media recensioni :: I film (di astronavi) del 2014

La lista dei film che potrete vedere da quest'anno in poi
sarà probabilmente un altro bell'anno demmerda, visto che ai primi posti per popolarità su imdb figurano: transformer, il pianeta delle scimmie, spider man, x men, i guardiani della galassia, dragon trainer, godzilla, i mercenari, robocop, 300, hercules, capitan america, frankenstein, hunger games, i lego, vampire academy, need for speed, tartarughe ninja, scemo e più scemo, ma dio cane?

un po' di fiducia per: il gran budapest hotel, noè, figlio di dio, pompei

gli altri forse.



salutiamo lo scorso anno vecchio di cinema con:

The Butler (2013 ma uscito in italia nel 2014):
ho guardato questo filim perché mi piace:
- i maggiordomi
- robin williams
ho scoperto solo in seguito che:
- il maggiordomo è negro
- è un film di e per negri
- robin williams c'è pochissimo.
ho comunque apprezzato questo film, anzi potrei dire che è un bel film che ripercorre la storia dei diritti civili dei colorati in america attraverso la storia vera di un maggiordomo che dai campi di cotone arriva a fare il maggiordomo a vari presidenti con vari punti di vista sui negri. a fare da contrappunto al punto di vista c'è il figlio rivoluzionario, che uno potrebbe dire che originale trovata e invece è la storia vera.
me lo sono goduto anche perché alla lista delle cose che mi piacciono posso aggiungere tranquillamente i negri che hanno orgoglio e lottano e non si vestono da eminem. come quella setta ne la rivincita dei nerds.
poi non so, se le luci e le inquadrature erano tutte a posto.
dite amici ed entrate
Basta è ora di dire due paroline ai gestori di internet perché forse è meglio chiuderla



[krako::post]
Non potremmo stampare i nostri 3d preferiti e commentarli insieme in pizzeria?

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esatto, in un certo senso. e non è il caso dei nostri, letteralmente.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

A Most Violent Year, Miller 2014 [action] [crime] [drama]
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un film ben fatto e che in definitiva consiglio, sebbene non riesca a strapparmi più di una sufficienza. è un film secondo me rimasto vittima del suo concept, concretizzatosi con alti e bassi. prima le cattive notizie: è troppo lento per la storia che racconta, anch'essa non delle più elaborate. la semplicità a volte paga ma deve essere controbilanciata da interpretazioni all'altezza, da intensità o dal valore simbolico della vicenda. tre cose che il regista ha cercato di portare a casa riuscendovi solo in parte. anche il filtro vintage 1980 che è stato applicato con troppa generosità sull'intiera pellicola alla fine non è d'aiuto. le buone notizie: oscar isaac è veramente bravo (decisamente il più bravo) e riesce a dare spessore e credibilità ad un protagonista che sulla carta incuriosirebbe molto meno. un po' meno brava la chastain, forse non favorita da un ruolo un po' schizofrenico: ci si aspetta il peggio da un momento all'altro e invece boh. tutti gli altri personaggi sono interpretati in maniera dignitosa ma un po' stereotipata. ci sono comunque scene molto buone che non cito perché spoilererei.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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Qcq
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)

LOST RIVER (2014) Ryan Gosling
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se non mi inganno non è stata ancora commentata qui l'opera prima di gosling, qui in veste di autore, sceneggiatore e regista. il film desta curiosità a partire dal packaging. musica e lettering introducono all'opera in modo accattivante. si ha la netta sensazione che gosling si sia preparato parecchio prima di buttarsi in una iniziativa registica ad alto rischio di sputtanamento e lo sforzo in effetti paga, fino ad un certo punto. l'ambientazione è distopica e ricorda in qualche modo gilliam, senza però alcun cenno a fantascienza o simili. fotografia e luoghi sono interessanti, così come sarebbe anche lodevole il tentativo di inserire attori non professionisti di tanto in tanto. evitando una sinossi vera e propria, mi limito a dire che la storia, pur evocativa, è troppo povera e non all'altezza delle premesse. anche le sfumature psicomagiche sono informate da un simbolismo troppo ingenuo e manicheo. il palese minimalismo stilistico non giustifica questa mancanza, cosicché il film perde forza mano a mano che l'azione si fa più chiara. anche la musica non sarebbe male, se non venisse utilizzata in modo un po' scontato e se non ricordasse troppo da vicino le sonorità di drive (viene il tragico dubbio che gosling abbia voluto rievocare di sfuggita l'opera che lo ha portato alla ribalta). queste circostanze ne fanno un'opera immatura, che non guadagna la sufficienza (voto 5).
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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preciso che per motivi personali ho apprezzato parecchio un paio di metafore a partire dallo stesso "lost river" ma ho il buon gusto di non farmi influenzare da questi dettagli quando redigo una recensione.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

