi) mentre in realtà gestiscono dei locali dove fanno le pugnette a pagamento. pare inoltre che il dirigente fosse anche iscritto al circoletto.
la cosa che più mi ha indignato del servizio televisivo non è tanto che lo stato spende soldi per finanziare questa gente (li spende per finanziare anche molte altre ruberie), ma la sconfortante bruttezza delle persone che frequentano il locale ricchionoso. le immagini, davvero orripilanti, mostravano uomini sulla cinquantina secchi e con la panza che inchiappettavano persone altrettanto brutte. e li trovo brutti non perchè mi piacciono le femmine (del resto, ormai quasi non mi piacciono più), ma proprio perchè sono brutti, oggettivamente e irrimediabilmente brutti. mi chiedo che speranza possono mai avere individui così brutti di trovare qualcuno disposto non dico ad andarci a letto, ma persino a parlarci, senza pagare. non capisco nemmeno come mai queste persone non si vergognino di andare in giro con quella carcassa che si ritrovano per corpo. al posto loro (e non sono molto distante dal loro modello fisico) mi vergognerei come un ladro e starei a casa a farmi le pugnette. ma la mania dei gay di farselo metterle concretamente nel culo sembra irrefrenabile, persino più di quella dei maschi infoiati di chiavare. è evidente che in tutto ciò c'è qualcosa di orrendo e di marcio e che queste persone dovrebbero essere severamente punite per la loro mancanza di vergogna.

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scotto::1757466
la cosa che più mi ha indignato del servizio televisivo non è tanto che lo stato spende soldi per finanziare questa gente (li spende per finanziare anche molte altre ruberie), ma la sconfortante bruttezza delle persone che frequentano il locale ricchionoso. le immagini, davvero orripilanti, mostravano uomini sulla cinquantina secchi e con la panza che inchiappettavano persone altrettanto brutte. e li trovo brutti non perchè mi piacciono le femmine (del resto, ormai quasi non mi piacciono più), ma proprio perchè sono brutti, oggettivamente e irrimediabilmente brutti. mi chiedo che speranza possono mai avere individui così brutti di trovare qualcuno disposto non dico ad andarci a letto, ma persino a parlarci, senza pagare. non capisco nemmeno come mai queste persone non si vergognino di andare in giro con quella carcassa che si ritrovano per corpo. al posto loro (e non sono molto distante dal loro modello fisico) mi vergognerei come un ladro e starei a casa a farmi le pugnette. ma la mania dei gay di farselo metterle concretamente nel culo sembra irrefrenabile, persino più di quella dei maschi infoiati di chiavare. è evidente che in tutto ciò c'è qualcosa di orrendo e di marcio e che queste persone dovrebbero essere severamente punite per la loro mancanza di vergogna.

e se invece, tra un'inchiappettata e l'altra, fosse nato un sentimento?
 seduto sul bordo della vasca da bagno osservo piccoli animaletti, muovono le loro antenne tra capelli morti e peli di cazzo, sembrano provarci gusto. poi il loro vagare alla ricerca di non so che mi ricorda qualcosa di già visto qualcosa di ridicolo e deprimente. è a questo punto che tronco la loro esistenza con un getto d'acqua bollente. trascinati dalla corrente tornano in quello stesso buco da dove erano usciti temerari. sfidando l'ira di dio.

scotto
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mah.
a parte che mi sembra difficile, sarebbe comunque un sentimento abbastanza patetico, tra persone orrende. non credo che valga la pena incoraggiarlo. finanziarlo poi non ne parliamo.

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scotto::1757466
uomini sulla cinquantina secchi e con la panza che inchiappettavano persone altrettanto brutte

Ma non ha senso!

scotto
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eh, ma è così. io mi auguro che adinolfi si faccia esplodere in uno di questi club culturali.

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vincibile::1757470

scotto::1757466

uomini sulla cinquantina secchi e con la panza che inchiappettavano persone altrettanto brutte


Ma non mi fa senso! Yum!

“Ma non è meglio se pensi solo alla fica, ritardato di merda?”
(Il tubone)

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il tubone::1757462
A mio parere è un processo di lunga data che predata (cit.) l'avvento della pornografia nella sua "deriva odierna".

