recensioni :: [1] I FILM DI TETTE* CHE L'ASPHALTO POTREBBE VEDERE NEL 2017

sono spiacente, lazzi e parodie non mi smuovono di un millimetro: il film è senz'altro dignitoso. si consideri la mia usuale serverità, ancor più su soggetti yamat0logici, come parametro. appena uscito dalla sala ero ancora turbato da alcune cacate che ho intravisto qua e là e non avrei dato a cuor leggero la sufficienza. per gradi ho capito però che il film tenta di coprire alcuni gap importanti in modo a volte inelegante, ma tutto sommato commendevole. non è un film banale.
rnse non fossi genuinamente divertito dalle performance critiche di gonzo dovrei rilevare che alcune osservazioni sono al limite della gaffe, altre sono semplicemente troppo grossolane. innanzitutto il film è molto aderente al romanzo endiano, cosa che ho verificato con accurate ricerche e lunghe sedute c/o gli archivi vaticani. questo dettaglio non consiglia solo di indirizzare eventuali critiche al romanziere (morto) e non a scorsese, ma è uno dei fatti cruciali di questo lavoro che, anche attraverso le narrazioni in prima persona (epistola) e pur senza rinunciare al realismo, restituisce un punto di vista ancora una volta nativo (per quanto "moderno"). questo non può lasciare indifferente un pubblico accorto come non lascia indifferente l'aquirente di un romanzo, a maggior ragione se l'autore affronta una questione importante come il primo contatto del proprio paese con il resto del mondo e non un viaggio sulla luna. può anche essere che, senza avere capito questo, il film appaia non particolarmente travolgente, ma questo non è un problema mio.
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gonzokampf::1756399
rnun obiettivo da far tremare i polsi, ossia raccontare il silenzio di Dio
questa è pura insipienza. a parte il fatto che dio - mi costringi a dire - parla pure troppo in quest'opera (letteralmente) questo silenzio è solo un punto di partenza mentre il film narra tutt'altra storia. niente meno. inoltre se leggessi un po' meno romanzi e pamphlet e più opere fondative, sapresti che il tuo "silenzio di dio" (locuzione significativamente diversa - e non a caso - dal tronco "chinmoku" che è il titolo di questo lavoro) è un tema ben più ricorsivo dei tuoi nessi intertestuali, con una storia biblica ben anteriore ai rovelli del numida o di kierkegaard, i quali come mille prima (e dopo) di loro declinano la faccenda in modi diversissimi.
rn
gonzokampf::1756399
rnlungi dal trattarsi di una colpevole omissione, l'assenza di qualsivoglia backstory è invece una precisa e coraggiosa scelta
questa contestazione è lunare anche perché non ho idea di dove e quando - ma soprattutto a che scopo - vicende vocazionali o avventure giovanili dei due gesuiti nei sobborghi di oporto si potrebbero collocare. di rodrigues apprendiamo il cazzo e la merda lungo tutto il film, di garupe sappiamo quanto ci serve. non c'è nessuna scelta "coraggiosa". in realtà questa tua osservazione evidenzia un problema più generale, come si capisce meglio più avanti.
gonzokampf::1756399
rnsfottono e uccidono i giappi convertiti (da chi? perché? ma va bene)
porcodio, come da chi e perché? posto che evidentemente io, scorsese, endou e gran parte del pubblico (almeno quello che esprime la propria opinione) abbiamo considerato più che sufficienti il dialogo con valignano, le dichiarazioni di intenti, ferreira e le spiegazioni fuori campo sulla fine della stagione missionaria a seguito persecuzioni e sakoku, serpeggia sempre più palpabile il sospetto che tu sia ascrivibile a quel gruppo di spettatori - folto, me ne rendo conto - che, catapultato in una vicenda di cui per ragioni varie conosce poco, si sente immediatamente defraudato dei più usuali dispositivi didascalici (à la mission nella migliore delle ipotesi, à la gladiatore nella peggiore).
gonzokampf::1756399
rnin un film che parla del silenzio di Dio si dovrebbe avere l'impressione di trovarsi immersi in un mondo alieno eppure realistico
come darti torto.
gonzokampf::1756399
rnposso però ammettere che la coppia di inquisitori giapponesi, l'uno tutto sornione, l'altro furente e gutturale, è una delle poche robe che funzionano nel film
e infine il paradosso. contro ogni mia intenzione devo mettere in dubbio la tua reputazione di recensore attendibile, infatti invito qualunque spettatore ad individuare nel film questa "strana coppia". scremando, gli inquisitori in foreground sono almeno tre. tra due di questi non saprei indicare il più sornione o mellifluo (sono comunque personaggi interessanti grazie alla mano di endou, non si tratta infatti di aguzzini ma di interlocutori importanti). purtroppo non ne ricordo nessuno "gutturale", ma ho fatto uno sforzo. l'unico che potrebbe rispondere alla descrizione è un quarto, un metsuke a cavallo che compare in una fase introduttiva della vicenda. ho motivo di credere che gonzo abbia retto fino a questo momento, dopodiché sia stato menomato dagli effetti di una cena pugliese troppo generosa.
gonzokampf::1756399
rnPosso anche essere d'accordo
non ci capiamo. questo è irrilevante, perché non è la mia opinione (comunque su questo del tutto conforme all'ovvio) ma un semplice dato di fatto. kichijirou è il perno e il vero (anti) eroe dell'opera, per scelta dichiarata di endou e per questioni del tutto inerenti alla narrazione. egli è il giapp0ne (almeno il giapp0ne dell'epoca ma questo, per endou, ha un senso che riguarda anche l'oggi). in confronto a lui tutti gli altri sono figure limitate dalla loro unilateralità.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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