bla-bla :: [1] [global basic anxiety] Il piccolo thread del neoluddismo oder il socialismo realizzato dalle macchine

beh io conosco solo alcuni settori italiani, ma non credo che altrove possa andare diversamente perchè è proprio la natura dell'attività che porta a queste conseguenze, come avviene in generale nel settore dell'istruzione.
finché esiste un modo non costoso di valutazione (che di fatto è solo il mercato), allora si può sperare che i soldi vadano ai più efficienti.
ma quando il mercato non c'è e magari non può proprio esserci, perchè l'attività è troppo lontana dalle applicazioni pratiche e/o potrà averne tra dieci anni, allora in sostanza diventa tutto una questione di semplice fiducia e di etica.
perchè è evidente che se io propongo di fare un'attività che potrebbe non avere nemmeno uno scopo del tutto definito e per cui non c'è nessuna sicurezza che si arrivi a qualcosa allora la valutazione "scientifica" in realtà può soltanto escludere le proposte palesemente campate in aria. tra tutte le altre, la scelta di quella da finanziare comporterà inevitabilmente un'alta discrezionalità, non controllabile e non verificabile se non a un costo superiore a quello dell'attività stessa.
una volta che viene fatta la scelta, il problema si ripresenterà per l'attuatore: se deve scegliere i collaboratori con gli strumenti dell'evidenza pubblica (concorsi, appalti) il processo gli porterà via tanto di quel tempo e avrà un costo tale da non convenire, specie quando non ci sono criteri semplici ed oggettivi per distinguere quello bravo da quello mediocre.
e comunque non è che ci sia penuria di persone capaci: anzi, sono palesemente più di quelle che possono trovare un impiego. è chiaro che a parità di abilità (valutata a occhio, che è quasi l'unico modo), l'attuatore preferirà gente che è legata a lui.
quindi, nei paesi ad alto livello di ipocrisia si faranno delle procedure di selezione fasulle, che hanno il vantaggio di combinare arbitrio e costo, mentre in paesi più onesti la scelta sarà apertamente discrezionale: il che non vuol dire che sarà più giusta, ma almeno costerà di meno.
a distanza di anni, gli effetti di una buona o cattiva esecuzione del progetto dovrebbero essere in qualche modo misurabili, e quindi si dovrebbe poter capire chi è capace e chi no. tuttavia queste valutazioni restano difficili, il criterio delle pubblicazioni è discutibile, quello dei brevetti è discutibile, insomma non esiste nessun criterio realmente affidabile e non è escluso che un incapace continui per decenni a ricevere finanziamenti per vari motivi (il primo tra i quali è il fatto di averne ricevuti in passato, perchè di fatto così è: ci hai già lavorato, i risultati sono da vedere, comunque l'esperienza ce l'hai, ti diamo altri soldi).

certamente se io fossi un privato a quella gente non darei neanche mille lire, e non solo perchè si tratta di ricerche lontane dall'industrializzazione. non glieli darei perchè non ho nessun modo di sapere che cosa faranno, quindi non glieli donerei neppure: non saprei nemmeno su chi avere più o meno fiducia. per saperlo dovrei affidarmi al parere di altri tecnici e scienziati, che 99 su 100 sono amici o parenti o fanno comunque parte dello stesso ambiente e quindi i loro giudizi non sono molto più affidabili dei miei e di sicuro non mirano al bene comune. mirano innanzitutto al bene loro, sono innanzitutto un loro interesse: che può anche coincidere con quello generale, ma per puro caso.

allora il fatto secondo me è questo: il settore dove si può agire è quello privato, perchè lì esistono meccanismi di autoregolazione a basso prezzo. uno stato che voglia seriamente aumentare le sue capacità tecniche in tempi ragionevoli deve puntare sulla ricerca privata, premiando le aziende che ottengono risultati (perchè se li ottengono probabilmente vuol dire che la ricerca la fanno davvero). il premio dev'essere sul risultato, non sulla spesa, come adesso.
dopodichè, una parte di quel risultato può essere dirottato sulla ricerca pubblica.

e se ci fai caso, i paesi che hanno grandi aziende innovatrici sono americane, perchè l'america tassa i profitti in modo meno progressivo dell'europa, il che significa che chi fa i soldoni è favorito (o comunque non è sfavorito) rispetto a chi fa meno soldi, e quindi chi migliora i prodotti guadagna davvero di più, ed ha un grande interesse a guadagnare ancora di più migliorando ulteriormente il prodotto. e siccome attorno ha un sistema universitario competitivo, dove la gente spende i soldi e si aspetta di riaverli, può anche andare a prendere i suoi dipendenti nelle università, e questo rende le università più prestigiose, facendogli incassare più soldi e quindi aumentando la richiesta da parte degli studenti che vogliono andare nelle imprese a guadagnare soldi. e incidentalmente, rendendo più forti le univeristà permettono anche che una quota di tutti questi soldi finisca in una ricerca meno finalizzata, che è comunque necessaria come base di quella applicativa.
ma, di nuovo, qui è tutto a rovescio rispetto a noi: si parte dalla fine, cioè dal risultato, mentre noi partiamo sempre dalla spesa: la preoccupazione dei nostri scienziati è la spesa, ce ne vuole di più perchè altrimenti il risultato non viene. e la necessità di spesa non finisce mai, perchè il risultato in realtà non c'è, o meglio ce n'è sempre un altro subito dopo, e più si gonfia il settore della spesa più serve denaro, come un organo che crescendo sviluppa nuovi vasi sanguigni per nutrirsi: e quell'organo può anche essere un tumore.


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