media recensioni :: I FILM DI MENARE* CHE L'ASPHALTO NON VEDR└ MAI NEL 2016

ecco una lista non esaustiva, per lo più inutile e volutamente irritante dei film che potrebbero ricevere una recensione in questo thread della fine dei tempi:

SONY:

Money Monster – 8 aprile 2016
The Shallows – 24 giugno 2016
Ghostbusters – 15 luglio 16
Patient Zero – 2 settembre 2016
The Magnificent Seven – 23 settembre 2016
Underworld 5 – 21 ottobre 2016
Passengers – 21 dicembre 2016
Jumanji – 25 dicembre 2016

ALTRI:

quo vado
goya
ppz
zoolander 2
deadpool
gods of egypt
ave caesar
batman vs superman
risen
999
cpt. america civil war
xman: stocazzo
king arthur and the knights of ecc.
indipendence day 2
tarzano

QUI UNA LISTA DI TRAILER ASSORTITI (72)
da skippare fino al titolo gradito
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

Creed - Ryan Coogler (2015)
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gonzokampf::1742964

Come già Star Wars: TFA e Mad Max Fury Road, anche questo nuovo capitolo della saga di Rocky ha l'obiettivo di riallacciare i fili con il passato e al tempo stesso tentare di dire qualcosa di nuovo.
Ci riesce grazie ad una scrittura compassata e solida, nonché ad una regia semplice che però non disdegna occasionali impennate, come ad esempio il primo combattimento girato in piano-sequenza.
Sebbene lo screen-time dedicato a Stallone ammonti a più di quanto era stato preventivato, Creed riesce a vivere di vita propria, mantenendosi al tempo stesso nell'universo narrativo già tracciato dai primi 6 film della saga. Ecco quindi che ritorna l'umorismo un po' cheesy, l'enfasi della sfida, la semplicità come punto di arrivo non scontato. Non a caso molti hanno accomunato Rocky all'Eastwood di Gran Torino.
I difetti ad ogni modo non mancano, a partire da un indigesto retrogusto di spot Nike anni '90 in alcune scene del giovane protagonista marrò, per arrivare alla love story, meccanica e priva di pathos, che certo non regge il confronto con quella pattinata sul ghiaccio con Adriana di 40 anni fa.

innanzitutto non capisco perché questa recensione non sta nel thread del 2015, ma ci passerò sopra. alcune osservazioni di gonzo sono certamente condivisibili. purtroppo la mancanza di pathos non si limita alla telefonatissima love story del nuovo character, ma tutto il suo vissuto - insieme al mito di apollo che in questo film francamente si dilata fino a dimensioni inedite e perciò apocrife - non è sufficientemente coinvolgente. ci sono senz'altro aspetti riusciti, ma quasi sempre alternati a fallimenti o quantomeno a vuoti d'aria, financo tecnici. per esempio il piano sequenza dell'incontro è assolutamente ok, ma la recitazione del nostro insieme ad un trucco secondo me dilettantesco per i nostri tempi tendono a smorzarne gli effetti. anche altrove assistiamo a momenti deludenti: il film sembra decollare quando una discreta opera di collazione connette il vecchio mito dell'allenamento ruspante di rocky con le fatiche del protagonista; sentiamo addirittura il leggendario crescendo contiano ma... il tema si innesta in un nuovo score epico ma più tamarro e tutto termina in una pantomima che si svolge sotto le finestre di rocky ove il nuovo protagonista si produce in una serie di power moves tourettiane circondato da un tourbillon di mentecatti in motoretta. pur banale, riesce più credibile e commovente la vicenda personale di rocky, di cui non voglio anticipare nulla.

