cut-n-paste bla-bla :: R0BA DA 7ntrionaly (keywords per mentecatti: roba, da, settentrionali)

ma nessuno ha ancora aperto il thread di roba da settentrionali ? mi sembra doveroso!
supermaz è l'uomo giusto per qualsiasi persona che abbia dei gusti raffinati ed un cuore grande. (muffa)
una donna può campare ancora oggi facendo ciò che faceva la sua antenata del tremila avanti cristo, cioè la puttana o la sguattera o entrambe, mentre l'uomo purtroppo non può più vivere di guerra e di caccia, nè farsi giustizia con arco e frecce (scotto)
rebis è la ragazza della porta 80 accanto(}-{aiku)

Asphalto ChillEx | Vieni a giocare a L4D2!

[fork()]

[clio::post][danci::post] a che tipo di cliente si rivolge questa roba?


wile mi pare.


io pure, e anche l'insospettabile komunista scic mafalda. (oddio, insospettabile...)
In quanto cliente del baraccone non posso non essere d'accordo col compagno zampolit danci, essendo peraltro stato fino a non molto tempo fa un fiero oppositore della loro concezione di marketing molto radical chic. Ci sono tuttavia uno o due argomenti a favore:
- la roba è mediamente buona. Lì c'è poco da dire: sei un acquirente evoluto, non una bestia da supermarket, e ti rendi conto che te la vendono come se tu non potessi per forza non conoscere ciro zaganella e la sua tritata di lupini, ma quando la mangi è una roba che va dal "ehi, niente male" in su.
- I tempi. Non so voi nelle metropoli, ma qui a torino i negozi chiudono se va bene alle sette e mezza, ora in cui io sono di solito in ufficio a bestemmiare. Eataly chiude alle dieci, e la volta che vuoi startene a casa a farti una pasta col sugo (e non hai sugo, perchè lo hai finito mesi fa, e hai mangiato finora uscendo in locali malfamati o mendicando un'insalatina ai tuoi genitori), il sugo lo trovi lì.
- Superato l'orgasmo delle cazzate, è DECISAMENTE possibile fare una spesa ragionata spendendo quasi poco. il sottile limite tra l'acquisto di sei kg di carne che ti marciranno nel frigo e quello di due etti per farti la bistecchina marca la differenza tra gli acquirenti di qualunque supermercato. In un certo senso da eataly è più facile, perchè hai meno distrazioni (mentre a un super generico ti infilano a tradimento roba di cui non hai nessun bisogno tra la roba necessaria, e tu dici vabè, la prendo)
[brullo nulla::post]fai gli aggiornamenti invece del fresh reinstall come fa ogni persona sana di mente
R0BA DA 7ntrionaly (keywords per mentecatti: roba, da, settentrionali)
[ignorato - rating 0]: clicca qui per leggerlo

[fork()]

[Fra::post]sì ma il cacio e pepe a 20 euro?


trappola per gonzi, e lì dentro ce ne sono parecchie: sta al cliente accorto evitarle, mentre il malaccorto che non guarda i prezzi sul menu merita di essere inculato
[brullo nulla::post]fai gli aggiornamenti invece del fresh reinstall come fa ogni persona sana di mente

[fork()]

cmq, da buon comunista, io non mi esprimo fino a che non scopro quanto pagano i produttori

[fork()]

[vincibile::post]
I genitori ignoravano.

Dico, ma nell'anno del signore 2012 si potrà mai buttare nel cassonetto un nato prematuro invece di darlo a qualcuno che lo vuole, tipo un macellaio di Eataly?

[fork()]

[dulcamara::post]hai meno distrazioni (mentre a un super generico ti infilano a tradimento roba di cui non hai nessun bisogno tra la roba necessaria, e tu dici vabè, la prendo)
[dulcamara::post] [Fra::post]sì ma il cacio e pepe a 20 euro?



trappola per gonz


c'è del fail evidente, ma nessuno è perfetto, figurati chi crede di esserlo

“Definirsi di destra o di sinistra è uno dei modi che un uomo ha per autoproclamarsi imbecille”

[fork()]

vincibile eroe
"Non c'è giudice e non c'è giustizia" (Talmud, Avodà Zarà, 25a)
ומוצא אני מר ממות את האשה אשר היא מצודים וחרמים לבה
(קוהלת, ז כו)