In un certo senso ed in un certo modo risale perfino all'analisi freudiana. Voglio dire che anche la cultura canonica, critica, paludata, elitaria ed organizzata ha "sottratto" la sessualità all'ambito privatissimo della riflessione sulla propria individualità per inquadrarla in una serie di concetti universali (o presunti tali) ed in una casistica di natura eminentemente patologica che, se da un lato presiede alla "pacificazione" di ogni conflitto e/o sofferenza interiore, dall'altro riconduce il tutto alla presunta "normalità" di una vita regolamentata e superficialmente accettabile.

Ovvero ha sottratto quella componente conflittuale al singolo per consegnarla all'istanza sociale.

e fino a qua siamo d'accordo.
il tubone::1757462
In questo senso la "deriva", nella quale ogni preferenza (anche la più bizzarra o "perversa") è accettabile perchè riconducibile ad un preciso scaffale del grande negozio tutti-i-gusti, non mi sembra una roba così recente nè così orrenda come i termini "mostruosa finzione" lascerebbero intendere.

qua invece mi manca un tassello: l'avvento del neoliberalismo. ed è qui che io costruisco (evidentemente male, a capothread) il parallelo con la questione politica.
in quale misura oggi possiamo definirci "liberi" quando in queste libertà sono proprio le nostre nazioni a ripulire i loro zozzi branding? dalla tatcher alla casa delle libertà fino agli alternative facts, è stata un'escalation continua, dall'introduzione dei "liberi mercati", lo sdoganamento del moralmente inaccettabile, il superamento del concetto di vero (in questo senso noi italiani siamo sempre stati un passo avanti, post truth è roba che da noi c'era con il silvio già alla fine dello scorso millennio, con i suoi famosi "non l'ho mai detto), il tutto mentre a in ufficio si gira in skateboard per i corridoi, start up fanno video musicali * e via dicendo.
qualsiasi atto di libertà espressiva -vedesi il mondo dell'arte, fiore all'occhiello della gentrificazione e speculazione finanziaria, con tanto di bunker impenetrabili in lussemburgo dove l'arte viene semplicemente rinchiusa, utilizzata come merce taxfree da inserire in scambi finanziari internazionali, e mai esposta- non è null'altro che un potenziale contributo alla retorica del potere, ennesima occasione per speculare o ripulire l'immagine di privati (vedi IKEA che finanzia progetti di urban gardening etc.).

*interessante, dopo anni googlo il video ed è sparito dal web, la start up ha chiuso.

il tubone::1757462
Il che non è poi così male.

Insomma, temo che abbia ragione Rodolfo, stai saltellando allegramente sull'orlo dell'abisso dell'Io.

Pensa come può essere stato complesso elaborare le proprie fantasie sessuali per alcuni secoli, quando poi le dovevi confessare al parroco che ti spediva a bruciare all'inferno. Al confronto la massificazione odierna soggiace al rischio opposto e ciò non di meno non si stava meglio quando si stava peggio.

Voglio dire che l'eliminazione dell'angoscia, della frustrazione e del fallimento nella sfera sessuale può presiedere (anzi sono certo che presiede anche) all'eliminazione del piacere stesso che potenzialmente può derivarne.

Mi si perdonino le semplificazioni.

ma siamo d'accordo, infatti non ho una visione particolarmente nostalgica dei tempi che furono.
potrei controbattere però dicendoti che a suo tempo quantomeno esisteva il carnevale, nel senso più ampio del termine, una cultura bacchica di sospensione dei valori -seppur per un giorno, fosse la festa di paese o il rito locale- dove nacque la parabola dell'"eccezione che conferma la regola".
oggi di eccezioni e carnevali ne abbiamo decisamente pochi, il carnevale di per sè è puro folklore da selfie con gli amici, lontano anni luce dal "world upside down", smarrito per strada guarda caso proprio negli anni in cui per la prima volta è stato descritto e rappresentato (da Goethe nei suoi viaggi a roma, Goya etc., V1ctor Sto1chita ha scritto uno splendido saggio a riguardo che vi consiglio, the last carnival).

insomma per me la questione cruciale oggi è stabilire come poter affrancarsi da questa nuova deprecabile libertà senza retrocedere nel puritanesimo e ricadere nella morale. ogni categoria esistenziale passa da questo dilemma, la sessualità non ne è di certo avulsa.