purtroppo è un 5,5/10
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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rodolfo::1754168
non capisco perché questa recensione non sta nel thread del 2015
Perché seguo il noto criterio della data di uscita nelle sale cinematografiche orgoglio italico (14.01 c.a. nel caso che ci occupa); in mancanza, la data di produzione che non manco di riportare nel field titolo.
rodolfo::1754168
purtroppo è un 5,5/10
Sì, rasenta/raggiunge la sufficienza, e rimane comunque evitabilissimo per chi non abbia maturato un debito affettivo nei confronti della saga del popolare pugilatore di philadelphia.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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gonzokampf::1754169
Sì, rasenta/raggiunge la sufficienza
se ben ricordo lo hai bollato come pienamente sufficiente, cosa che francamente non mi sento proprio di fare
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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rodolfo::1754171
se ben ricordo lo hai bollato come pienamente sufficiente
Fa fede il mio rating su letterbox'd

Svegliatemi per l'apokatastasis

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rodolfo::1754168
una serie di power moves tourettiane circondato da un tourbillon di mentecatti in motoretta.



ahahahahaaarfgahaha
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)

scotto
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se non avessimo insegnato troppe cose ai negri , ora starebbero più al loro posto

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scotto::1754176
se non avessimo insegnato troppe cose ai negri , ora starebbero più al loro posto (Napoli)
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)

Hell or high water - David Mackenzie (2016)
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Si riprende il filone del neo-western, nel solco già tracciato da Lone Star (recuperatévelo), sviluppato poi da Le tre sepolture e portato a coronamento da Non è un paese per vecchi, e Cold in July.
Rispetto a quest'ultimo, Hell or high water (letteralmente: "a qualunque costo") utilizza la medesima narrazione secca, legnosa, concentrata & virile, ma al tempo stesso prepara ad un finale che non sia il semplice showdown in una casa fuori mano.
Si sconta in effetti un ritmo eccessivamente dilatato nella parte centrale, durante la quale Mackenzie si prende un po' troppo tempo per approfondire la fisionomia delle due coppie contrapposte di fratelli rapinatori vs colleghi rangers, non eccessivamente originali di per sé stesse. Jeff Bridges, insopportabile in altri ruoli, ha qui l'occasione di gigioneggiare spaziando dal Grande Vecchio dei Tempi Andati (figura essenziale del neo-western, che prima di lui spettò già a Tommy Lee Jones) ad una sorta di tenente Colombo con la stella di sheriffo appuntata sul petto.
Risulta invece senza macchia tutto il discorso che lega Hell or high water all'oggi: i due fratelli mettono a segno una serie di colpi presso le filiali della stessa banca, che a giorni pignorerà il ranch della loro madre morta. Da qui i collegamenti con la crisi economica, le vili speculazioni, l'Iraq che è diventato un po' il vietnam degli anni '00, la conseguente simpatia del pueblo rurale per i rapinatori della porta accanto - tutto rimane però gestito con fermezza, senza sbrodolature, a dimostrazione del fatto che il sottotesto, pur essenziale alla trama, funziona solo quando non diventi esso stesso testo - per dimostrare quanto sia semplice sbagliare, si pensi all'ambizioso (e malriuscito) Killing them softly.
Pur nella sua essenza derivativa, e nell'adesione fedele ai tropes del genere, il maggiore pregio di Hell or high water è forse quello di trovare un suo linguaggio che raccordi tanto la regia quanto la fotografia e la sceneggiatura, consentendogli di superare la soglia del compitino ben svolto ma irrilevante. La scena sicuramente migliore rimane la prima, quando ancora scorrono i titoli di testa: una pigra panoramica a 180° ci mostra, senza stacchi, l'arrivo dei rapinatori insieme a quello della cassiera che apre la filiale. Una volta dentro, steadycam avvolgente avanti e indietro fra i locali della banca.
La narrazione prende poi a snodarsi con sicurezza fino ad un generoso pre-finale con inseguimento da parte di villagers incazzati e conseguente sparatoria di massa tra le colline.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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bene
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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il pwnezzatore::1754540
voto?
7 o 6,5

Svegliatemi per l'apokatastasis

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Decisamente un 7.
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)

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mi manca
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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Guerre Speziate voto sette e mezzo ma i trentacinque minuti di pubblicità prima sono al limite della class action.
Particolare l'ordine degli episodi, l'ho capito solo alla fine che era l'episodio prima di The New Hope (=me lo hanno detto in cinque per quaranta minuti)
[muffa::post]mi fa molto ridere che i procioni non abbiano nessun rispetto per lo spazio personale e la proprietà altrui.
dasimplex lo trovi in un 8pussy's garden ma non certo in the shade.

