recensioni :: Trumbo - Jay Roach (2015)

La storia di Dalton Trumbo, sceneggiatore hollywoodiano - e comunista così - negli anni del maccartismo e delle liste nere.
I potenziali problemi (o le qualità) di questo film si trovano già tutti qui, nel senso che non ambisce a coprire come narrazione un ambito più ampio di quello del soggetto: può quindi interessare o meno a seconda di quanto lo spettatore senta la tematica.
Si evita comunque la trappola dell'elegia e della retorica, il personaggio ci è riportato da un ottimo Bryan Cranston nella sua sostanziale umanità (=a volte ello è un po' stronzo, ma in fondo buono). Certo, siamo lontani dall'algida, raffinata confezione di Good Night, and Good Luck ma si apprezza un cast di caratteristi & comprimari particolarmente in palla - è evidente la furbizia di J. Roach, più produttore che regista - nonché l'equilibrio tra un ritmo da commedia e la struttura-base di un thriller, con la malvagia Helen Mirren che si allea con lo Screen Actors Guild di John Wayne.
Tra i buoni spicca la figura di John Goodman, che interpreta praticamente lo stesso personaggio di Argo, ossia il burbero produttore di monnezza che da un taglio all'ipocrisia anti-comunista.
Ecco, l'inserimento di figure storiche del periodo (lo stesso Wayne, Kirk Douglas, Otto Preminger, Edward Robinson) è realizzata con garbo, anche se la scelta di glissare sulla vicenda di Elia Kazan appare un po' troppo comoda. In particolare, il ruolo di spione effettivamente ricoperto da Kazan ricade sul povero Robinson, che nella realtà non fece mai nomi al Comitato sulle attività anti-americane.
Al netto di forse inevitabili semplificazioni* e pesanti ingenuità, evidenti soprattutto in alcuni dialoghi - ad es. la figlia del protagonista che chiede al padre cosa voglia dire essere un comunista - il film raggiunge la sufficienza quantomeno per una visione casalinga, volta ad apprezzare l'ottimo cast, e gli omaggi alla Hollywood degli studios.

* pare che trumbo sul finire della storia avesse iniziato ad odiare anche i suoi sodali rossi; inoltre il film accenna solamente al paradosso che vedeva i comunisti sostenuti dai liberali, a loro ben più invisi dello stesso fronte repubblicano.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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