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csr :: vecchiaia, medici, occhi pigri, porte automatiche
uh uh uh

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disputerò sulle vostre tombe

deliri :: vecchiaia, medici, occhi pigri, porte automatiche
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ogni quattro cinque anni mi viene il pensiero che sto per morire e vado dai medici, che ingannati dalla mia (relativamente) ancor giovane età mi tranquillizzano senza neppure guardarmi e mi prescrivono medicine di fascia "c".

oggi perlappunto sono andato da uno di questi ciarlatani, la peggiore di tutti, che si occupa di posturologia. siccome con la sua truffa ha fatto i soldi, adesso si è aperta una specie di centro benessere misto a clinica che ha arredato con gli oggetti più pacchiani che è riuscita a procurarsi speculando sulle vittime di terremoti e altri disastri.





un pianoforte a muro color cacchina, apparentemente marmorizzato e muto (ho provato a trillare inutilmente); degli antichi vasi azzuri e oro con figure mitologiche che presentavano ancora la traccia di fusione; dei tappeti orientali dal disegno sospetto, più simile a pixel art; un tavolone modello "cena a casa del califfo", con una torretta a ogni angolo, che reggeva dei vasetti smaltati e bene policromi, e adorni di figure mitologiche color ciliegia e pistacchione, che reggevano nelle manine malfatte dei globuli di cristallo (con dentro la neve, se uno guarda).



ma prima di assaporare questo trionfo del pacchianesco bisogna entrare e per entrare bisogna passare una doppia porta automatica di grande bellezza, telaio di legno massiccio e poi tutto un vetro antiproiettile, larga almeno cinque metri, alta tre, che scivola dolcemente nel muro ogni volta che ti avvicini: questa porta rinserra un piccolo spazio, profondo un paio di metri, e poi c'è un'altra porta identica alla prima ma leggermente sfasata, che si apre altrettanto silenziosa. tra le due porte, un microclima da uova sode.



e quindi sono nella sala d'aspetto insieme ad altri placidi esemplari, tutti ultrassessantenni, e anche una monaca di clausura. sarà lei stessa a dirlo, rispondendo a una signora che le magnificava le bellezze del vicino munastièro. la monaca, che prima si era già scesa caffè e cornetto al bar della clinica-sollazzo fumandoci sù la sigaretta, risponde soavemente che lei quello che ha visto in gioventù quello è, perchè poi sè fatta suora di clausura: ma non abbastanza da nascondersi ai nostri sguardi, che anzi se li prendeva tutti, alta e larga com'era, tipo una campana per gettare i vetri.



viene il mio turno, dopo lauta attesa, e invece della stregonessa mi riceve un suo famiglio, squallido giovane con barbetta, che mi fa camminare e sostare sulla sabbia, poi di fronte a un muro, mentre un macchinario dall'aria farlocca mi proietta addosso i raggi viola. ha preteso che mi dispoliassi e ciò mi irrita moltissimo perchè (come tutte le persone sensibili) provo orrore del mio corpo e mi sento inferiore a uno vestito, per tanghero che sia.

poi, sempre con quella sua barbetta da tecnico di laboratorio, il brutto individuo mi chiede di guardare la punta di una penna, che spasseggia per l'aria. poi l'avvicina al mio naso e si turba, poi l'allontana: mi chiede se alle volte vedo doppio e io dico "mah, non lo so, che cosa vuol dire?" e lui non risponde, poi nota che mostro troppa sensibilità alla luce e biasima il mio atteggiamento, col che intende il modo in cui il mio pensiero piega la carne e la spinda dorsale, perchè secondo lui il mio è soprattutto un problema di atteggiamento.



dopo quest'esame preliminare, sporco e anche un po' osceno, posso rivestirmi e passare dalla santona, che ha davanti un grafico della mia schiena, come fosse un paesaggio di scarse attrattive. con un righello traccia dei segni cabalistici e ipotizza che le mie vertebre si torcano a causa di un biasimevole atteggiamento. a questo punto mi viene il dubbio che abbia parlato col barbetta, ma così non è, perchè il servo entra solo dopo qualche minuto e assiste alla scena come se un giorno dovesse testimoniare: con un'attenzione del tutto sporporzionata rispetto all'insignificante dramma che si va svolgendo.



la tipa si astrae, riflette. io ne approfitto per girare lo sguardo alle pareti, dove soggetti mitologici di recente dipintura porgono pomi e frasche all'attenzione dei dolenti. direi anzi che si avverte un certo odore di pittura ancora fresca. cerco sul muro una prova delle sua credenziali e alla fine, tra mille diplomi delle più inverosimili discipline, becco finalmente la sua laurea in medicina, squadernata al centro del muro, in un'elegante cornice dorata del tipo "a tortiglione", che solo un cieco non la vedrebbe.



il fatto che questa ladra abbia una vera laurea mi deprime, la giornata calda e il sole in cielo mi deprime, l'azzurro smaltato dei vasi, l'oro del soffitto, tutti i segni della ricchezza e del successo di questa femmina (anche il suo anello d'ambra, profondissimo) tutto mi deprime: non capisco perchè sono venuto a regalare un sacco di soldi veri a questa maledetta balorda e perchè devo sentirmi così colpevole, come se l'essere storto fosse colpa mia.



