bla-bla :: [1] il grande 3d del totoministro

[brullo nulla::post]hahahaha ma dai, non sto certo dicendo questo. non mi mettere sullo stesso piano di fra, ti prego
nono, rispondevo al tuo post ma non intendevo includerti nei "parecchi asphaltiti"
[brullo nulla::post]no, hai fatto un bel salto logico. io sto parlando (1)dell'utilizzo del termine, non del fare pseudo-ragionamenti da borghezio
in realtà il salto logico è meno forte di quanto sembra. siamo d'accordone sul fatto che il politicamente corretto fa mediamente cagare, ma è anche vero che in italia, a parte certi linguaggi paraburocratici e qualche gruppetto di bonghiste ecologiste, non ha mai preso piede. politici eminenti mietono successi esprimendosi in modi che sarebbero ritenuti un po' fortini a un raduno di nazisti dell'illinois, e non c'è autorevole editorialista che non si vanti civettuolamente di essere politicamente scorretto. a parte qualche caso di amore per il contraddittorio fine a se stesso o di posa pseudoanticonformista, quasi sempre le lamentazioni sull'oppressione (inesistente) del politicamente corretto che non ci permette di esprimerci liberamente partono dalla questione terminologica per arrivare a cose più sostanziali. il problema non è tanto che non si possono dire certe parole, ma che attraverso la censura sulle parole ci viene impedito di proclamare alcune grandi verità: che i messicani sono pigri, i romeni stuprano, i francesi si cagano addosso, i ghanesi falsificano opere d'arte. e il problema non è neanche che non si possano dire queste cose (di fatto c'è un sacco di gente che passa la vita a ripeterle), ma che quando le dici (a meno di non dirle in maniera straordinariamente spiritosa) rischi di trovare qualche interlocutore che ti giudica un coglione e ti tratta come tale. e questo temo sia un problema insormontabile che ha poco a che vedere con le censure del politicamente corretto.

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