Son of a Gun, Avery 2014
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http://www.imdb.com/title/tt2452200/

mai visto fino ad oggi. a buon intenditor poche parole: un film che non fa cagare. l'opera miscela bene volti noti (ewan mcgregorio) - di cui svela qualche espressione inedita - e volti nuovi (thwaites) o quasi (la vikander). un'altra qualità del film è che riesce nel tentativo di narrare quella che considero una quasi-favola, con personaggi più o meno vicini ai loro stereotipi (specie nel genere crime) ricontestualizzandola in un'ambientazione di tipo realistico, con un grado decente di sospensione dell'incredulità. in definitiva il film è ben recitato e diretto. la narrazione è equilibrata: riesce a contenere ben due episodi e un epilogo senza rinunciare a una caratterizzazione dei personaggi che si sviluppa per cumulazione. ottima la vikander in un ruolo chiave ma secondario, finalmente non in versione brava ragazza. alcune svolte sono ingenue in sostanza, ma ben implementate senza troppi flashback e altri vizi che nell'ultimo decennio hanno rotto il cazzo. nulla comunque si rivela perfettamente prevedibile e il film ci risparmia una bottom line moralistica che nella prima parte pare incombere. non un film spesso, ma divertente. si merita un sei abbondante.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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rodolfo::1757459

http://www.imdb.com/title/tt2452200/



mai visto fino ad oggi. a buon intenditor poche parole: un film che fa cagare. l'opera miscela bene culi noti - di cui svela qualche espressione inedita - e culi nuovi o quasi. un'altra qualità del film è che riesce nel tentativo di inculare quella che considero una quasi-favola, con personaggi più o meno frocini ai loro stereotipi (specie nel genere crime) inchiappettandola in un'ambientazione di tipo realistico, con un grado decente di sospensorio della frocità. in definitiva il cazzo è ben duro e retto. la inculazione è equilibrata: riesce a contenere ben due cazzi e un epilogo senza rinunciare a una caratterizzazione dei personaggi che si sviluppa per sborrazione. ottima la vikander in un ruolo chiavato ma secondario, finalmente non in versione brava ragazza. alcune sveltine sono ingenue in sostanza, ma ben inclulate senza troppi flashback e altri vizi che nell'ultimo decennio hanno rotto il culo. nulla comunque si rivela perfettamente prevedibile e il film ci risparmia un bocchino moralistico che nella prima parte pare inculare. non un cazzo spesso, ma divertente. si merita un sesta abbondante.

“Ma non è meglio se pensi solo alla fica, ritardato di merda?”
(Il tubone)

It follows, Mitchell 2014
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un altro film inaspettato. la mia lieve (ma non categorica) refrattarietà all'horror, che purtroppo per vizi storici è un genere tempestato di cacarella, mi ha tenuto lontano per un po' da questo lavoro che risulta invece ben concepito, ben girato, con una certa personalità che lo tiene in piedi incredibilmente dall'inizio alla fine. è evidente l'ispirazione - se non, in qualche dettaglio, il tributo - ai grandi cult americani del genere (a cavallo tra 70/80). il nucleo della storia è il topos immortale del conflitto tra sessualità e senso di colpa, tra adolescenza e mondo adulto, qui però declinato in maniera molto più espressiva grazie a punte di iperrealismo (che di sfuggita ricordano van sant) al servizio di un'opera che nel complesso è simbolistica. ottima, o quantomeno ben diretta, l'interpretazione di maika monroe che evidentemente prima di indipendece day aveva fatto anche qualcosa di buono. la musica e la fotografia sono di qualità e incorniciano un film assolutamente contemporaneo, anche nella sua apparente incollocabilità temporale (abilmente costruita: non si capisce mai del tutto se si svolge ieri o nel 1989). film pienamente sufficiente, bella scoperta.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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no per nulla e le contestazioni, specie se argomentate da mongoli, mi areano il perineo dandomi fresco e diffuso piacere
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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quanto sono mongolo da uno a dieci?

