importante recensioni :: [film del porcodio] Lo chiamavano Jeeg Robot - G. Mainetti (2016)

In Italia da un po' di tempo a questa parte si è iniziato a parlare del ritorno del cinema di genere, vale a dire quel fenomeno produttivo immensamente popolare che fra i '70 e gli '80 sfornava poliziotteschi, thriller sanguinolenti (che all'estero erano conosciuti come giallo movie) e western sporchi e cattivi come Vamos a matar compañeros. Diverse le ambientazioni, comune il codice espressivo: cruda violenza, visione sociale che oscillava dall'autoritarismo a posizioni più sfumate, sesso morboso.
È una considerazione dettata più dalla nostalgia per una stagione irripetibile che da riscontri oggettivi.
Quello che rimane innegabile è che comunque qualcosa, in un settore immobilizzato dai finanziamenti del MiBACT sul versante produzione e dalle cosche degli esercenti su quello della distribuzione, potrebbe iniziare a smuoversi.
L'ho pensato quando a pochi mesi di distanza, si sono succeduti Non essere cattivo, seguito circa un mese dopo da Suburra. E adesso, Lo chiamavano Jeeg Robot. Tre film con valori produttivi diversi, uniti però da una certa intenzione di riprendere il filo di una grande narrazione popolare,
da tempo interrotta in favore del drama intimista o della character comedy sostanzialmente innocua.

Prima di approdare al lungometraggio, Mainetti aveva dato buona prova con una serie di corti il cui tema centrale era la presenza di un elemento nobile e mitopoietico (Lupin III in Basette, l'Uomo Tigre in Tiger Boy) trasfuso però in un contesto desolante come quello della borgata romana.
La formula di base non cambia nemmeno ne Lo chiamavano Jeeg robot, dove il rito della nascita del super eroe - acquisto dei poteri, progressiva presa di coscienza delle responsabilità, confronto finale con la nemesi - è ambientato fra i casermoni di Tor Bella Monaca. Clark Kent è uno scippatore catatonico che si ingozza di yogurt alla banana e dvd hard, Mary Jane una psicolabile con una storia di abusi sessuali alle spalle, il Joker un piccolo malavitoso in fissa con la discografia di Anna Oxa (probabilmente il personaggio meglio scritto di tutto il film).
Il panorama narrativo ricomprende una sottotrama vagamente distopica, con Roma attanagliata da una sorta di reprise della strategia della tensione, camorristi armati di lanciafiamme, trans strozzini e goderecci.
Al netto di difetti secondari, come un'eccessiva dilatazione del ritmo nella parte centrale, e un finale abbastanza tirato, per probabili motivi di budget, ci si stupisce e rallegra dell'esistenza di un'opera del genere, dove la narrazione è affidata quasi esclusivamente a elementi visuali e non a lunghi dialoghi sbrodolati, dove non c'è paura di smuovere la mdp dall'eterno tinello, lanciandola anzi in dolly audaci, come quello che apre la sequenza di apertura e quella di chiusura del film.
Ignoro se con Lo chiamavano Jeeg Robot sia tornato il cinema di genere, so però che è tornato il cinema, inteso come costruzione di un linguaggio popolare, accessibile a tutti ma non per questo didascalico o banalizzato all'eccesso. È già qualcosa.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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aveva anche scritto si non spoilerare e tu cmq rendi troppo facile abbinare nome e cognome al nick adesso arriva lo sceriffo e so cazzi tua

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psycho::1744745
(dal facebook di isterico a metàano.)
Effetto tarpone: io sono andato a vedere il film sabato pomeriggio, saletta piena di ragazzotti dai 14-16 anni, di per sé strano perchè il Jeeg Robot del titolo è preistoria anche per la mia ormai vetusta generazione.
Nulla di male, anche i semplici ragazzetti (cit.) si approcciano alla visione in silenzio, un po' per la vicenda avvincente, un po' per gli avvertimenti posti in essere preventivamente da un mio amico.

