recensioni :: The Homesman, Tommy Lee Jones (2014)

ho intrapreso la visione di questo lungometraggio temendo l'americanata e sperando in un film senza infamia e senza lode; invece il film riesce, sebbene con un po' di rincorsa, a staccarsi dal mare magno di cagate da pionieri e cuori ribelli in un modo che ci colpisce favorevolmente.
non si tratta di un capolavoro, anzi: per quanto tommy lee sia ben inserito in un circolo virtuoso le sue carenze da regista secondo me si fanno notare, non favorite da un cast disomogeneo formato da pesci grossi (bravi) e comprimari non tanto all'altezza. mi ha fatto piacere rivedere la swank in una parte che che le rende giustizia, anche se recitata un po' scolasticamente.
nel complesso, comunque, la storia è interessante, non banale nella misura in cui non offre i soliti appigli a base di redenzioni improvvise e colpi di fortuna. il west qui appare in una luce molto più fosca e desolata (in culo al mito dell'opportunità) eppure lo stesso east - che il gioco di specchi ci fa ripensare come oasi di civiltà - si rivelerà un mondo per certi versi più ostico (e sono al limite dello spoiler). un panorama, quindi, più complesso del previsto che sposta per gradi l'attenzione dello spettatore sulla psicologia dei protagonisti e sulle loro inaspettate affinità.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)


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