recensioni :: [1] I FILM DI TETTE* CHE L'ASPHALTO POTREBBE VEDERE NEL 2017

rodolfo::1756437innanzitutto il film è molto aderente al romanzo endiano, cosa che ho verificato con accurate ricerche e lunghe sedute c/o gli archivi vaticani. questo dettaglio non consiglia solo di indirizzare eventuali critiche al romanziere (morto) e non a scorsese
Benissimo, frega cazzi. Un criterio onesto che cerco di seguire è valutare il film come un'opera a sé stante, a prescindere dalle fonti più o meno meritorie; altrimenti si finisce come con i film di supereroi, dove magari c'è qualcuno che si sporge dalla porta per dire "Uhé!" e gli hardcore fan vanno in sollucchero, perché si tratta del famoso FantaCazzo, protagonista di mille avventure nella serie a lui dedicata.
rodolfo::1756437
non è un film banale.
Su questo siamo d'accordo, il problema è che l'originalità degli intenti non poggia su un bagaglio tecnico-artistico idoneo, con il risultato che si percepisce l'intenzione di voler raccontare qualcosa in maniera inusitata senza però riuscirvi. E secondo me anche Scorsés ad una certa si accorge di questa coperta corta, altrimenti non si spiegherebbero delle supercazzole di regia infilate qua e là: tipo riprese a 180° dei personaggi sulla scalinata, tipo soggettive insistite (lui nella gabbia), tipo il gore fintissimo e desolante.
rodolfo::1756437
posto che evidentemente io, scorsese, endou e gran parte del pubblico (almeno quello che esprime la propria opinione) abbiamo considerato più che sufficienti il dialogo con valignano
Show, don't tell
rodolfo::1756437quel gruppo di spettatori - folto, me ne rendo conto - che, catapultato in una vicenda di cui per ragioni varie conosce poco, si sente immediatamente defraudato dei più usuali dispositivi didascalici (à la mission nella migliore delle ipotesi, à la gladiatore nella peggiore).
Vedi sopra: in effetti il film si sgancia coraggiosamente da questi dispositivi per intraprendere però un percorso che lo ricondurrà alla banalità (il voice over di dio madonna) seguendo una traccia appena più tortuosa. Ciò detto è probabile che la maggior parte del pubblico loderà lo spessore esistenziale della vicenda (mentre nella sua testa penserà "boh").
rodolfo::1756437
di rodrigues apprendiamo il cazzo e la merda lungo tutto il film, di garupe sappiamo quanto ci serve
Rodrigues parte come un frate straight-edge, poi però scopriamo che in realtà è vittima di brutti trip che gli mostrano la faccia di gristo che si sovrappone alla sua, infine quando gli chiedono se vuole abiurare risponde "ok". Se secondo te si tratta di una caratterizzazione appena coerente, o in qualche altro modo soddisfacente, prendo atto della tua schizofrenia. Non parliamo poi del compagnuccio (adam driver,
aka spada de foco) inutilissimo oltre ogni dire.
rodolfo::1756437
scremando, gli inquisitori in foreground sono almeno tre. tra due di questi non saprei indicare il più sornione o mellifluo (sono comunque personaggi interessanti grazie alla mano di endou, non si tratta infatti di aguzzini ma di interlocutori importanti). purtroppo non ne ricordo nessuno "gutturale", ma ho fatto uno sforzo. l'unico che potrebbe rispondere alla descrizione è un quarto, un metsuke a cavallo che compare in una fase introduttiva della vicenda.
Esatto, ad una certa arriva questo con il caschetto che urla e strepita, mentre dietro il vero boss se la ride sotto i baffi alla vista dei poverinos. Ecco, è forse nella caratterizzazione dei giapponesi antagonisti che si può intravedere, con una certa generosità di giudizio, che Scorsese si trova nel suo. I primi dialoghi tra Sebastian Rodrigues e l'inquisitore capo (la storiella delle concubine etc.) sono forse gli unici scambi dotati di un certo ritmo in tutto il film.
rodolfo::1756437
ho motivo di credere che gonzo abbia retto fino a questo momento, dopodiché sia stato menomato dagli effetti di una cena pugliese troppo generosa.
Ero reduce da un blando aperitivo vegano, ciononostante ho provato a più riprese ad addormentarmi, anche raggomitolandomi in posizione fetale sulla poltrona, senza purtroppo riuscirvi.
rodolfo::1756437
kichijirou è il perno e il vero (anti) eroe dell'opera, per scelta dichiarata di endou e per questioni del tutto inerenti alla narrazione. egli è il giapp0ne (almeno il giapp0ne dell'epoca ma questo, per endou, ha un senso che riguarda anche l'oggi). in confronto a lui tutti gli altri sono figure limitate dalla loro unilateralità.
Questo può essere un aspetto importante del romanzo, che nel film viene accarezzato per un po' ma mai sviluppato compiutamente.
E quest'ultima considerazione mi porta ad individuare il peccato originale che inficia tutta la tua visione: secondo me hai apprezzato aspetti che nel film non ci sono proprio, o che rimangono storpiati e banalizzati in maniera becera. Prova ne è il fatto che continui a parlare di Endo e mai di Scorsese, sovrapponendo i pregi (?) del romanzo alle aporie della trasposizione cinematografica.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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