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simplex::1755073
Guerre Speziate voto sette e mezzo


ma dici Rogue One?
Ma settemmezzo nemmeno sotto psicofarmaci e gin avariato.

Seipiù solo perchè finisce col sagrifizio eroico dei protagonisti
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)

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qui da noi lo danno in 4D alla modica cifra di 28 porcodio CHF

Non lo vado a vedere neppure se mi ci portano legato.
An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)
La vita è una malattia incurabile, bisogna solo avere pazienza ed aspettare che passi. (f205v)

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Strutturalmente c'è, la trama è consistente non credo si possa dire che è un brutto film ; poi il fatto che siamo anestetizzati da vent'anni di effetti speciali e esplosioni influisce sul giudizio finale (per quanto gli effetti ci siano e non siano spettacolarizzati ma "blendati" a livello fotografico in modo non intrusivo*).
Però è un film di passaggio, essendo il primo Spin Off di "Star Wars Anthology" quindi, al netto delle varie citazioni sparse, completamente circolare nello sviluppo che si apre e si chiude in sè.
Ad ogni modo lo reputo migliore de Il Risveglio della forza perchè almeno non si rivolge ad un pubblico smaccatamente emo.

*la personalità non macchiettistica del robot ad esempio credo rappresenti una discreta novità a livello cinematografico, voglio dire: la caratterizzazione di un robot con una sua personalità anche profonda se vogliamo.
[muffa::post]mi fa molto ridere che i procioni non abbiano nessun rispetto per lo spazio personale e la proprietà altrui.
dasimplex lo trovi in un 8pussy's garden ma non certo in the shade.

Manchester by the sea - Kenneth Lonergan (2016)
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a 5 anni di distanza da Margaret (andatevelo a vedere) Lonegard non tradisce e se ne esce con un drammone familiare ambientato in un soleggiato inverno da working class ammerigana.

casey affleck é un janitor dalla personalità instabile che si ritrova inaspettatamente a fronteggiare il contenuto del testamento lasciato dal fratello morto di una malattia degenerativa e improvvisa, occasione che porterà lui a uscire dalla sua vita in isolamento in un minuscolo appartamento a boston, e noi spettatori a indagare il suo tragico passato, le ragioni della sua parziale apatia e delle sue derive violente a fine serata al bar.

nonostante la linearità (e volendo l'ovvietà) della trama il film mira più a iscriversi in una categoria narrativa ben definita, concentrandosi piuttosto in un disegno mai scontato dei personaggi e dei loro rapporti, un impiego dei tempi narrativi sapientemente stravolto ma mai confusionario, votato a un ritmo rapido e calmo, guidato da una macchina da presa curata maniacalmente e graziata da un tempo (metereologico) oggettivamente fortunato.

una sola scena -verso il finire- gioca con il clichè della rappresentazione del “sogno post-traumatico” rompendo la linearità narrativa e definendosi come meditata eccezione, in quanto tale a cavallo tra mimesi e diegesi e regalata dal regista come elemento di discussione allo spettatore attento.
affleck offre un'interpretazione solida, nonostante il ruolo facile da rovinare. il giovane hedges ne esce bene, grazie anche ad un personaggio con sfaccettature interessanti e controverse, non a caso voluto dal regista a produzione già avviata. ultima ma non per merito, la williams mi ha francamente sorpreso in positivo.

in definitiva uno tra i migliori film visti recentemente. voto 8/10

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e la madò
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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Stupido piuttosto è stato non menzionare la colonna sonora.convincente ma sulla quale potrei anche avere una o 2 riserve. Comunque se ne può parlare appena qualcuno di voi strunzi lo avrà visto (su 123movies lo trovate in 720p)