[fork()]

dulcamara ha esposto con meno parole di me alcune delle sapienti strategie per dare un senso all'esistenza di eataly con godimento. le appoggio in toto. su un piano più generale è evidente che il marketing di eataly mira a far sentire l'ultimo babbacone un gran gourmet e rifilargli della roba probabilmente buona ma senza dubbio costosa. è un altro discorso.
popup
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
L'orzata in frigo è imperdonabile. (Squallido Master)
Scegliamo di mangiare una polenta abbrustolita, e la chiediamo senza alcun abbinamento. (Il Maestro)
[Fred::post]l'asphalto tutto = quella merda di rodolfo, che raccoglie i consensi dello 0.03% di asphalto (ovvero la sua utenza e basta

Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

[fork()]

No ma aspetta, per me in generale l'idea slow food (cioè mangiar cibo di qualità che segua una filiera riconducibile, prodotto non troppo nel casino porco) è ok, a patto che non divenga una pagliacciata ridicola come quella descritta dal buon danci.


a really bad news
c'ho che mi hai rotto i coglioni, c'ho
Io conosco una donna nuda.

[fork()]

[dulcamara::post]l'insospettabile komunista scic
[dulcamara::post]concezione di marketing molto radical chic
che ci sia dietro un po' di fastidiosa retorica finto-progressista siamo d'accordo, ma che il loro pubblico sia radical chic non mi pare. da un ristrettissimo e casuale sondaggio a campione ho l'impressione che l'uomo della strada (il benzinaio, l'infermiera, la signora bertolotti del terzo piano) sia entusiasta ("sono stata da eataly, è bellissimo, hanno solo roba di qualità"), mentre le persone di una qualche pretesa ndellettuale reagiscono all'apertura di eataly come reagirebbero all'apertura di un nuovo negozio di sanitari. peraltro nei dintorni dell'eataly romano i radical chic hanno a disposizione almeno due farmers' market, mentre gli chic e basta hanno un certo numero di macellai e salsamentieri costosissimi che vendono roba di alta qualità senza bisogno di specificare che il gorgonzola è di aurelio pinna e il roastbeef è griffato ursula brambati.
e in effetti la clientela di eataly è più o meno la stessa che affolla un qualsiasi centro commerciale, non è certo formata da schiere di sofisticati hipster gastronomici
[dulcamara::post]Eataly chiude alle dieci
e questo è un punto a favore
[dulcamara::post]la roba è mediamente buona
falla pure essere cattiva. comunque sono d'accordo (sulla fiducia) per quanto riguarda la parte supermercato, non per i punti di ristoro (chiamati pomposamente "ristoranti": il ristorante della pasta, il ristorante della birra…) che sulla base della mia limitata esperienza e osservazione mi paiono cari, mediocri e con un servizio discutibile. il sistema di ordinazione tipo sagra di paese (ti trovi un tavolo, vai a farti venti minuti di fila alla cassa, poi aspetti che ti portino la roba) va bene se spendi quanto a una sagra di paese; se spendi trenta euro a testa per due minchiatine non va bene.
[dulcamara::post]è DECISAMENTE possibile fare una spesa ragionata spendendo quasi poco
qui ho i miei dubbi. quando trovi prodotti che hanno anche altrove (per esempio a roma da castroni, che non è considerato un negozio particolarmente a buon mercato) il prezzo di eataly e superiore del 30-40%. si tratta di pochi casi, per carità, ma la prima impressione è che eataly oscilli tra il piuttosto caro e lo scandalosamente caro.
[dulcamara::post][Fra::post]sì ma il cacio e pepe a 20 euro?


trappola per gonzi,
può essere una trappola per gonzi a tokyo o a rovereto, dove la cacio e pepe può passare per un piatto esotico. ma nel raggio di poche centinaia di metri dall'eataly romano trovi almeno una mezza dozzina di posti che ti fanno una cacio e pepe da svenimento per la metà del prezzo. se la proponi anche qui vuol dire che sei proprio convinto di questa politica. in soldoni: ti faccio il piattino semplice semplice senza nessuna invenzione, ma con materie prime attentamente selezionate, e te lo faccio pagare come se fosse una creazione d'alta scuola. siccome non ti confronti con ristoratori che vanno a comprare il pecorino al discount, mi pare una scelta piuttosto curiosa. peraltro tutto nel ristorante "prestiggioso" sa di messa in scena mal riuscita, e però devono puntarci tanto, visto che gli dedicano quasi tutto l'ultimo piano.

