media recensioni :: I FILM (di sparare e cose assimilate) DEL 2015

L'anno si apre in bellezza con Nonno Clint che spacca culi:



Visto iersera: film potente, patriottico, con quegli stereotipi sul Texas e gli USA che tanto piacciono quando si tratta de roba de mena', girato senza indecisioni né censure moralistiche. Forse un po' asettico nell'empatizzare con i personaggi, ma comunque si esce dal cinema con la spina dorsale raddrizzata (tendendo ad urlare "FUCK YEAH!")

Segue "The imitation game" di cui non so ancora molto ma sono fiducioso anche se si tratta di gente un po' froggia:



Altro potenziale masterpiece da attendere con impazienza (29 c.m.) è Fury: carristi e torture e chewingum vs weltanschaaung



Segue '71 (no omm'emmerda salvo siate pro-IRA ma comunque si presenta come film non schierato su posizioni ideologiche, crudo e dsturbante) che Dio solo sa se e quando arriverà in questo paese di cinematografari



Infine, menzione d'onore per "freddo a luglio", trasposizione dell'omonimo romanzo di quel genio di Lansdale, che PORCODDIOQUANDOESCE.



Sul filone di WWII, mi pregio di annunciarvi che il 24 e il 25 c.m. interverrò con gli altri reenactors a ricreare lo sbarco di Anzio cercando casa per casa la nonna del Brullo. Vi posterò foto (facendo il paio con la dirimente questione della mia potenziale meridionalità)

Drop the bomb.Exterminate them all.

"Sei un caso disperato, a te se non ci sono forconi ed ebrei i discorsi non piacciono"

"Tempacci.Mi ricordo di quando scopare era sicuro e volare pericoloso"
"Giovinezza, bellezza, forza: i criteri dell'amore fisico sono esattamente gli stessi del nazismo. "
(M. Houellebecq)

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(e gioacchino fenizze è in uno di quei ruoli che gli vengono benone)
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Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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psycho::1732577

Jack D. Ripper::1722023

'71


il font che hanno scelto per la locandina sembra indicare la parola ebraica "nali". non so cosa significhi ma non puo' essere un caso.


Semmai ודי in semi-corsivo (la prima lettera non è una “nun,” asino), per cui:
ודי - and that's it, and that's enough
(il vostro vero falso Rabbi Acher buonanima)

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Qualcuno ha visto Goodnight Mommy e può farne una recensione? Da quello che leggo potrebbe meritare (o essere una cagata immonda di porno torture).
I STILL BELIEVE!!!1!UNO!!!
Se #Renzi diventa premier vuol dire che ha un coniglio nel cappello. #Istillbelieve!!!11uno!!!
I FILM (di sparare e cose assimilate) DEL 2015
[ignorato - rating -1]: clicca qui per leggerlo

The Hateful Eight 2015 TARANTINO
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secondo me non c'è molto da dire: anticipo che si tratta di un (quasi) buon film, ma nulla di più. il mio voto è sei.

il nostro quintino ha due problemi, uno più generale e uno del tutto peculiare.
il problema generale attiene al suo percorso artistico che secondo me si avvia verso la schizofrenia. i suoi lavori tendono ad innobilirsi nei dettagli, nelle maestranze (musica ecc.) e al contempo diventano più commerciali e banali. c'è chi la vede diversamente, ma per me è un processo di decadenza (per quanto possa riconoscere a djang0 più di un pregio).
il problema peculiare è più misterioso e riguarda l'oscillazione rigorosamente binaria della sua produzione: un film è ok, l'altro è una patacca, da anni. è il caso del film in oggetto.

essenzialmente il lavoro è squilibrato, non sta in piedi per conto suo. l'abilità di quintino nel caricare e allungare il climax, di per sé gradita, qui non è controbilanciata da eventi sufficientemente imprevedibili, interessanti o paradossali. ci sono righe divertenti nello script, ma nessuna è memorabile. la scelta di una ambientazione così claustrofobica richiederebbe decisamente di più nei dialoghi, mentre ci dovremo accontentare di un semplice presepe, pur ben fatto, di caricature non del tutto inedite; il redneck marcio, il cowboy cinico, il negro furbo con la sua storia ecc. ecc. dalla protagonista femminile, poi, ci si aspetterebbe molto di più. l'unico momento di dialogo veramente eccessivo secondo me non fa abbastanza ridere ed è comunque fuori tema nell'opera, rimane isolato e nulla lo richiama. chi vedrà sa di quale aneddoto parlo.
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Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

