recensioni :: Il Racconto dei Racconti (Tale of Tales) - M. Garrone, 2015

I pregi sono molti, fra tutti la sovrabbondanza di barocchismi in ogni dove, in una contaminazione della dimensione quotidiana con la suggestione sensuale del mostruoso, nella sua accezione etimologica di 'prodigioso', che riecheggia e amplifica le sinistre ossessioni dei protagonisti e comprimari.
Evidentemente il materiale di partenza, le fiabe napoletane, si ben si prestavano ad una rielaborazione adulta, anti-disneyana, fatta invece di carne e tette e sangue e viscere.
Ma il film gode anche di una ricchezza visiva un po' ruffiana che rimanda alle incisioni dell'epoca come alle rappresentazioni di scene contadinesche nello stile di Bruegel il Vecchio, concedendo immagini costruite secondo una grazia violenta, a valorizzare le splendide location senza sconfinare nella reclame della pro-loco.

Purtroppo non mancano i difetti, che si annidano soprattutto nella scrittura e nel montaggio, e diventano evidenti nella presentazione frettolosa e sciatta degli altri due Re, come anche nella volontà di unire le tre fiabe in maniera forzata. Effettivamente Garrone si prende parecchio tempo (minutaggio sopra le due ore) senza raccontare nemmeno troppo, lasciando aperte storyline importanti, come quella dei due fratelli.

Consiglio comunque la visione al cinema, quanto meno per l'ambizione di prendere un genere e rimasticarlo da cima a fondo secondo canoni nostrani, senza scadere nel bozzettismo o nel folklore felliniano, producendo un risultato italianissimo ma che vive al tempo stesso di respiro internazionale, come già accadde negli anni '70 per il western e il poliziesco.

Svegliatemi per l'apokatastasis



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