recensioni :: The Wolf of Wall Street, M. Scorsese

[Lord H.::post]si vedono un sacco di donne nude e ci sono le scene buffe coi nani e i tizi strafatti
Per la prima ora, è un costosto cinepanettone, con tanto di cagnetti che si inseriscono in incontri copulatori.
Quella è anche la parte migliore del film, dopodichè si disvela la banalità senza scampo della parabola del protagonista.
In definitiva un film superficiale ed inutile, di una lunghezza inusitata che sommerge anche quei due o tre spunti interessanti, tipo la condizione del protagonista, prigioniero del mito della ricchezza, il dualismo con il poliziotto o la riflessione sul fatto che Jordan Belfort possa costituire un vero e proprio modello per le masse.
Fa incazzare la scelta di mantenersi sempre estenuantemente sopra le righe (cfr. i personaggi che guardano in macchina, l'auto che cambia colore secondo i ricordi del protagonista) e una delle sceneggiature più interlocutorie e petulanti a memoria d'uomo.
Anche le scene interessanti sono tutte, ma tutte, già viste, ad esempio in Catch me if you can come in Paura e delirio a Las Vegas.
Una precisazione: il film non parla di Wall Street, se non all'inizio, ma riguarda una banda di oustiders (ci sono i completi più brutti del mondo) che si muovono nel mondo delle penny stocks.

Rimanendo sul tema della versione twisted del sogno americano Pain & Gain di Michael Bay, anch'esso una specie di commedia tratta da una storia vera, è superiore per svariati ordini di grandezza.

Svegliatemi per l'apokatastasis


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