Dietro di me, invece, una coppia di geni del male aveva portato con sé il figlioletto di circa 6-8 anni - non so quantificare l'età, ad ogni modo era così piccolo che aveva bisogno di quel rialzo del sedile per vedere lo schermo.
Ovviamente il pupo inizia a sfrantumare i coglioni fin da subito, spaventato dalle scene di violenza, e in generale annoiato da una narrazione che, per ritmi e concezione generale, non era pensata per i bambini.
Una signorina seduta accanto (che sembrava far parte di questo cluster sociale) inizia a collaborare con me per richiedere silenzio, iniziando con maniere urbane ("shhh", "basta") e proseguendo con altre ("ma porcodio!").
Terminata la visione, ci siamo voltati verso la coppia dei genitori bofonchiando il nostro disprezzo a mezza bocca - devo dire che la signorina mia alleata si è rivelata un po' più cattiva in questa resa dei conti, forse perché animata da gelosia di natura figacea (cfr. Inospitale) e procreatrice nei confronti della madre inaccorta.
Ora, senza pronunciarmi in facili giudizi mi sono immaginato quei poveri cristi dei genitori che hanno portato il figlioletto a cinema senza nemmeno perdere i 30 secondi necessari a buttare un'occhio al trailer, e mi è venuta una gran tristezza, tanto per l'approssimazione del loro metodo educativo, quanto per la totale mancanza di rispetto verso il prossimo che con ogni probabilità hanno già iniziato ad instillare nel frutto dei loro lombi.

tl; dr: Gonzokampf va a cinema nell'orario sbagliato e ne esce con piena fiducia nei fondamenti del catarismo, dell'omosessualità non procreativa e dell'estinzione volontaria.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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Da anni frequento il cinema solo nell'ultimo spettacolo della Sera, quello in cui si concentrano gli spettatori che vanno al cinema per vedere il film e non per mangiare i popcorn ( ed alcune coppiette che copulano nei sedili dell'ultima fila).
Unica eccezione a questa regola aurea sono i cartoni animati della Disney, che vanno invece goduti nel primo spettacolo del sabato pomeriggio, ove l'età media degli spettatori è 6 anni; l'uomo giusto avrà così il piacere del film ed anche il piacere dell'afflatto condiviso per lo stupore che il cinema riesce ancora a creare nelle anime dei bimbi in età prescolare.

An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)

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f205v::1744748

Da anni frequento il cinema solo nell'ultimo spettacolo della Sera, quello in cui si concentrano in ultima fila gli spettatori froci che vanno al cinema per mostrarmi i cazzi e per farmi mangiare i popcorn al gusto di sborra (ed alcune coppiette che copulano nei sedili dell'ultima fila che mi diverto a guardare segandomi in silenzio e triste). Unica eccezione a questa regola aurea sono i cartoni animati della Disney, che vanno invece goduti perché nel primo spettacolo del sabato pomeriggio, ove l'età media degli spettatori è 6 anni; l'uomo giusto avrà così il piacere del film ed anche il piacere dell'amplesso condiviso per lo stupore che il cinema riesce ancora a chiavare delle anime dei bimbi in età prescolare.

“Ma non è meglio se pensi solo alla fica, ritardato di merda?”
(Il tubone)

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Utilizzazione: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e in successive occasioni per un pubblico predisposto ad immagini di 'richiamo' che mostrano violenza per intendere qualcosa di contrastante con la violenza stessa. Adatto ad appassionati di splatter e di un repertorio in linea con il dire e il fare di tarantiniana memoria.

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c'è da dire che gonzokampf essendo nato nel '95 o giu di lì non ha mai vissuto la Golden age dei cartoni giapponesi. direi piuttosto che fa parte della Pokemon generation assieme a pacciani.

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freakout::1744769
essendo nato nel '95
See, magari.
freakout::1744769
non ha mai vissuto la Golden age dei cartoni giapponesi
L'ho anche scritto
gonzokampf::1744747
il Jeeg Robot del titolo è preistoria anche per la mia ormai vetusta generazione.
Peraltro quando ero piccino il palinsesto comprendeva le reti di mamma rai e quelle mediaset, mentre tutte le vecchie glorie dell'animazione nipponica venivano trasmesse in hard rotation sulle reti locali. Ho difatto imparato l'uso del tasto "program +" e "program -" solo a 25 anni.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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gonzokampf::1744771
Ho difatto imparato l'uso del tasto "program +" e "program -" solo all'acquisto del mio primo dildo anale remote control a 25 anni.