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come ogodei
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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rodolfo::1763914
il nucleo della storia è il topos immortale del conflitto tra sessualità e senso di colpa, tra adolescenza e mondo adulto, qui però declinato in maniera molto più espressiva grazie a punte di iperrealismo (che di sfuggita ricordano van sant) al servizio di un'opera che nel complesso è simbolistica.
It Follows si fonda concettualmente una metafora, ma evita la trappola di un meccanicismo riduzionista proprio in virtù della narrazione di cui hai ben colto l'iperrealismo.
rodolfo::1763914
è evidente l'ispirazione - se non, in qualche dettaglio, il tributo - ai grandi cult americani del genere (a cavallo tra 70/80).
È un esempio di derivativo soddisfacente, in grado di arricchire l'opera anziché banalizzarla in una semplice rimasticazione.
rodolfo::1763914
anche nella sua apparente incollocabilità temporale (abilmente costruita: non si capisce mai del tutto se si svolge ieri o nel 1989)
Sembrerebbe un'ucronia, dove non esiste internet ma la gente usa degli e-reader a forma di cozza.
rodolfo::1763914
film pienamente sufficiente, bella scoperta.
Osta ad una valutazione più generosa la costruzione di alcune sequenze (prima tra tutte il rendez-vous in piscina) che sembrano organizzate per raggiungere l'effettone scenico in maniera volutamente artificiosa.

Svegliatemi per l'apokatastasis

Sulle orme di Rodolfo - 2014 edition
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rodolfo::1747359The Homesman, Tommy Lee Jones (2014)
per quanto tommy lee sia ben inserito in un circolo virtuoso le sue carenze da regista secondo me si fanno notare, non favorite da un cast disomogeneo formato da pesci grossi (bravi) e comprimari non tanto all'altezza. mi ha fatto piacere rivedere la swank in una parte che che le rende giustizia, anche se recitata un po' scolasticamente.
I problemi di the homesman sono nella scrittura più che nella recitazione o nella regia: il cast è ricchissimo anche nelle parti minori, e la mano di TLJones risulta sicura e solida, calcolando anche che l'uomo dirige ormai da più di dieci anni e ha rimesso in piedi il genere neo-western.
Malgrado, o in ragione dell'origine letteraria, la narrazione soffre infatti di incertezze, come le tre mattacchione (fra le quali vince facile Miranda Otto) all'inizio approfondite, successivamente trattate come una sorta di macguffin umano. La parabola del rinnegato, pur di per sé non banale, diventa a circa metà film abbastanza prevedibile. A margine mi ha fatto storcere il naso come l'episodio dell'albergo rimanga sostanzialmente privo di conseguenze, mentre invece la vendetta degli scagnozzi ben avrebbe potuto funzionare come motivo per il precipitoso ritorno del protagonista a casa, senza bisogno di doversi inventare il fallimento della banca rurale.
The homesman guadagna comunque un'ampia sufficienza, nella sua fondamentale onestà di voler raccontare la durezza della vita di frontiera,
tanto che la discesa della follia delle tre donne ci sembra quasi una scelta razionale. La solitudine e la desertificazione morale non vengono superate neppure dal sense of wonder del viaggio, come ad esempio avveniva in The Searchers.
rodolfo::1756504LOST RIVER (2014) Ryan Gosling
evitando una sinossi vera e propria, mi limito a dire che la storia, pur evocativa, è troppo povera e non all'altezza delle premesse. anche le sfumature psicomagiche sono informate da un simbolismo troppo ingenuo e manicheo. il palese minimalismo stilistico non giustifica questa mancanza, cosicché il film perde forza mano a mano che l'azione si fa più chiara.
Concordo. Gosling si balocca con stilemi che spaziano dall'iperrealismo ai neon con le luci colorate, senza tuttavia trovare una propria lingua. Oltre ad essere di per sé abbastanza esile, la narrazione manca di approfondire personaggi secondari, come christina hendricks, il direttore di banca, Eva Mendes, che invece sarebbero stati interessanti nella loro ambiguità. A ciò aggiungasi una scrittura che vorrebbe essere allusiva e risulta invece didascalica.
Per me è un 4 secco.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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gonzokampf::1764498
successivamente trattate come una sorta di macguffin umano
vero
gonzokampf::1764498
La solitudine e la desertificazione morale non vengono superate neppure dal sense of wonder del viaggio
e ciò è abbastanza coraggioso
gonzokampf::1764498
che invece sarebbero stati interessanti nella loro ambiguità.
si. tra l'altro abbiamo qui il già citato ben mendelsohn, secondo me un attore in realtà valido che però anche qui poteva essere esplorato meglio (e invece continua ad essere strumentalizzato per il suo talento da villain, che però non esaurisce le sue capacità).
gonzokampf::1764498
Per me è un 4 secco.
lo capisco. un voto basso del genere mi ha tentato soprattutto alla luce delle non poche pretese del film. ho condonato però altri sforzi, non davvero coraggiosi ma quantomeno funzionali a questa piccola parabola (perché non è nulla di più).
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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gonzokampf::1764498

