blog bla-bla :: le gioie dell'acquisto nei vecchi negozi gestiti da anziani malati anche mentalmente

sono andato al negozio di libri usati e invece del solito ragazzotto abulico c'era un vecchio con la faccia da batrace che si strofinava un libro sul muso. ho poi capito che lo faceva perchè ci vede solo da vicinissimo: un libraio cieco non è cosa di tutti i giorni ed è stato quindi con grande speranza che gli ho citato un paio di titoli, immaginando che sapesse il catalogo a memoria e che li avrebbe pescati con mano sicura. invece il vecchio di merda ha detto che gli pareva di averli sentiti e che forse erano da qualche parte, ma non sapeva dove, e che non sapeva usare il computer per controllare.

il suo tentativo di nascondere la palese ipovedenza mi ha un po' rabbonito e mi sono messo a cercare io, col vecchio che mi veniva dietro e si profondeva in scuse untuose. deve aver capito che sono uomo di cultura perchè a un tratto mi fa strane domande sul significato di certi nomi e certe parole, e siccome naturalmente io ne sapevo più di lui, perchè di stronzate ne so a mucchi, è stato così felice che ha deciso di regalarmi dei libri.

presentivo il seguito e infatti ha preso due libretti da uno scatolone pieno e mi ha mollato le sue opere, le più recenti, ha sottolineato, forse pensando che gli avrei chiesto delle antiche. ha anche tenuto a precisare che è in trattative con non so quale grande editore, nonostante i libretti fossero chiaramente stampati in casa e recassero il suo nome sia come autore che come editore. poi ha recitato degli strani versi in dialetto, nemmeno brutti a dire la verità, sostenendo di aver trovato dei vangeli apocrifi che il mondo deve conoscere.

a questo punto era chiaro trattarsi di un pazzo, sebbene inoffensivo, e infatti il seguito della discussione è stato ancora più strambo, con me che cercavo una scusa per andarmene e lui che mi bloccava la strada spiegandomi il significato ebraico di parole che ebraiche non sono. improvvisamente si è incazzato! ha cominciato a sbraitare che la gente non sa più parlare e che tutto sta andando a ramengo perchè non si frequentano più i bar e non ci si accapiglia per la strada. a suo parere l'oralità è l'unica cosa importante e i libri bisognerebbe bruciarli, tranne quelli che raccolgono la memoria dei vecchi, come i suoi.

allora io non so per quale motivo gli ho raccontato una specie di storiella che mi raccontò mio nonno, una delle tante versioni della caccia al tesoro con un curioso miscuglio di elementi fantastici e prosaici, e il tipo mi ha interrotto varie volte gridando "ah si si, lo so, lo so!", aggiungendo particolari che non ricordavo (e che probabilmente non mi sono mai stati raccontati). eppure c'era qualcosa di strano perchè le sue baggianate coincidevano in parte con quelle del nonno.

ora, è chiaro che certe storie si somigliano tutte e che derivano da un numero abbastanza limitato di modelli, quindi non è poi strano che il matto potesse immaginare lo sviluppo della favola, e però la cosa mi ha ugualmente colpito perchè io di queste cose ho un ricordo così vago che spesso dubito di averle sentite davvero e trovare una persona che sa qualcosa di simile lo rende irrazionalmente più reale.

ho cercato di spiegargli questa cosa ma il tipo non aveva interesse per i ragionamenti astratti: convintosi che fossi matto come lui, mi ha esposto una specie di sua visione, o delirio, dove lui stesso affrontava un viaggio tra dantesco e brancaleonino, pieno di serpenti e di ricotte.

e in tutto ciò io, pur avvertendo l'impossibilità di una reale comunicazione con quel tipo, ho pensato che era la persona meno squallida incontrata negli ultimi 5 o 6 anni. la sua mentecattaggine lo poneva al riparo dai ragionamenti di soldi, di pucchiacche, di xfacti, di ifoni.

perciò alla fine ho comprato alcuni libri vecchi a casaccio, giusto per comprare qualcosa, e me ne sono andato. mi ha seguito ancora per qualche metro fuori dal negozio, corpulento e rospesco, mezzo cecato, confusionario e bugiardo. ho pensato che terribile seccatore e quante possibilità ho di fare la stessa fine.


p.s. forse è superfluo aggiungere che i due libretti somigliano al tizio: non si riesce a leggerli e tuttavia dentro c'è qualcosa di patetico e di non del tutto spregevole.
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disputer˛ sulle vostre tombe
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[scotto::post] eppure c'era qualcosa di strano perchè le sue baggianate coincidevano in parte con quelle del nonno.


il motivo mi pare ovvio: era tuo nonno
FRA, MA VATTENE AFFANCULO TU E IL TUO VOTO DI PROTESTA

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Scansionaci qualcosa dalle opere di codesto spirito mercuriale.