tralascio la mia perplessità su altre iniziative, come il "tavolo dei fortunati", dove ti vengono servite specialità di note stars del fornello (i posti sono all'asta a partire da 300 euro cadauno), o i 30 euro che devi scucire per assistere a una conferenza su "le telline del litorale laziale": immagino che si rivolgano a un ristretto pubblico di specialisti e appassionati e quindi non discuto

[Mafalda::post]per la storia di "il pomodoro di virginio sarfatti", secondo me la stura l'ha data, anni fa, la persona con cui mi giaccio regolarmente.
questo dimostra che sa fare molto bene il suo lavoro, ma dimostra anche che, quando avremo instaurato la repubblica dei soviet, la prima cosa da fare sarà rastrellare tutti i pubblicitari e spedirli in un campo di rieducazione.

uno dei motivi per cui una trentina di anni fa moltissime persone (tra cui io) hanno iniziato a essere insofferenti verso i trionfi della moda italiana è stata l'invadenza mediatica di figure assolutamente ininteressanti come gli stilisti, dei quali abbiamo dovuto apprendere vita morte miracoli vacanze frequentazioni preferenze sessuali e pensierini sull'universo. va bene, dicevamo, fate dei bei maglioni e delle braghe eleganti, ma non si è mai visto per esmpio un produttore di ottima pastasciutta che rilasciasse interviste a getto continuo per spiegare che i suoi fusilli vanno incontro alle esigenze di una donne che vuole riscoprire la sua femminilità pur confrontandosi con le sfide della vita moderna.
adesso finalmente, passando per archistar e disegnatori di seggiole, siamo arrivati alla vippizzazione anche dei produttori di caciotte e salsicce, che un tempo erano persone serie e adesso invece si fanno fotografare da oliviero toscani e non perdono occasione per proclamare qualche scemenza o per illustrare la loro personalità estrosa e anticonformista, come dimostra la loro decisione di far stagionare il lardo in vasche di titanio anziché d'acciaio. a me sembra un segno di grave decadenza

da oggi anche in confezione famiglia

[fork()]

[danci::post]
[dulcamara::post]l'insospettabile komunista scic
[dulcamara::post]concezione di marketing molto radical chic
che ci sia dietro un po' di fastidiosa retorica finto-progressista come nella dirigenza PD siamo d'accordo

infatti sarebbe piu' apprezzabile l'osteria il porco inferocito, la birreria il burghudeew e l'angolo del caffè vero caffè 100% arabica macinato a mano (con annessa macchinetta delle sigarette/cartine)

[fork()]

[danci::post]uno dei motivi per cui una trentina di anni fa moltissime persone (tra cui io) hanno iniziato a essere insofferenti verso i trionfi della moda italiana è stata l'invadenza mediatica di figure assolutamente ininteressanti come gli stilisti, dei quali abbiamo dovuto apprendere vita morte miracoli vacanze frequentazioni preferenze sessuali e pensierini sull'universo. va bene, dicevamo, fate dei bei maglioni e delle braghe eleganti, ma non si è mai visto per esmpio un produttore di ottima pastasciutta che rilasciasse interviste a getto continuo per spiegare che i suoi fusilli vanno incontro alle esigenze di una donne che vuole riscoprire la sua femminilità pur confrontandosi con le sfide della vita moderna.
adesso finalmente, passando per archistar e disegnatori di seggiole, siamo arrivati alla vippizzazione anche dei produttori di caciotte e salsicce, che un tempo erano persone serie e adesso invece si fanno fotografare da oliviero toscani e non perdono occasione per proclamare qualche scemenza o per illustrare la loro personalità estrosa e anticonformista, come dimostra la loro decisione di far stagionare il lardo in vasche di titanio anziché d'acciaio. a me sembra un segno di grave decadenza

olèèè danci hai centrato a pieno.
secondo me quello che viene grado per grado a mancare è quel giusto connubio tra ignoranza e umiltà, che i nostri nonni conoscevano bene, mentre impastavano le migliori paste fresche del mondo in una casa di pietra.
il problema è l'associarsi al mondo dell'arte.
ma cristo che arte e arte, son vestiti che servono per vestirsi, e prima ancora per essere venduti.
e la pasta è fatta e pensata per essere mangiata.

l'arte sarà anche venduta, ma di certo non è pensata per essere messa in spalla, o per guidarla, o che so, lanciarla.
di fatto non serve a un cazzo. poi la compri ok, ma quello è un discorso secondario.