Il Ponte delle Spie, Spilberg 2015
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è un bel film. qualcosa non sembra del tutto sotto controllo ogni tanto. un senso di vuoto nella prima metà, un senso di faciloneria nella seconda, ma sono sfumature.
c'è una storia interessante, ci sono costumi e ambientazioni ottime (con qualche caduta per l'europa ma vabbé, ai fini dell'opera è ok). è un film ben realizzato con tutto quello che serve.
naturalmente non può non trasudare retorica americana (comunque non troppo satura) e chi non può tollerare spillemberg per questa ragione ha comunque la mia comprensione.
è un difetto su cui personalmente sono riuscito a passare. ah: col cazzo il miglior thriller di sempre, non scherziamo.
è comunque un film da settemmezzo.
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The Revenant, Inarritu 2015
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ben ritrovati ad un'altra puntata di "al cinema con rodolfo"

premesso che: il regista in oggetto mi ha fatto quasi invariabilmente schifo, odio birdman, non sono ancora del tutto convinto sulle reali capacità del notissimo attore protagonista, ci sono un paio di esercizi di stile che sono discutibili.
ciò detto, questo film spacca sotto quasi ogni punto di vista ed è ottimo. tutto o quasi funziona bene, alva noto e sakamoto si alternano magistralmente con la musica, i paesaggi sono strepitosi, non ci sono buonismi degni di nota. la camera si muove benissimo al servizio del protagonista e meno del regista, che altrove mi ha rotto il cazzo con le sue manie. la storia è quasi un mito in origine, l'avventura del trapper glass vissuto all'alba del XIX secolo in un mondo in cui la civilizzazione fa appena capolino sotto forma di rare reliquie: fucili, fiaschetta, qualche accessorio. i fortini sono come remote basi su un pianeta alieno, immane, a un tempo splendido e desolato in cui è possibile sopravvivere solo grazie ai metodi dei pellerossa o qualche reminiscenza del paleolitico (il confine non è mai chiaro). il fatto è che l'epica in quest'opera si espande e diventa la realtà, una realtà durissima, fisicamente e sensorialmente invadente e proprio per questo spesso al confine con l'allucinazione. i luoghi sono superlativi, gli effetti speciali sono quello che dovrebbero essere, cioè un mero ausilio che rende ancora più coinvolgente e tangibile ciò che ci si para davanti. il capo e la coda di questo film si tengono insieme grazie ad un tema (che non cito) in teoria non originalissimo, però decisamente credibile e che fa un degno servizio a più di due ore di avventura allo stato puro.
il mio voto è 8,5
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(tom hardy qui bravissimo)
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rodolfo::1742084
il mio voto è 8,5


mi fa molto piacere, lo andrò a vedere col cazzo in mano

rodolfo::1742084
odio birdman


sei un pazzo
dio ha sempre sei vantaggi di lunghezza

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Montagu::1742088
lo andrò a vedere col cazzo in mano

coadiuvata dal buio in sala, che in questo caso mi è mancato (meno per gli altri incluso gli odiosi otto)
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Dorolfo mi compiaccio del fatto che stai degustando il pack degli screener rippati da cingalesi, ma questi sono film che in Italia usciranno nel 2016.

Svegliatemi per l'apokatastasis

THE GENIUS
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non so di cosa stai parlando, sono vecchi film di cui non so perché nessuno ha mai parlato. ti confondi con le opere di soggetto solo apparentemente simile che rispondono al nome di "the revenant", "bridge of spies" o "hateful eight" e che andrò a vedere nei multiplex torinesi nell'anno prossimo, credo. permettimi comunque di dirti che i cingalesi lavorano ad un livello di qualità ineccepibile.
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Il vituperoso ottetto, Quinzio Di Brindisi - 1965
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rodolfo::1742098
sono vecchi film di cui non so perché nessuno ha mai parlato
In questo caso ha comunque sbagliato thread, caro lei.
rodolfo::1742098
i cingalesi lavorano ad un livello di qualità ineccepibile
Il camrip=canchero.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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ti garantisco che sbagli ma vai tranquillo
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roberto mariani::1742104

gonzokampf::1742099

Il camrip=canchero.


per hateful8 non si tratta di un camrip:

The Hateful Eight piracy leak traced to DVD sent to Hollywood producer

Alcon Entertainment CEO Andrew Kosove denies the watermarked DVD ever reached him, and plans to launch an independent investigation into the leak

Pare che comunque si tratti di uno screener di pessima qualità
Questa è la comparazione con una delle immagini del trailer (Hive-CM8 è il releaser):

Svegliatemi per l'apokatastasis

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rodolfo::1742065

è un bel film. qualcosa non sembra del tutto sotto controllo ogni tanto. un senso di vuoto nella prima metà, un senso di faciloneria nella seconda, ma sono sfumature.

c'è una storia interessante, ci sono costumi e ambientazioni ottime (con qualche caduta per l'europa ma vabbé, ai fini dell'opera è ok). è un film ben realizzato con tutto quello che serve.

naturalmente non può non trasudare retorica americana (comunque non troppo satura) e chi non può tollerare spillemberg per questa ragione ha comunque la mia comprensione.