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il pwnezzatore::1757480
l'avvento del neoliberalismo. ed è qui che io costruisco (evidentemente male, a capothread) il parallelo con la questione politica.

in quale misura oggi possiamo definirci "liberi" quando in queste libertà sono proprio le nostre nazioni a ripulire i loro zozzi branding? dalla tatcher alla casa delle libertà fino agli alternative facts, è stata un'escalation continua, dall'introduzione dei "liberi mercati", lo sdoganamento del moralmente inaccettabile, il superamento del concetto di vero (in questo senso noi italiani siamo sempre stati un passo avanti, post truth è roba che da noi c'era con il silvio già alla fine dello scorso millennio, con i suoi famosi "non l'ho mai detto), il tutto mentre a in ufficio si gira in skateboard per i corridoi, start up fanno video musicali * e via dicendo.

qualsiasi atto di libertà espressiva -vedesi il mondo dell'arte, fiore all'occhiello della gentrificazione e speculazione finanziaria, con tanto di bunker impenetrabili in lussemburgo dove l'arte viene semplicemente rinchiusa, utilizzata come merce taxfree da inserire in scambi finanziari internazionali, e mai esposta- non è null'altro che un potenziale contributo alla retorica del potere, ennesima occasione per speculare o ripulire l'immagine di privati (vedi IKEA che finanzia progetti di urban gardening etc.).


Frena diocane.

il pwnezzatore::1757480
potrei controbattere però dicendoti che a suo tempo quantomeno esisteva il carnevale, nel senso più ampio del termine, una cultura bacchica di sospensione dei valori -seppur per un giorno, fosse la festa di paese o il rito locale- dove nacque la parabola dell'"eccezione che conferma la regola".

oggi di eccezioni e carnevali ne abbiamo decisamente pochi, il carnevale di per sè è puro folklore da selfie con gli amici, lontano anni luce dal "world upside down", smarrito per strada guarda caso proprio negli anni in cui per la prima volta è stato descritto e rappresentato (da Goethe nei suoi viaggi a roma, Goya etc., V1ctor Sto1chita ha scritto uno splendido saggio a riguardo che vi consiglio, the last carnival).



Ma quale carnevale dai, io mica parlavo del coito bestiale del servo della gleba.
Comunque se sei interessato all'argomento suggerisco questo vetusto saggio non più in voga



il pwnezzatore::1757480
insomma per me la questione cruciale oggi è stabilire come poter affrancarsi da questa nuova deprecabile libertà senza retrocedere nel puritanesimo e ricadere nella morale. ogni categoria esistenziale passa da questo dilemma, la sessualità non ne è di certo avulsa.


Sei un uomo del tuo tempo, voglio vedere come fai ad affrancarti da questo.
Semplicemente non puoi, perciò cogli la mela che ti piace.

autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)

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il tubone::1757484
suggerisco questo vetusto saggio non più in voga

ottimo
il tubone::1757484
Sei un uomo del tuo tempo, voglio vedere come fai ad affrancarti da questo.

Semplicemente non puoi, perciò cogli la mela che ti piace.

sarà, ma già nel tentativo ho modo di adottare strategie esistenziali -in continua evoluzione- che mi consentano quantomeno nel privato e in ambito lavorativo di non dover fare bella faccia a cattivo gioco. non farò vita da re ma evito quantomeno la depressione, il che non mi pare poco (non scherzo). e comunque, rinunciarci non rientra tra le possibili scelte.
RIVOLUZIONE DIOCANE

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il pwnezzatore::1757480
deprecabile libertà
Queste due parole non possono essere accostate senza che inevitabilmente si finisca in una qualche forma di fondamentalismo (religioso, politico, sessuale, etc.).
La cui conseguenza è, gioco forza, che qualcuno decida che cosa è giusto per me indipendentemente dai miei legittimi desideri ed aspirazioni.
Pertanto respingo con forza questa tua proposizione.
An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)
La vita è una malattia incurabile, bisogna solo avere pazienza ed aspettare che passi. (f205v)

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il punto é esattamente questo effe, quello che sto dicendo é che abbiamo un disperato bisogno di una libertá liberata, prima che i fondamentalismi ce lo mettano nel culo di nuovo (e ci siamo tremendamente vicini).
fino a quel momento avremo solo libertá basate sulla sacra trinitá proprietá privata/Mehrwert/esclusione, proiettate nel mero quotidiano a partire dal caffè al bar fino ad arrivare alle seghe al bagno.