[fork()]

[danci::post]comunque sono d'accordo (sulla fiducia) per quanto riguarda la parte supermercato, non per i punti di ristoro (chiamati pomposamente "ristoranti": il ristorante della pasta, il ristorante della birra…) che sulla base della mia limitata esperienza e osservazione mi paiono cari, mediocri e con un servizio discutibile.


eh, ma l'idea era innovativa in un posto di provincia come Torino cinque o sei anni fa: il supermarket alimentare con generi di una qualche pretesa che puoi consumare sul luogo, e l'esclusione di ogni altro genere non sia strettamente alimentare (sebbene qui ci sia uno shop interno dove puoi acquistare grattuge di design e frullatori kenwood al solo prezzo di una vacanza di un mese alle galapagos). A roma forse siete più scafati, o molto più probabilmente riuscite a trovare una discreta qualità anche nelle trattorie meno qualificate, mentre qui o ti fai il pranzo con sedici antipasti, due agnolotti, il brasato, frutta, dolce, caffè e pusacafè, o mangi un'insalata al bar (escludendo naturalmente tutti gli etnici e pizzerie, parlo di cucina tradizionale). Nel mezzo è meglio non esplorare.

I ristorantini sono mediocri per il loro prezzo? Attualmente credo di sì, ma secondo me un peso importante ce l'ha il calo dell'hype: anche qui si sono assestati su un rapporto qualità prezzo che è diventato abbastanza inaccettabile, e infatti trovi posto senza problemi mentre qualche anno fa dovevi fare la coda. Ti capita ancora, ma magari al sabato a pranzo quando tutti vogliono fare il brunch all'aperto, ma dentro trovi tranquillamente posto. Secondo me Roma è già partita su uno standard collaudato, Torino i primi tempi era ottimo, sebbene caro. Comunque se vuoi veramente spaventarti per i prezzi vai a quello di fronte al flatiron di NY, un piatto di spaghetti lo porti ancora via con poco (per NY), ma un bottiglino da 25 cc di birra baladin ti costa tipo 20 dollari.

[danci::post]tralascio la mia perplessità su altre iniziative, come il "tavolo dei fortunati", dove ti vengono servite specialità di note stars del fornello (i posti sono all'asta a partire da 300 euro cadauno), o i 30 euro che devi scucire per assistere a una conferenza su "le telline del litorale laziale": immagino che si rivolgano a un ristretto pubblico di specialisti e appassionati e quindi non discuto


mah, le cene a tema le fanno anche qui, ma te le propongono con meno menate e a prezzi più accessibili. Che comunque possono andare dai 50 ai 100 euro vini inclusi, ma data la frequenza con cui ti spediscono gli inviti "per gli ultimi posti alla cena di stasera, affrettatevi!" azzardo che la nota tirchieria piemontese sia stata messa in conto. magari hanno pensato che voi a roma abbiate tanti soldi o tanta voglia di fare gli sboroni.
[brullo nulla::post]fai gli aggiornamenti invece del fresh reinstall come fa ogni persona sana di mente

[fork()]

comunque è bello che eataly abbia deciso di rendere omaggio a un autorevole utente dell'asphalto


da oggi anche in confezione famiglia

[fork()]

E' possibile che Eataly a Roma sia meno riuscito dell'originale.
A dire il vero io me ne strabatto.
Se posso io continuo, con soddisfazione, a comprare la carne di mario rossi di piossasco e ne sono lieta, perchè se passo da piossasco, un salto da mario rossi ce lo posso fare e guardo come stanno le mucche.
Il pane lo compro volentieri, perchè so che rimane fresco tutta la settimana, e se ci sono offerte di frutta e verdura ne approfitto.
Prima o poi approfitterò di qualche serata a tema per provare la cucina di chef che altrimenti sarebbero del tutto fuori dalla mie possibilità economiche.