è un difetto su cui personalmente sono riuscito a passare. ah: col cazzo il miglior thriller di sempre, non scherziamo.

è comunque un film da settemmezzo.

Film che arriva alla sufficienza perché raggiunge un qualche livello di godibilità natalizia ma gravemente viziato da numerosi passaggi troppo superficiali e da un registro incerto che non ha presa né nelle parti che potrebbero essere comiche né in quelle drammatiche. Visti i nomi coinvolti nella realizzazione e la potenza del soggetto, ipotizzo il dolo.

Mai sognato in Full HD
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Btw ho maturato una insofferenza verso la resa iper-realistica che porta all'occhio dello spettatore una tempesta di particolari la cui determinazione per nulla è funzionale all'opera. (Tipo i pori. A meno che non sia un porno, va be', ma in effetti in questo caso la funzionalità anela la maggiore profondità possibile, di campo e non solo.) Sarà magari un segno di vecchiezza, ma per me se uno racconta di pirati con la fotografia di Black Sails ha sbagliato tutto. Anche la serie spin off di Evil Dead per me è patinata (sembra incredibile). Specie per i campi lunghi hanno un problema sia the Heart of the sea (le scene intorno alla baracca di Thor all'inizio), sia il Ponte delle spie: qui anzi una precisione eccessiva fa sembrare finti il ponte, i fabbricati, la neve e Tom H.
Quell'altra cosa sulle spie, quella che si chiama the Americans, invece è esteticamente fantastica.

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glugluglu::1742107
viziato da numerosi passaggi troppo superficiali e da un registro incerto
non hai torto, è un po' quello che cercavo di dire con il senso di incompletezza
glugluglu::1742110
la resa iper-realistica che porta all'occhio dello spettatore una tempesta di particolari
non sei l'unico a pensarlo e comunque è verissimo che in molti film è un minus
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Sicario - Denis Villeneuve (2015)
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glugluglu::1742110
Quell'altra cosa sulle spie, quella che si chiama the Americans, invece è esteticamente fantastica.
Americans sembra girato nei primissimi '00. una scelta in sintonia con l'impostazione conservativa del telefilm, e da me anche apprezzata, ma da qui a definire la serie 'esteticamente fantastica' ce ne corre.
glugluglu::1742110
la resa iper-realistica che porta all'occhio dello spettatore una tempesta di particolari la cui determinazione per nulla è funzionale all'opera
Sono HD cameras, di cui ricordo una delle prime sperimentazioni per gli esterni in notturna di Collateral di Michael Man (imdb mi dice Sony CineAlta HDW-F900, non nuovissime già all'epoca).

In Sicario l'impiego di telecamere ad alta definizione (il top della gamma ARRI su cui sono montati obiettivi Zeiss) è pervasivo, sia nei primi piani su una sudatissima Emily Blunt sia sulle riprese perpendicolari degli stradoni.
Il soggetto: un'agente dell'FBI (la Blunt, appunto) si unisce ad un'operazione CIA capitanata da Benicio del Toro oltre il confine messicano, nel tentativo di fermare i bagni di sangue causati dalla guerra tra i signori della droga; sul campo scoprirà che la distinzione fra amico e nemico non è sempre così netta.
Salutato come uno dei più bei film del 2015, presenta infatti un paio di sequenze memorabili: il raid iniziale, lo stand-off sull'autostrada bloccata. Il ritmo sempre teso fa pensare più ad un'esperienza bellica tipo The Hurt Locker che ad un thriller - ed infatti la Blunt rimprovera a Del Toro e ai suoi uomini di comportarsi più come soldati che come poliziotti.
A fronte di questa costruzione impeccabile, il difetto che impedisce a Sicario di superare la soglia di una solida lodevolezza è l'infodump un po' sciatto a cui viene affidato il finale, con uno dei personaggi che arriva e racconta che in realtà le cose non stanno come sembrano ma in realtà etc. etc.
Si tratta di un tema che è alla base anche di lavori precedenti di Villeneuve, la sostanziale ambiguità del reale, un concetto che evidentemente per il pubblico americano è rivoluzionario di per sé stesso, a prescindere dalla soluzione visiva con cui viene proposto.

