asphalto FAQ
bla-bla :: [1] [borghezio] Le grand complottòn trollique universel
il video è un pretesto. l'attacco era organizzato da tempo, per vendicare l'uccisione a giugno di Abu Yahia al Libi, uomo di al-Qaeda in libia. l'ambasciata è stata attaccata da uomini armati di lanciarazzi, che conoscevano l'ubicazione della casa sicura dell'ambasciatore. gli altri americani sono stati salvati dai miliziani libici.
tutti i discorsi sulla libertà d'espressione e palle varie sono ridicoli, è una manovra organizzata per spostare in campo islamista radicale le rivoluzione. nessuno in quelle folle ha visto il video, gli è stato raccontato.


[nightwatcher::post]
[Jared Diamond::post]ma con il senno di poi forse sarebbe stato opportuno non iniziare a bombardarli
condivido appieno. Oramai (purtroppo) la primavera araba ha aperto le porte a quell'estremismo che veniva bloccato (seppur con mano pesantissima) dai dittatori. Potrebbe succedere una cosa simile in Siria? (in Egitto oramai mi pare assodato che sia diventata uno stato "religioso" quasi estremista). Sta cosa mi sa che precluderà una bella guerrettà nel prossimo ventennio. Meno male che me ne starò in Uk.


no, no e NO porcatroia. ne parlavo giusto oggi con magdhi e brullo su facebook.

niente in questi mesi mi ha fatto cascare le braccia e facepalmare come i commenti sulla primavera araba.
la cosa incredibile è che sono trasversali dalla destra che fino a ieri sosteneva l'esportazione della democrazia alla sinistra che ci vede complotti occidental-petroliferi.
perfino fra i miei amici, l'opinione comune è sempre, "non sono pronti, non sono in grado, finirà male", e nessuno si rende conto del razzismo, della disumanizzazione impliciti in queste parole.
ma dico qualcuno ha mai questionato se l'europa dell'est fosse pronta per la democrazia quando è caduto il muro? di certo quei paesi nona avevano più tradizione democratica degli arabi.

c'è questa idea che sia tutto uguale, che stiano solo cambiando un dittatore con un altro.
NO.
io non vedo dittatori da nessuna parte (yemen a parte, dove si son dovuti accordare e la situazione è ancora in evoluzione), vedo parlamenti con maggioranze ((non assolute) dei fratelli musulmani.
fratelli musulmani che puntano sulla economia, che hanno come modello la turchia e si presentano come classe dirigente specializzata (Morsi in egitto ad esempio è un ingegnere laureato in america).
e nessuna parte si è ancora visto, né si vede arrivare, un equivalente del febbraio '48 cecoslovacco.
vogliono i fratelli musulmani? che provino i fratelli musulmani una buona volta.
che fra l'altro è un movimento complesso e stratificato, con contatti diretti con gli americani, e di certo non sono gli stessi dei tempi di sayyid qutb.
sia chiaro io li odio, e bisogna sempre tenere conto che per loro il progresso sta nel passato, nei tempi dei califfi rashidun, non nel futuro.
ma quando devi risolvere lo sciopero dei postini e non hai petrolio i sogni di califfati di passano in fretta.

c'è questa idea che dove si è arrivati alla guerra le due parti combattano siano uguali, combattano con uguale crudeltà.
NO.
in siria i ribelli non fanno massacri fra la popolazione civile, uccidono prigionieri, cosa ben diversa. e si è arrivati alla guerra dopo un anno di proteste represse nel sangue,e solo allora i soldati hanno inziato a disertare e a combattere.

c'è l'idea che solo una dittatura possa garantire della laicità e i diritti delle donne.
NO.
una scollatura imposta dallo stato sarà sempre precaria e a rischio. l'uomo forte non risolve niente se la società non lo segue. la scollatura che viene dal basso, dalla società, è inamovibile. diritti garantiti da costituzioni ratificate con elezioni sono più forti. in yemen, il più arretrato fra i paesi convolti ci sono donne leader.

e nessuno di questi paesi (a parte la libia, e guarda caso è l'unico paese dove gli islamisti non hanno la maggioranza dopo le elezioni costituenti) non hanno le risorse e il petrolio per chiudersi con il resto del mondo. sono interconessi, è il rpimo pensieri delle loro popolazioni è uscire dalla crisi.

nell'egitto di Morsi ci sono cartelloni che pubblicizzano preservativi. certo c'è una battaglia culturale da combattere, perchè le stronze monarchie sunnite del golfo han preso il ruolo che noi timorosi non abbiam voluto prendere. ma una battaglia culturale in democrazia è preferibile in tutto ai regimi precedenti.

a chi critica io chiedo sempre: quali erano le alternative? sostenere feroci dittature sclerotiche che hanno esaurito il loro ruolo storico? non mi si dà mai una risposta.

non so, io non capisco da dove venga questo cinismo qualunquista, questa durezza facile. seconde me si dovrebbe recuperare uno sguardo garibaldino.
garibaldi era 'per consenso universale un po' pirla, un uomo di idee confuse ma semplici, che non amava la complicazione. ma ha fatto di più lui da solo di tutti quelli che si facepalmavano (a ragione) e ridevano di lui.
ma con questa implacabile coerenza a poche idee semplici (libertà, uguaglianza ecc.) era più avanzato della maggiore parte dei suoi contemporanei (colsenno di poi).

quindi, di base, ritorniamo a delle idea semplici, basiche:
dittatura=male
democrazia=bene
rivoluzione=da incoraggiare.

poi possiamo discuture su tempi, modi e pericoli, ma su queste idee base dobbiamo essere d'accordo, cosicché quando chiedo "quali sono le alternative?" mi si poù rispondere in maniera sincera, evitando l'ovvio implicazione del "erano meglio le dittature".

è tutta una questione di contesto storico, ragioni d'essere e oppurtunità in linea coi tempo. e al momento l'opportunità c'è, inaspettata come sempre nella storia.
chiaramente il processo non è perfetto, è talmente grande che non può esserlo, ci saranno ancora molti altri errori e orrori. d'altronde la storia funziona così.

può andare male? certo, non sarebbe la prima volta.
Può andare bene? sicuro, anzi le probabilità che vada bene sono ampie.

ma il qualunquismo fatalista con venature di razzismo no, non l'accetto.
sempre aspirante.