deliri :: parte 2 Della mia vicenda (ancora lungi dal concludersi) con la p1t1r14s1 rosea di G1b3rt, i medici, gli esami, la giurisprudenza e la T.G.D.

riprende da qui
Oggi è mercoledì e gli esami non sono andati poi così male. Il cambio di testo da questo a questo ha facilitato di molto le cose per i non frequentanti. Inoltre aver imposto alcune propedeuticità rende gli studenti più motivati e consci del tipo di corso. Nonostante ciò, e nonostante si tratti di studenti prossimi alla laurea, molti faticano a distinguere concettualmente l’analogia dall’interpretazione estensiva, non cogliendone le differenze, la sottigliezza (per modo di dire) nel diritto penale. Quando gli chiedi da che testo partire scelgono tutti il libro del Norbertone nazionale perché dicono di averlo capito meglio ma in realtà non hanno capito nulla.
Comunque, sono passato in farmacia, ho preso il talco (e mi sento come paolo conte) veneto che effettivamente è adatto ad un miliardario e forse costa meno della coca; in effetti a farmacista mi dice di non inalarlo. Peccato. Domattina sempre in farmacia devo ritirare un olio detergente che costa il doppio del motul supersintetico che usavo sugli scooter.
Eravamo rimasti alla mamma (che non sento da quella telefonata di domenica).
La mamma, ovviamente, non dice niente. Solo il giorno seguente, in mattinata, mi arriva una telefonata dalla cugina caposala del reparto malattie infettive del nuovo grande ospedale universitario cittadino. Mi ha detto mamma, così e cosà, varicella, pitiriasi... infine, il grande argomento logico: sentire due campane è sempre meglio di ascoltarne una sola, no? Io reagisco abbastanza bene: ma allora perché non tre, quattro, cinque e così all’infinito? Risposta: cosa c’entra? Io ti faccio visitare dal Prof. Ferranzoletti della malattie infettive, mica dal medico di famiglia (io e mia cugina, tra l’altro, abbiamo lo stesso medico di famiglia).
Ecco che non si tratta più di un argomento quantitativo, ma qualitativo; non posso mettere in discussione l’autorevolezza del Ferranzoletti né posso non tener di conto di quanto impegno emotivo abbia messo mia cugina nel contattare il Prof. (in realtà pochissimo visto che lavorano assieme). Accetto, dove quando? Ok vieni stasera che sono di notte e c’è il Prof. di guardia in reparto (i Prof. fanno i medici di guardia, mi fa piacere) e ti visita con calma tanto non c’è nessuno; vieni verso le 10 di sera, entri dal pronto soccorso, giri a… segue descrizione di un tracciato che non memorizzo se non “edificio 13 piano 2”.
Con molto anticipo, parcheggio.
Il nuovo ospedale è un recente ed imponente ampliamento dell’ospedale periferico e in breve tempo ingloberà anche quello cittadino più vecchio. Una volta, cercando il reparto di mio nonno (leggi se vuoi) l’ho percorso per tutta la sua lunghezza massima (anzi in seguito è stato ancora notevolmente ampliato con il nuovo pronto soccorso e molto altro) in 30 minuti abbondanti a passo veloce.
A me piace quell’ospedale la notte. Un po’ come gli aeroporti internazionali dove niente si ferma mai. Ci sono sempre persone in giro, persone che fumano davanti agli ingressi, persone alla macchinetta del caffè, persone che si fanno i cazzi propri, persone che aspettano persone che sono già morte, oppure si sono salvate; dì e notte, la nostra più basilare scansione temporale, in questo luogo non conta: come la cartiera che vedevo in lontananza dalla finestra di camera, sempre con le luci accese.
Ora, questa sera che leggete, dalla finestra della camera vedo l’interno del cortile del reparto malattie infettive.
"Ma sfuggire realmente a Hegel presuppone che si valuti esattamente quanto costi staccarsi da lui; presuppone che si sappia sino a dove Hegel, insidiosamente forse, si sia accostato a noi; pressuppone che si sappia, in ci che ci permette di pensare contro Hegel, quel che ancora hegeliano; e di misurare in cosa il nostro ricorso contro di lui sia ancora, forse, un'astuzia ch'egli ci oppone e al termine della quale ci attende, immobile e altrove."

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[GWFH::post]io e mia cugina, tra l’altro
dimmi solo una cosa, c'è dell'incensto nel prosequio del racconto?
[dulcamara::post]Se a pronunciare la parola “energia” non è un fisico o il capitano Kirk, hai davanti un coglione.

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Mi piacerebbe fare capitoli-puntate. Potrei aggiornare sempre lo stesso capo 3d aggiungendo la nuova puntata, ma non risalta. Aggiungere come commento no.
Ciao.
(Oggi potrei aver conosciuto Mestizio)
"Ma sfuggire realmente a Hegel presuppone che si valuti esattamente quanto costi staccarsi da lui; presuppone che si sappia sino a dove Hegel, insidiosamente forse, si sia accostato a noi; pressuppone che si sappia, in ci che ci permette di pensare contro Hegel, quel che ancora hegeliano; e di misurare in cosa il nostro ricorso contro di lui sia ancora, forse, un'astuzia ch'egli ci oppone e al termine della quale ci attende, immobile e altrove."

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l'ultimo che ha impostato un racconto così, lo riporto per amor di correttezza documentativa, è stato RCP, e guarda che finaccia che ha fatto.

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hahah ma poi invece mi sa che si sta prendendo una laurea sai
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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un altro cogliometra che va ad arrichire la prestigiosa tradizione del belpaese!

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[Elvis Ramone::post]
l'ultimo che ha impostato un racconto così, lo riporto per amor di correttezza documentativa, è stato RCP, e guarda che finaccia che ha fatto.
ahahah
supermaz è l'uomo giusto per qualsiasi persona che abbia dei gusti raffinati ed un cuore grande. (muffa)
una donna può campare ancora oggi facendo ciò che faceva la sua antenata del tremila avanti cristo, cioè la puttana o la sguattera o entrambe, mentre l'uomo purtroppo non può più vivere di guerra e di caccia, nè farsi giustizia con arco e frecce (scotto)
rebis è la ragazza della porta 80 accanto(}-{aiku)

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