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Scusa, ma non riesco a vedere (colpa della mia limitatezza, sicuramente) dove la trimurti da te citata (proprietà_privata / Mehrwet (che non ho la più pallida idea di che cazzo sia) / esclusione sia deprimente della libertà-
Se mi dici che le libertà di cui godiamo oggi quotidianamente nella nostra vita di giovani maschi bianchi occidentali WASP nei paesi ricchi della UE siano ancora limitate per i nostri gusti, non posso che darti ragione.
Se mi dici che stanno diminuendo, di nuovo non posso che darti ragione.
Se mi dici che la proprietà privata è un limite alla libertà, ti sputo in occhio.
An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)
La vita è una malattia incurabile, bisogna solo avere pazienza ed aspettare che passi. (f205v)

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f205v::1757488
Se mi dici che la proprietà privata è un limite alla libertà, ti sputo in occhio.

forse abbiamo un concetto differente di proprietà privata. quando un qualsiasi fondo d'investimento acquista un terreno in cina per costruirci città intere senza nemmeno un potenziale abitante, ma già dotate di rapido accesso alla pista artificiale da sci pensi sia un contributo alle libertà? I palazzinari che tirano giù interi quartieri storici di istanbul rimpiazzandoli con qualche high rise? abitazioni nuove di pacca da milioni di euro lasciate vuote a londra, a berlino -nel cuore della crisi abitativa, mentre a migliaia vengono sbattuti fuori dalle case popolari rivendute a peso d'oro- solo perchè utilizzate come investimento finanziario, invece che essere abitate? per non parlare della privatizzazione dei servizi.
posso concordare che un diritto al privato possa e debba essere discusso, non supporto di certo un modello comunista classico. ma la privatizzazione per come la conosciamo oggi è pura accumulazione, più o meno arbitraria a seconda della disponibilità (e competenza) dei governi locali di marginare i suoi effetti ma di fatto stiamo parlando di un massacro su scala globale.
spero tu non voglia negarlo.

scotto
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non consideri che la tua libertà personale é sostanzialmente modellata sulla proprietà privata (nella sua piú vecchia versione).

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Credo si debba fare una distinzione fra la proprietà privata degli individui (persone fisiche) e quella delle persone giuridiche.
Su quella degli individui sono pronto a sputarti in un occhio.
Su quella delle persone giuridiche ritengo si debba fare qualche distinguo (attendo con ansia il momento in cui sarà consentito ai robot (ben presto dotati di personalità giuridica affinchè possano almeno in parte essere responsabilizzati per le loro azioni) di avere proprietà private).
An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)
La vita è una malattia incurabile, bisogna solo avere pazienza ed aspettare che passi. (f205v)

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f205v::1757486
inevitabilmente

Mo perchè?
In questo mondo v'è copia di gente che ha piena consapevolezza di non saper/poter gestire la propria libertà e molto desiderebbe che esistessero limiti e baleddi a guidarla, e vorrebbe magari che qualcheduno stia lì sorvegliarla e a spronarla nell'esercizio e nell'applicazione, quella gente ben conoscendo la propria tendenziale pigrizia e mollezza; poi vi sono quelli che del loro bisogno di baleddi non ne sono coscienti pur vedendo chiaramente che la propria libertà anomica è fonte di guai frustrazioni desideri megalomani, e sono i più miserabili perché scontano la dissonanza tra il dogma che vuole la libertà un bene supremo e il fatto che detta libertà gli procuri non poco scontento esistenziale.

Pel resto, or non è molto che qui e altrove si è parlato di panarchia.

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scotto::1757491
non consideri che la tua libertà personale é sostanzialmente modellata sulla proprietà privata

ma se é quello di cui stiamo parlando.
vincibile::1757493
si è parlato di panarchia.

e come si era espresso il foro? panarchia ok o panarchia cagare?

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il pwnezzatore::1757497e come si era espresso il foro? panarchia ok o panarchia cagare?

Il foro non ha mai realmente deliberato alcunché da quando esiste. La panarchia, se non mette d'accordo proprio tutti tutti, è un fallimento. Il momento attuale, di trionfante individualismo, dovrebbe essere il periodo adatto alla diffusione di un progetto che intende coniugare libertà & ordine consentendo la coesistenza di assolutismi relativi, concetto la cui contraddittorietà è allegramente sottotappetabile (segno che il concetto di verità deve indebolirsi almeno un po').

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beh posta cosí mi pare una congettura con cui ci si può divertire solo fino a un certo punto, é un po' quello che pensano diverse startups basate sulla blockchain (non solo bitcoin attenzione).
mi affascina di più l'idea delle rebel cities.

senza per questo dimenticare le c.i.o.t.o.l.
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il pwnezzatore::1757507
mi affascina di più l'idea delle rebel cities
Minchia le t.a.z.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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