recensioni :: SILENCE (沈黙) 2016, Scorsese

http://www.imdb.com/title/tt0490215/

ecco la mia recensione di silence (2016) distribuito nel bel paese a gennaio 2017.
si tratta di un'opera ambiziosa dell'altalenante (ma prodigo) scorsese. nel parlarne non posso prescindere totalmente da nozioni storiche e dalla mia opinione sul lavoro di endō shūsaku (l'autore di "chinmoku" che non ho mai letto). stupisce in positivo la scelta del regista di allontanarsi da una pletora di rappresentazioni stucchevoli del giapp0ne premoderno - che sono il vero stumblig block dell'immaginario cinematografico americano - adottando un soggetto "nativo" e soprattutto toccando un tema religioso scottante, sia che se ne dia una lettura teologica che storica. i più accorti ricorderanno l'ultima tentatione di gristo: il tema è connesso più di quanto non si noti di primo acchito. tuttavia dirò subito che secondo me l'opera non si rivela del tutto all'altezza delle premesse, in parte per una questione pura e semplice di lentezza (con svolte un po' troppo frettolose), in parte per l'ambientazione e in parte per quella che considero una lieve sopravvalutazione del pensiero di endō, uno dei pochi scrittori giapp0nesi cattolici del '900.
una breve sinossi introduttiva: due giovani e ferventi gesuiti (driver e garfield) conferiscono atteriti con valignano (ciarano hinds) che ha avuto notizia dell'abiura di altro gesuita (tal ferreira) in quel del cipango. ferreira era uomo di fede granitica, nonché loro amato precettore, talché la notizia appare loro del tutto inverosimile. i due, pieni di spirito evangelico - e pur dissuasi dal valignano - decidono di andare in giapp0ne no matter what per interrogare il ferreira su questo enigma e riportarlo nella grazia di dio. quello che non sapete, e che loro comprendono a malapena, è che la stagione missionaria in giapp0ne è ormai conclusa; siamo infatti ormai negli anni quaranta del XVII (in ogni caso l'eccidio di shimabara si è già consumato) e il cristianesimo è ormai da tempo oggetto di persecuzioni metodiche e burocratizzate. i pochi cristiani presenti nel paese, che sono per lo più poveri diseredati, vivono la loro fede del tutto clandestinamente, come sarà anche in seguito; si tratta infatti dei famosi kakure kirishitan, alcuni dei quali sarebbero rimasti fedeli a cristo fino all'alba della modernità (ma quaesta è un'altra storia). a macao i due trovano un modo rocambolesco per essere scaricati su una scogliera dell'empio paese del s0l levante (si tenga conto che qualunque sbarco clandestino all'epoca era punito con la massima severità). sono accompagnati da kichijirō, un mezzo reietto che si rivela cristiano anche lui. quando però i due gesuiti vengono in contatto con i cristiani disgraziati scoprono che il loro scout è discriminato anche da questi poiché fedifrago e stronzo, infatti abiura e si riconverte con facilità disarmante, si direbbe al solo fine di salvare le chiappe. ma kichijirō non è una figura accessoria nell'opera, al contrario diviene l'emblema vivente di tutte le contraddizioni della fede (soprattutto nel senso gesuitico dell'imitatio) e dell'inculturazione cristiana. comunque sia, la bolla estatica che unisce i neo-sbarcati "bateren" (e non padres come si dice nel film) alle loro pecorelle incredule di aver ritrovato le loro guide verso il "paraiso" viene presto violata, cosa che trascina tutti in una spirale di delazione, violenza, martirio, nonché scambi intellettuali con alcune autorità nipp0niche. questa fase, estremamente travagliata, è a mio avviso tirata un po' per le lunghe fino ad importanti svolte di cui però non posso parlare perché svelano il senso dell'intera opera. diciamo che nel romanzo endō mette in bocca a diversi giapp0nesi i propri pensieri sulla sua patria e in bocca a rodrigues (garfield) le proprie idee sulla fede; mi limiterò a dire che, in un certo senso, endō punta il dito sul carattere "fondamentalista" della fede cristiana del tempo (riflessione non banale che si presta a paralleli con fondamentalismi contemporanei) anche se a mio modesto avviso non comprende appieno ciò che in quel tempo fu precariamente, tragicamente trasmesso al popolo giapp0nese, indipendentemente dalla connotazione religiosa: l'atto di pura autodeterminazione esistenziale.

voto 7- (fondamentalmente a causa di difetti senza i quali poteva anche essere un 8)
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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