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[scotto::post]una delle tante versioni della caccia al tesoro con un curioso miscuglio di elementi fantastici e prosaici
tre compari, il tesoro sta dentro una fessura segreta del monte, si ammazzano tra di loro e l'ultimo lo prende il diavolo?
asphtimer

SOLO IN MERIDIONE (Torino incluso)
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E sia HOME!
Ehi!
John McAfee un uomo del fare. Per votarlo potrei iscrivermi al Pd. Steve Jobs? Uno sfigato.

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no, la storia del nonno riguardava proprio lui. diceva che lui e suo nonno erano andati sulla montagna a cercare il TRESORO e li guidava il tavolino del nonno (del nonno). nella storia era coinvolta una vipera con tre corna che si chiama PASCALE e anche una tromba d'aria.
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Ma la vipera Pascale non era un personaggio dell'indimenticato capolavore dell'animazione pàtria Totò Sapore e la magica storia della pizza?

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boh, non l'ho mai visto
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Ma il senso di questa storia del tESRoro qual era?

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[scotto::post] pieno di serpenti e di ricotte.
ma perché le ricotte, perché!?
[dulcamara::post]Se a pronunciare la parola “energia” non è un fisico o il capitano Kirk, hai davanti un coglione.

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Scotto non sottovalutare: vecchio, cieco, racconti orali = Omero.
Ciao
"Ma sfuggire realmente a Hegel presuppone che si valuti esattamente quanto costi staccarsi da lui; presuppone che si sappia sino a dove Hegel, insidiosamente forse, si sia accostato a noi; pressuppone che si sappia, in ciò che ci permette di pensare contro Hegel, quel che è ancora hegeliano; e di misurare in cosa il nostro ricorso contro di lui sia ancora, forse, un'astuzia ch'egli ci oppone e al termine della quale ci attende, immobile e altrove."

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le storielle che il tizio sostiene di ricavare dalla voce dei vecchi antichi sono però abbastanza insensate. ce n'è una dove un tipo è così tirchio che non compra il sapone per lavare lo specchio, che diventa opaco e allora lui non riesce più a vedersi e chiede al diavolo cos'è successo. il diavolo gli dice di andare a cercare in una caverna dove c'è un cinghiale, il tipo chiede al cinghiale e quello gli dice che la sua immagine se l'è mangiata. al che il tipo si butta da un burrone perchè non aveva più nessuno con cui parlare.

in un'altra c'è una strana figura della morte. che è una canna con sopra una veste nera. c'è una tizia che è malata e un usuraio va a pretendere i suoi soldi e si porta dietro la morte/canna, la donna non ha soldi e allora lui pretende che le dia la nenia che canta alla figlia, però a un tratto viene il vento e la canna gira e lo tocca e lui muore.

ce n'è un'altra dove una volpe e un lupo vanno a rubare l'onnipresente ricotta da un contadino. il lupo si ingozza e non riesce più a uscire dal buco, allora la volpe lo ricatta dicendo che andrà a chiamare il contadino se non si fa cavalcare. il lupo la prende a cavalcioni e mentre la volpe lo sfotte lui se la mangia.
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L'ultima è una favola camorrista.

