bla-bla :: [1] il grande 3d del totoministro

il punto essenziale e' il dover avere a che fare con altri esseri umani, i quali non hanno accesso subitaneo al vostro vissuto e alle vostre intenzioni (non possono sapere che usate la parola "negro" con assoluta simpatia perche' da giovani eravate dei grandissimi fans dei Jackson Five e a quell'epoca la parola era ben vista; dato che il 99% delle volte la parola oggi e' usata per offendere intenzionalmente, sara' presa quindi, nel dubbio, come un'offesa), e quindi conflitti inutili possono crearsi per fraintendimento, e inoltre gli stessi conflitti si possono evitare molto facilmente con il semplicissimo accorgimento di evitare parole connotate in maniera negativa (per buone o cattive ragioni).
il politicamente corretto non e' altro che un modo per evitare rotture di coglioni, ne' piu' ne' meno. a voi probabilmente fa piacere avere rotture di coglioni perche' altrimenti vi annoiate, ma tante altre persone preferiscono evitare e questo e' del tutto lecito.

faccio un altro esempio classico di importanza del contesto:
Spike Lee puo' chiamare "nigger" un nigger e nessuno si offende, ma guai se lo fa un bianco. e' un esempio di ipocrisia? ho talmente poca stima della maggior parte dei voi che mi aspetto che infatti molti di voi lo considerino un esempio di ipocrisia. e invece e' semplicemente e banalmente la dimostrazione che la scelta delle parole non puo' prescindere dal contesto: e' implausibile che Spike Lee disprezzi i nigger, mentre non e' implausibile che li disprezzi un bianco, quindi il bianco che NON ha intenzione di essere offensivo, avendo a disposizione molti sinonimi, non deve fare altro che il piccolissimo sforzo di scegliere il sinonimo non connotato negativamente (in quel particolare momento storico).
se, in un contesto potenzialmente equivocabile, voi non fate nessunissimo sforzo per evitare l'equivoco, allora effettivamente state in qualche modo offendendo.

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