recensioni :: The Revenant, Inarritu 2015

ben ritrovati ad un'altra puntata di "al cinema con rodolfo"

premesso che: il regista in oggetto mi ha fatto quasi invariabilmente schifo, odio birdman, non sono ancora del tutto convinto sulle reali capacità del notissimo attore protagonista, ci sono un paio di esercizi di stile che sono discutibili.
ciò detto, questo film spacca sotto quasi ogni punto di vista ed è ottimo. tutto o quasi funziona bene, alva noto e sakamoto si alternano magistralmente con la musica, i paesaggi sono strepitosi, non ci sono buonismi degni di nota. la camera si muove benissimo al servizio del protagonista e meno del regista, che altrove mi ha rotto il cazzo con le sue manie. la storia è quasi un mito in origine, l'avventura del trapper glass vissuto all'alba del XIX secolo in un mondo in cui la civilizzazione fa appena capolino sotto forma di rare reliquie: fucili, fiaschetta, qualche accessorio. i fortini sono come remote basi su un pianeta alieno, immane, a un tempo splendido e desolato in cui è possibile sopravvivere solo grazie ai metodi dei pellerossa o qualche reminiscenza del paleolitico (il confine non è mai chiaro). il fatto è che l'epica in quest'opera si espande e diventa la realtà, una realtà durissima, fisicamente e sensorialmente invadente e proprio per questo spesso al confine con l'allucinazione. i luoghi sono superlativi, gli effetti speciali sono quello che dovrebbero essere, cioè un mero ausilio che rende ancora più coinvolgente e tangibile ciò che ci si para davanti. il capo e la coda di questo film si tengono insieme grazie ad un tema (che non cito) in teoria non originalissimo, però decisamente credibile e che fa un degno servizio a più di due ore di avventura allo stato puro.
il mio voto è 8,5
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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