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ragazzi ho già citato inferno, ma credo che produrrò anche una recensione di victor. tenetevi pronti.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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Victor=film inutile.
Fine rece.
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)

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fair enough, ma ci sono cose particolarmente imbarazzanti che non credo di doverti ricordare
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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Più che altro non saprei cosa scegliere: le broccolate steampunk, la miracolosa guarigione del gobbo genialoide, la morte del fratello motore debolissimo della pazzia, l'accento americano nella Londra evidentemente vittoriana, la storiella d'amore con la trapezista diventata molto credibilmente nobildonna, il golem (trona) etc etc.
Pensando che la storia conterà come minimo una cinquantina di rivisitazioni cinematografiche (tra le quali almeno un paio geniali) è veramente una troiata incredibilmente inutile.
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)

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il tubone::1757442
la miracolosa guarigione del gobbo genialoide
secondo me quella è una merda di assoluto pregio, perché amplificata dalla voglia di prendere a cazzotti in testa harry potter capellone
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

Manchester by the sea - K. Lonergan (2016)
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il pwnezzatore::1757293

a 5 anni di distanza da Margaret (andatevelo a vedere) Lonegard non tradisce e se ne esce con un drammone familiare ambientato in un soleggiato inverno da working class ammerigana.

casey affleck é un janitor dalla personalità instabile che si ritrova inaspettatamente a fronteggiare il contenuto del testamento lasciato dal fratello morto di una malattia degenerativa e improvvisa, occasione che porterà lui a uscire dalla sua vita in isolamento in un minuscolo appartamento a boston, e noi spettatori a indagare il suo tragico passato, le ragioni della sua parziale apatia e delle sue derive violente a fine serata al bar.

nonostante la linearità (e volendo l'ovvietà) della trama il film mira più a iscriversi in una categoria narrativa ben definita, concentrandosi piuttosto in un disegno mai scontato dei personaggi e dei loro rapporti, un impiego dei tempi narrativi sapientemente stravolto ma mai confusionario, votato a un ritmo rapido e calmo, guidato da una macchina da presa curata maniacalmente e graziata da un tempo (metereologico) oggettivamente fortunato.
È la rivisitazione in stile mumblecore del classicone drammatico.
C'è effettivamente un'intenzione di sovvertire dei cliché del genere, condotta senza spocchia e anzi con una certa onestà. Ne è un esempio tutto il rapporto tra il nipote e il giovane zio, non improntato ad una incomprensione/conflittualità a tutti i costi, ma anzi realistico e multisfaccettato. Meritoria anche l'assenza di scene madri catalizzatrici dei vari sentimenji (tipo la lite in tinello fra lacrime e farfugliamenti sulla quale M. Buy ha eretto il suo impero di piagnistei) e in generale la riluttanza a prendere di pancia lo spettatore, lavorando invece di sottrazione, anche se a volte questa propensione naturalistica a tutti i costi conduce al ridicolo involontario - si veda ad es. la scena dei fusi di pollo nel congelatore che ricorda al giovane figlio il babbo stecchito.
Pur riconosciuti gli innegabili meriti per un genere che non è certo la mia cup of tea, Manchester non ha un ritmo incalzante, e dalla metà in poi diviene abbastanza prevedibile per come si divide fra il difficoltoso ritorno di Casey Affleck nel paesello locale e i flashback che ci illustrano per filo e per segno le passate sfigherie. Non aiuta certo la scelta, pur apprezzabile nel suo realismo, di non individuare antagonisti o difficoltà esterne in grado di polarizzare e mantenere tesa la narrazione, tanto che sono numerosi i momenti in cui mi sono scoperto a chiedermi, senza particolare acrimonia "Sì ok, ma che me ne frega?"*. Anche il finale non presta il fianco a sbragature, anche se in effetti rischia di lasciare indifferente gli spettatori meno sensibili alle tematiche della rielaborazione del lutto nell'ambito della working class americana. Aggiungasi inoltre che la ricerca a tutti i costi del realismo e del minimalismo risulta alla lunga un po' ingenua - soprattutto in tutte quelle trovate che dovrebbero esprimere il senso di spaesamento che si accompagnano alla tragica perdita: la conversazione telefonica tra il direttore della scuola e il protagonista con il segnale che va e viene, oppure quando il tipo non si ricorda dove ha parcheggiato, il malinteso davanti all'ospedale etc.
il pwnezzatore::1757293
in definitiva uno tra i migliori film visti recentemente. voto 8/10
Mi sembra sinceramente un'enormità, anche se il tuo entusiasmo risulta allineato con la recezione ultra positiva di pubblico e critica.