Una delle ultime battute del film suona come: "se il suo timore è d’infrangere le regole, non si deve preoccupare: le regole sono state spostate", che per me rappresenta, più che l'apocalittico avvento dello stato di natura (land of wolves), la coessenziale vaghezza morale del vivere quotidiano.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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è un bel film ed è ben fatto ma io metto sul piatto delle cose non all'altezza anche l'esito dell'inoculazione di alejandro in mexico, ovvero una sequenza di uccisioni sbrigative e poco credibili che sembra di vedere batman
il messaggio non è univoco ma trovo un po' irritante l'insegnamento fascistoide che si vorrebbe propinare al pensoso spettatore
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rodolfo::1742117
l'insegnamento fascistoide
Il messaggio sarebbe reazionario solo se il film finisse a metà, dopo il sequestro nella banca, fino a quando abbiamo assistito alla contrapposizione tra i metodi repressivi legali della Blunt e quelli ben più sbrigativi della CIA. Nel prosieguo invece capiamo che l'obiettivo di Brolin & co. non è certo quello di far saltare le cervella ai mostri in stile Callahan, ma di creare nuovi Scorpio in grado di assicurare una pace precaria fra i confini.
rodolfo::1742117
io metto sul piatto delle cose non all'altezza anche
Sì, io sono rimasto deluso dal momento in cui entrano nel benedetto tunnel fino al face-off nell'appartamento della Blunt.

Svegliatemi per l'apokatastasis

Bridge of Spies - Steven Spielberg (2015)
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rodolfo::1742065
L'ULTIMO LAVORO DI SPILLIMBERGO
Tecnicamente non si tratterebbe nemmeno di un thriller, perché manca una caratteristica essenziale del genere, ossia il villain.
Doppiaggio con il contagiri per tutta la prima metà, i veri intoppi arrivano quando la scena si sposta a Berlino.
Iniziano a venire introdotti personaggi solo in quanto strumentali alla trama (l'insulso studente di economia), e soprattutto si perde l'occasione di raccontare la realtà magmatica della città spartita fra varie fazioni contrapposte, rimanendo troppo attaccati al buon tom hanks - e sì che non mancavano precedenti celebri a cui ispirarsi.
Queste pecche, unite al finale notoriamente cheesy e melenso, impediscono al film di superare la stretta sufficienza.

Segue una considerazione a margine che non riguarda la rece in senso stretto. Ad un certo punto, l'avvocato, nel corso dell'udienza di fronte alla corte d'appello, avverte i giudici che bisogna considerare la spia non come nemico, ma come criminale comune, cosicché a questa qualificazione dovrebbero conseguire benefici di trattamento.
La difesa di Tom Hanks avrebbe l'effetto di far regredire l'imputato da spia, e quindi justus hostis*, allo stato di combattente illegale, di delinquente internazionale, di terrorista.


* all'epoca delle vicende erano già in vigore le quattro Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949, che estendevano notevolmente il novero dei soggetti destinatari delle prerogative riconosciute ai combattenti regolari di uno stato sovrano. Il concetto di justus hostis, di natura etico-morale, prescinde comunque da inquadramenti giuridici.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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gonzokampf::1742273
Queste pecche, unite al finale notoriamente cheesy e melenso, impediscono al film di superare la stretta sufficienza.
come ho già avuto modo di dire sono disposto a condonare giudizi più severi. ho, per abitudine e disposizione, cosiderato prevalenti altri elementi di insieme che ho trovato gradevoli.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
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a me è piaciuto, pur non potendomi esimere dal sottolineare 2 difetti:

1) troppo lungo. Ad un primo terzo assolutamente godibile seguono dei momenti di stanca che allungano inutilmente la minestra. Si potevano tagliare tranquillamente 20 minuti e renderlo invero più godibile.
2) gli americani sono didascalici in maniera terrificante. vedasi la doppia scena dei ragazzi che saltano le recinzioni, prima a Berlino e poi in America, oppure anche quella della vecchia sul treno, prima arcigna e poi sorridente. Porcodio, ho capito chi sono i buoni e chi sono i cattivi, non hai bisogno di rispiegarmelo ogni 4 scene!
3)
4) profit!

An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)

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