recensioni :: Wild Tales - Relatos Salvajes, Damian Szifron (2014)

E questa alla fine è un po' la bombetta di un'annata già di per sé abbastanza generosa.
Sei brevi episodi che raccontano il venir meno dei costrutti sociali, e il libero dipanarsi delle passioni, umane e pertanto selvagge, con i toni tipici della commedia nera, attorno al tema della vendetta.
Malgrado il gioco in alcuni punti paghi lo scotto di una certa prevedibilità, uno storytelling sapiente - Szifron è più sceneggiatore che regista* - garantisce sempre il giusto livello di empatia senza mai scadere nel grottesco/macchiettistico fine a sé stesso.
Questa narrazione calda è il retaggio sì del miglior Almodovar (che qui figura come produttore) ma soprattutto della commedia all'italiana**, le cui premesse, portate alle estreme conseguenze, incontrano la catarsi di una violenza scanzonata, tarantiniana.
Cfr. la scena in cui due cameriere di una tavola calda, nel valutare la possibilità di avvelenare un piatto, si chiedono se il veleno per topi sia diventato più o meno nocivo dopo la scadenza.
Non manca un occasionale addentellato di satira rivolta alle istituzioni sociali, dalla burocrazia parassitaria (in Bombita, il mio preferito) al matrimonio (in Hasta que la muerte nos separe), senza però mai scardinare l'opera dal suo binario principale, che rimane il divertimento scanzonato e oltraggiante.

* questa circostanza accentua la dimensione televisiva che a volte mi è parso caratterizzasse il film, sebbene di per sé non sia un male.
** nell'entusiasmo generale con cui è stata accolta la pellicola si sono addirittura scomodati i nomi di Risi e (sic) Ferreri.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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