* in questo però potrebbe giocare un mio personale bias, nel senso che per abitudine sono abituato ad apprezzare i drammi ombelicali sui mortacchioni solo in quanto prodromici alla vendetta sanguinolenta, tipo quando ammazzano il cagnetto di John Wick o quando i perfidi brits sgozzano la moglie di W. Wallace dando così avvio alla prima guerra di indipendenza scozzese.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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ho scoperto adesso la definizione di mumblecore (sono un neofita del sorseggio dei film dimme') ma mi pare che coincida esattamente con la descrizione che fa bagni proeliator del film intellettuale.
asphtimer

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Visti lalalastocazzo, manchester, moonlight, la battaglia di Hacksaw Ridge (sorprendentemente agreabile e perdonabile nelle sue pomposità patriottarde, poichè appartenente in tutto e per tutto al canone Gibsoniano) e pure Arrival (sto sul 6,5-7).
Non possedendo l'acume critico di un rodolfo, l'elegante e verbosa leziosità del gonzo, il cinismo di maniera dello scottex e nemmeno la naivitè sbarazzina di un pugnezzatore, vi risparmio eventuali recensioni, ma il mio giudizio ultimo elegge Hell or High Water come film più oscarabile del mazzo, un gradino sopra gli altri.
Per chi non è d'accordo: pace fratello.
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)

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gonzokampf::1757763
questa propensione naturalistica a tutti i costi conduce al ridicolo involontario

siamo sicuri sia involontario? io non lo penso.
gonzokampf::1757763
Aggiungasi inoltre che la ricerca a tutti i costi del realismo e del minimalismo risulta alla lunga un po' ingenua - soprattutto in tutte quelle trovate che dovrebbero esprimere il senso di spaesamento che si accompagnano alla tragica perdita: la conversazione telefonica tra il direttore della scuola e il protagonista con il segnale che va e viene, oppure quando il tipo non si ricorda dove ha parcheggiato, il malinteso davanti all'ospedale etc.

anche qui, non so se definirla ingenuità. l'alternativa in fondo è la classica linea drammatica della rincorsa della rappresentazione della "infinita profondità del dolore", che invece nel film viene a mancare, riversa in un molto più banale e delle volte buffo quotidiano.
sembra insomma un'interessante conversione di un genere classico ad una forma di "post-epica esistenzialista", nella quale il protagonista ha tanto a che fare con la rappresentazione (nonchè i clichè) della sofferenza quanto il regista nel girare il film. in questo quadro queste soluzioni sono quindi tanto buffe quanto disturbanti, e vanno a spezzare esattamente quell'ovvietà narrativa a cui fai riferimento.
gonzokampf::1757763
"Sì ok, ma che me ne frega?"

qua ti capisco, perchè anche io viaggio normalmente su altri binari, e a tratti durante il film mi sono trovato a pormi la stessa domanda.
ma inserisco questo film in un interessante filone di fim usciti recentemente in cui intravedo il germoglio di una tendenza della fiction a proporsi come risposta ai vari dibattiti ontologici-politici che stiamo attraversando. ancora non ho modo di dire precisamente perchè mi è piaciuto così tanto, ma questa sensazione mi fa sospettare ci sia margine per riparlarne in una luce diversa tra qualche anno, mi pare già un ottimo risultato.

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