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Pwny dovresti sapere che i dildo, a differenza dei vibratori, non sono muniti di tasti di accensione o di regolamento.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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gonzokampf::1744774
Pwny dovresti sapere che i dildo, a differenza dei vibratori, non sono muniti di tasti di accensione o di regolamento.
il pwnezzatore::1744779
azz vero.

vi vedo molto "sul pezzo".
giuro che il mio unico scopo nel resto dei miei anni diventera' scoprire dove abiti e piantarti un cacciavite in un occhio ('u Prufissuri)

Chi urla di piu' la vacca e' la sua

Colpa mia che mi ostino ancora a dire cose intelligenti su Internet

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condivido alcune osservazioni. non so, per la verità, se questa risurrezione del cinema di genere sa un trend artisticamete positivo. vero è che sembra funzionare e io stesso ho apprezzato la capacità di questo film di coinvolgere un pubblico frastagliato (che include me). purtroppo, anche se riconosco che il soggetto è stato rimpolpato con mezzi finalmente all'altezza, secondo me non è un gran film. apprezzatissimo il superviallain e altri dettagli, ma la storia poteva essere un filo meno scontata. nemmeno è mal recitata (evviva) ma non mi è bastato. concedo una sufficienza abbondante ma non di più (come ho visto fare ad altri un po' proni all'entusiasmo).
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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rodolfo::1758748
nemmeno è mal recitata (evviva) ma non mi è bastato. concedo una sufficienza abbondante ma non di più (come ho visto fare ad altri un po' proni all'entusiasmo).


Sono d'accordo, ma è un entusiasmo perdonabile imperocchè attraversando il deserto pure un calice di piscio sembra prosecco.
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)

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secondo me, nonostante le rassicurazioni di mainetti, scatterà un sequel. ci sono troppi soldi in ballo, ma la cosa potrebbe rivelarsi un danno indiretto per l'originale.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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a me ha fatto -al saldo dell'audace tentativo- cagare stronzi sostanziosi.

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ci sono in effetti alcune buzziconate indipendentemente dall'ambientazione che le dovrebbe giustificare (spoiler: l'abbraccio della donna e il "tutto finito" alla bambina non si possono vedere secondo me). la stessa alessia non è ben scelta né credibile il più del tempo, però c'è sicuramente del lavoro dietro.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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il pwnezzatore::1758758
a me ha fatto -al saldo dell'audace tentativo- cagare stronzi sostanziosi.


Non fa cagare affatto, basta il personaggio dello zingaro (che ha una faccia che non riesco a dissociare da quella di Zanardi) ad assolvere i molti difetti.
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)

6.5
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ma andate a guardare i film di salemme a cagare!

6.8
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Il mio giudizio è inflazionato dal mio essere de' Roma, per cui è impossibile non trovarsi a proprio agio sotto certi punti di vista (ambientazione, dialoghi, simbologia = 'o stadio).

Purtroppo la storia è abbastanza scarna e scontata sotto tutti i punti di vista, fino a che il fruitore non scopre che in realtà è tutta un'allegoria per influenzare gli inconsci collettivi a favore dei movimenti per la casa e dell'U5B in generale, per cui merita almeno un plauso.

Nota di colore: lo zinghero appare anche in Niente di Strano dell'ottimo Giorgio Poi, autore anche di un altro pezzo notevole quale Tubature, che, insieme a Frosinone di Calcutta, sono 3 tracce di musica Italiana tra le poche attualmente ascoltabili (per lo meno per me).
Vi risparmio altre derive verso Lo Stato Sociale o i Thegiornalisti, che sono ok ma un po' meh

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no ma too dico chiaro: in un par de passaggi me so sentito fijo de roma pure io - mortacci tua - e ho detto tutto
(comunque tor bella nun è poi sto cesso, no?)
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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(una confessione: per un breve tratto ho messo i subs in italiano perché guardavo a volume un po' basso, ma non solo)
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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Più che fijo de' Roma, me pari un po' 'n fijo de' 'na mignotta!
Comunque, ti ho immaginato pensa mentre, come Nanni Moretti a cavallo della vespa, esordisci con parole incoraggianti e confortanti nei confronti di quella mostruosità urbanistica di Tor Bella, per poi finire scippato e tornare colla metro C a 2 Leoni (vero avamposto delle orde rumene)

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chukie::1758763
Tubature


Fermi tutti!
Lo adotto come inno personale.
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)

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chukie::1758763
sono 3 tracce di musica Italiana tra le poche attualmente ascoltabili (per lo meno per me).

Vi risparmio altre derive verso Lo Stato Sociale o i Thegiornalisti, che sono ok ma un po' meh
e I cani? glamour lo trovo piaciuevole

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Non male come disco, assolutamente.

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