E se ad altri non piace Eataly, non posso che dire ESTICAZZI.

(Però McBun è infinitamente più buondo della Granda in mezzo al pane)

[fork()]

[Mafalda::post]A dire il vero io me ne strabatto.
[Mafalda::post]non posso che dire ESTICAZZI.
ma non eri tu che hai chiesto la recensione dell'eataly di roma? chiedi il parere altrui e poi dici "sai chemmifrega di quello che pensi"? ma che modi ci avete voi giovani?
[dulcamara::post]magari hanno pensato che voi a roma abbiate tanti soldi
un tempo sì, ma adesso li abbiamo spesi tutti in imu. comunque si parte da 300 euroes, ma si spera di arrivare a dieci volte tanto. poi dice che uno si iscrive ai terroristi islamici

da oggi anche in confezione famiglia

[fork()]

[Mafalda::post]Il pane lo compro volentieri, perchè so che rimane fresco tutta la settimana
ciao, sono pane che rimane fresco tutta la settimana
asphtimer

[fork()]

[danci::post]comunque è bello che eataly abbia deciso di rendere omaggio a un autorevole utente dell'asphalto
lol


"L'asphalto diverte perché ospita discussioni simili a quelle che potrebbero avere dei semianalfabeti con degli aborigeni sulla letteratura americana del novecento, e il divertimento è assicurato sia dalla lontananza abissale dalla verità che ne esce fuori, sia dal fatto che i semianalfabeti si sentano hemingway in confronto agli aborigeni"
il pomeriggio dell'esistenza

[fork()]

leggendo il link di danci, mi sembra più che la fiera del cibo, la fiera della sega mentale spinta sottovuoto, ovviamente di Farinetti, mi raccomando.

Continuerò ad andare nei miei ristoranti zozzoni di fiducia, tipo i geranei, dove fanno una pizza di 60 centimetri di diametro e pure bona, e vaffanculo al bio-salcazzo firmato.


[fork()]

piacenza è la città più infestata di negri che abbia mai visto in vita mia

[fork()]

Ma non solo, a Milano già in qualche ristorante pretenziosetto, agghindato con falsa semplicità, si trovano pure menù che per ogni piatto riportano il marchio della pasta e della macelleria. Non si accontentano di mettere una lista di fornitori in fondo, no, ti piazzano tutti i nomi della pasta, del sugo, del dado usato anche per farti pagare un piatto di spaghetti con i pomodorini 20 euros. C’è da dire però che questi posti non li ho mai visti pieni.



[fork()]

[vincibile::post]
I genitori ignoravano.


interessante che specifichino che la ragazza e' italiana.

[Mafalda::post]
Danci per la storia di "il pomodoro di virginio sarfatti", secondo me la stura l'ha data, anni fa, la persona con cui mi giaccio regolarmente.


si' ma hai verificato se virginio sarfatti e' d'accordo che sveli questi dettagli privati su asphalto?

[Louis::post]
Ogni singolo articolo, qui, è oro per questo 3d.


aahahah "Scoprono il ladro nell’appartamento e lo cacciano a sberle"

[fork()]

[safeword: hashmal::post]Ma non solo, a Milano già in qualche ristorante pretenziosetto, agghindato con falsa semplicità, si trovano pure menù che per ogni piatto riportano il marchio della pasta e della macelleria. Non si accontentano di mettere una lista di fornitori in fondo, no, ti piazzano tutti i nomi della pasta, del sugo, del dado usato anche per farti pagare un piatto di spaghetti con i pomodorini 20 euros. C%u2019è da dire però che questi posti non li ho mai visti pieni.
ieri sera ci cono andato, in uno di questi posti. non a milano ovviamente
l'unica nota dolente è il vizio che tanti risotratori hanno di sciorinarti il menù a voce
ora, siccome ogni portata è composta almeno da 6/7 ingredienti, e tutti con le loro belle peculiarità, io al secondo antipasto mi son già perso
comunque 45 euro ottimamente spesi, antipasto, primo, mezzo dolce e un nebbiolo eccellente
mi ha riconciliato con un we culinariamente assai deludente

asphalto FAQ
categorie Espandi/contrai