user :: [1] avdjas

gentilissimo,
è una perplessità, la sua, ben lecita. come inattaccabile è quasi sempre il principio della corrispondenza tra spirito e apparenza: da un comunista oggi ci si aspetterebbe il velo di barba vezzoso & zozzoso, la postura incerta, il fantasmino bianco, il derma che impadellato tosto sfrigolerebbe, la strillata facile, l'ipersocializzazione, la pubblicazione per mondadori. risiede tuttavia in quell'oggi la soluzione di questo rebus augias: lei, o meglio noi, siamo stati corrotti dalla vulgata contemporanea che ogni comunista tende a incasellare in un triste tropico di dress codes e schemi comportamentali, agglomerante sia i cachemirini e le sguaiatezze timbriche di un bertinotto, sia le magliette ballonzolanti e la pronunzia blesa di un zizeco. peccherò senz'altro di superbia, ma io sento di appartenere a una generazione di uomini di sinistra riconoscibili prima di tutto dall'armonia tra pensiero e contegno: a un'apparenza contegnosa e sobria che è sommamente conseguenza di una ferrea disciplina del pensiero. pensi a uno zhou enlai più che ad un fidel castro, ad un herbert marcuse più che a un toni negri, pensi ai panni e al portamento di gazprom, trifolant, mastronardi, togliatti, rignano, saettaffiori nell'ormai più che trentenne pellicola IL BALCONE (se non vado errando) di ettore scola.

grazie e cordiali saluti,
Corrado
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