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in un'altra storia ancora più insensata ci sono dei pesci che guardano passare GIESUCRISTO e siccome tutti urlano "a morte il re dei giudei" lo urlano anche loro. dopo un po' passa un vecchio e chiede ai pesci se quello era il loro re e loro dicono di no. allora perchè urlavate? dice il vecchio. e i pesci dicono che un re vale l'altro e che se c'è una provvidenza non si è mai accorta di loro. allora il vecchio si rivela per IDDIO e fa venire un uccello che si proclama re e si mangia i pesci. allora i pesci si lamentano e dio dice va bene, vi salvo ma da oggi in poi dovete stare muti.
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le storielle che il tizio sostiene di ricavare dalla voce dei vecchi antichi sono però abbastanza insensate. ce n'è una dove un tipo è così tirchio che non compra il sapone per lavare lo specchio, che diventa opaco e allora lui non riesce più a vedersi e chiede al diavolo cos'è successo. il diavolo gli dice di andare a cercare in una caverna dove c'è un cinghiale, il tipo chiede al cinghiale e quello gli dice che la sua immagine se l'è mangiata. al che il tipo si butta da un burrone perchè non aveva più nessuno con cui parlare.



in un'altra c'è una strana figura della morte. che è una canna con sopra una veste nera. c'è una tizia che è malata e un usuraio va a pretendere i suoi soldi e si porta dietro la morte/canna, la donna non ha soldi e allora lui pretende che le dia la nenia che canta alla figlia, però a un tratto viene il vento e la canna gira e lo tocca e lui muore.



ce n'è un'altra dove una volpe e un lupo vanno a rubare l'onnipresente ricotta da un contadino. il lupo si ingozza e non riesce più a uscire dal buco, allora la volpe lo ricatta dicendo che andrà a chiamare il contadino se non si fa cavalcare. il lupo la prende a cavalcioni e mentre la volpe lo sfotte lui se la mangia.
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in un'altra storia ancora più insensata ci sono dei pesci che guardano passare GIESUCRISTO e siccome tutti urlano "a morte il re dei giudei" lo urlano anche loro. dopo un po' passa un vecchio e chiede ai pesci se quello era il loro re e loro dicono di no. allora perchè urlavate? dice il vecchio. e i pesci dicono che un re vale l'altro e che se c'è una provvidenza non si è mai accorta di loro. allora il vecchio si rivela per IDDIO e fa venire un uccello che si proclama re e si mangia i pesci. allora i pesci si lamentano e dio dice va bene, vi salvo ma da oggi in poi dovete stare muti.

ma che bello, perché non le ricopi?

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altre caratteristiche dello stile del tipo, su cui mi diffondo solo perchè costituiscono quasi un catalogo degli errori che si fanno scrivendo, sono:

- da pari importanza a tutto. trova così bello e importante ciò che scrive da soffermarsi lo stesso tempo e con la stessa enfasi sia sul nocciolo della faccenda che su particolari secondari e insignificanti.

- non ha il minimo orecchio per la lingua. i personaggi dei racconti, pur essendo dei vecchi contadini di un paesucolo della lucania, parlano un italiano moderno o un dialetto incomprensibile. tra le due forme non c'è nessuna fusione.

- come tutte le persone profondamente ignoranti, non è in grado di sistemare le sue cognizioni. è chiaro che il tipo ha letto dei libri, ha un vocabolario piuttosto ampio ma fa un mischione di tutto quello che ha frainteso. le sue storie uniscono come niente fosse la filastrocca del nonno e la storia di natale di dickens. lui non si accorge che i vari miti appartengono a diverse epoche e culture, non distingue e non gli suona assurda una citazione del faust in bocca un vecchio pecoraio. la sua confusione è tale che spesso mette una nota per spiegare una parola comune mentre lascia privi di spiegazione i termini di un dialetto oscuro, oppure dei riferimenti a episodi che sa solo lui.

in realtà viene da chiedersi come abbia fatto questo tipo a rileggersi. io per dire trovo faticoso leggere quello che scrivo, benchè sia in genere molto chiaro.
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presentivo il seguito e infatti ha preso due libretti da uno scatolone pieno e mi ha mollato le sue opere, le più recenti, ha sottolineato, forse pensando che gli avrei chiesto delle antiche. ha anche tenuto a precisare che è in trattative con non so quale grande editore, nonostante i libretti fossero chiaramente stampati in casa e recassero il suo nome sia come autore che come editore.

a me e' capitato con questa persona (ben nota ai tempi eroici di usenet, come scopersi poi):

http://www.ricostruire.it

in altre news: ma questa qui e' un fake? (mi ci sono imbattuto cercando di ricordare il nome del tizio sopra.)

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petra bel figotto
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faccia di petra



quando il saggio indica la luna lo stolto si infila delle scolopendre nel cazzo
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