rodolfo::1747359The Homesman, Tommy Lee Jones (2014)

per quanto tommy lee sia ben inserito in un circolo virtuoso le sue carenze da regista secondo me si fanno notare, non favorite da un cast disomogeneo formato da pesci grossi (bravi) e comprimari non tanto all'altezza. mi ha fatto piacere rivedere la swank in una parte che che le rende giustizia, anche se recitata un po' scolasticamente.

I problemi di the homesman sono nella scrittura più che nella recitazione o nella regia: il cast è ricchissimo anche nelle parti minori, e la mano di TLJones risulta sicura e solida, calcolando anche che l'uomo dirige ormai da più di dieci anni e ha rimesso in piedi il genere neo-western.

Malgrado, o in ragione dell'origine letteraria, la narrazione soffre infatti di incertezze, come le tre mattacchione (fra le quali vince facile Miranda Otto) all'inizio approfondite, successivamente trattate come una sorta di macguffin umano. La parabola del rinnegato, pur di per sé non banale, diventa a circa metà film abbastanza prevedibile. A margine mi ha fatto storcere il naso come l'episodio dell'albergo rimanga sostanzialmente privo di conseguenze, mentre invece la vendetta degli scagnozzi ben avrebbe potuto funzionare come motivo per il precipitoso ritorno del protagonista a casa, senza bisogno di doversi inventare il fallimento della banca rurale.

The homesman guadagna comunque un'ampia sufficienza, nella sua fondamentale onestà di voler raccontare la durezza della vita di frontiera,

tanto che la discesa della follia delle tre donne ci sembra quasi una scelta razionale. La solitudine e la desertificazione morale non vengono superate neppure dal sense of wonder del viaggio, come ad esempio avveniva in The Searchers

Filmone in cui non trovo le debolezze che descrivete. Le caratterizzazioni sono brillanti, mai didascaliche e la scelta di staccarsi dai collaudati schemi delle narrazioni cinematografiche viene portata avanti con successo grazie a una brillante scrittura delle singole scene: immaginifiche, essenziali e taglienti. (In opere di questo tipo qualsiasi commento rischia di diventare uno spoiler.) Su giudizio oggettivo merita un settemmezzo, ma il mio voto è più alto perchè ho un debole per l'estetica western e per le storie che si diradano fino a scomparire -- le uniche che possono veramente catturare la partecipazione dello spettatore e lasciare una traccia, non avendo l'arroganza di prendere il pulpito per raccontare un gran pippone. A latere, impressiona che T.L.J., quest'anno ne fa 71, ancora abbia voglia di saltellare qua e là davanti alla cinepresa.

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glugluglu::1764766
non trovo le debolezze che descrivete
glugluglu::1764766
ma il mio voto è più alto perchè ho un debole per l'estetica western
ok.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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glugluglu::1764766
ma il mio voto è più alto perchè ho un debole per l'estetica western


Svegliatemi per l'apokatastasis

scotto
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volevo andare a vedere valerian e la città di stocazzo perché la ragazzetta mi fa indurire malamente ma ormai da vent'anni i film di besson fanno cagare e ho anche letto delle recensioni feroci. in particolare gli americani sembrano deliziati dall'idea che il film sia una merda e faccia floppone.

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