alla fine la sibilla si pronuncia, e tra gli altri rimedi mi propone dei bagni in una grotta finta, con acqua finta (cioè portata qui di lungi, acqua genuinamente salutifera estratta da qualche fonte primordiale e caricata bottiglia per bottiglia su dei tir, e scarrozzata per tutta la penisola fin qui, per il refirgerio dei monchi e bubbolati, e delle finte suore di clausura). annuisco, dico "vedremo", poi faccio l'unica domanda che mi preme: "perchè, vedere doppio? cosa significa?".



viene fuori che i miei occhi si muovono in maniera scoordinata, per un'intrinseca debolezza dei loro muscoli, e nervi. chiedo se è grave e lei sorride, come se non avesse la minima importanza. poi aggiunge che se proprio voglio posso prendere un suo collirio fatto d'aminoacidi. crede di dominarmi con la parola "aminoacidi" ma io so che cosa sono e all'improvviso mi viene da ridere. disprezzo e compassione di questa gente sorgono insieme dal profondo delle mie viscere pigre e l'incantesimo è rotto, saluto e passo a pagare ("con fattura, senza fattura?"). me ne vado, arrivo di nuovo alla gigantesca doppia porta e vedo (vedo) una farfalla bianca chiusa nell'intercapedine.



svolazza in alto, sbatte contro i vetri, sarà grande quanto una falange e come tutte le farfalle sembra tenuta su da un filo. sarà entrata dietro a qualche vecchione ed è rimasta in trappola. faccio un passo avanti, la prima porta si apre, l'aria viene risucchiata, faccio altri due passi e anche la seconad porta si apre, ma la farfalla non esce: è troppo stupida, troppo elementare per capire. allora esco e continuo a guardarla mentre fa su e giù e immagino che tra i due vetri, con questo sole, non passeranno molti minuti prima che la sua stoffa bruci: unica vera figura mitologica in questo museo da rigattiere. per cui decido, mi piazzo di nuovo davanti alla porta, che slitta per via della cellula: e poi di nuovo, e ancora, per decine e decine di volte. ma lo stupido insetto non capisce, il flusso d'aria in entrata la spaventa, se una mente così minuscola può concepire la paura, e l'allontana. riprovo, riprovo ancora, ma non c'è verso, finchè il portiere non si diparte dal suo scranno e attraversa i tappeti e con l'aria già incazzata dice "ha bisogno di qualcosa?", e io gli dico "no, ma la farfalla", e che farfalla? quella farfalla, indico col dito, ma non c'è più.



è sparita. sotto gli occhi di quel cane ho riattraversato le due porte, ho guardato intorno, ma non c'era più. forse si era fermata su qualche rientranza o magari era entrata nella clinica, ma di certo non è uscita, l'avrei vista. ho guardato quel tizio e gli ho detto "c'era", e anche "lasciate le porte aperte che lì dentro ci puzza", e me ne sono andato.



questo post, curiosamente, non mi ha fatto schifo
[brullo nulla::post]fai gli aggiornamenti invece del fresh reinstall come fa ogni persona sana di mente
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Ma sei sicuro che fosse medica? Queste cose di postrulogia le fanno i fisioterapisti e quelli di scienze motorie, quella brutta gente che bazzica solo palestre, va in vacanza in Egitto e che quando si mette in càmice inforca un paio di occhiali da vista finti.
vincibile on asphaltovincibile on asphalto

Il vero problema è che qui ormai, purtroppo, fa schifo la gente. (Alfonso Luigi Marra)
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Ho uppato.
Hai giusto quel nichilismo che mi porterebbe, in circostanze normali, a scoparmi una che si è fatta scopare da un cane.
"Well, gentlemen, in a project of such risks,
it is imperative to enlist the services of a hooligan,
a goon, an ape, a physical brute,
Someone who will be our security, our battering ram, our blunt instrument"
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[scotto::post]non capisco perchè sono venuto a regalare un sacco di soldi veri a questa maledetta balorda

già, perchè?
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la farfalla è la Morte.
le porte, due, sono la logica.
l'atto d'Ammore e Compassione,
che sono Intuizione, Conoscenza immediata,
hanno permesso alla farfalla di svanire. ora la scatola è vuota.

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ma ancora a quotare i post di scotto state?

Ha una consistenza variabile ed una viscosità che lo rende scivoloso e simile all'albume dell'uovo.®
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[scotto::post] ha preteso che mi dispoliassi e ciò mi irrita moltissimo perchè (come tutte le persone in sovrappeso) provo orrore del mio corpo
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egregia lurkatrice se tu fossi una conoscitrice dell'animo umano sapresti che il mio umore non porta alla pinguedine (ma peggio)
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disputerò sulle vostre tombe
No ma infatti! scotto peserà massimo 2 ghelli.
FREE MARANZA PORCODIO