asphalto FAQ
politica deliri :: gente dei treni - dialetti - brutte persone (come sempre)
ogni volta che prendo l'eurostar mi trovo circondato dagli stessi figuri.
1. giovane meridionale
2. milf veneta
3. insegnante sulla trentina, brutta e grassa, che lavora a 250 km da casa e fa avanti e indietro ogni giorno (spesso meridionale, ma non sempre)

l'ultima volta il giovane meridionale è stato capace di parlare tre ore al telefono, senza interruzioni tranne che per la caduta di linea nelle gallerie. con un tono di voce altissimo, ha chiamato:
-la madre
-l'amico
-il padre, dicendogli di venire a prenderlo alla stazione
-altro amico
-amica
-il padre, dicendogli che il treno tardava di dieci minuti
-la madre
-amico
-l'ex fidanzata
-il padre, per dirgli che il treno ha recuperato
-il padre, per ribadire (qualora non fosse chiaro) che prima il treno tardava, ma adesso ha recuperato, quindi che si faccia trovare puntuale alla stazione.

durante tutte le telefonate il tipo ha anche raccontato lo stesso fatto, spiegando nei dettagli che quella puttana della sua ex si è rimessa con cesarino, ma che cesarino non è nessuno, sa andare in moto e usare il computer e CHESTE SAPE FA', LE-LE' (che sarebbe "via, via!"). che lui NUN CE PUTEVA CRèRE ca chella s'era misa natavota cu cesarine, ca sti cose NUN SE CRERENO, non ci poteva pensare. siccome l'ha spiegato anche a una che qualificava come sua ex, bisogna dedurne che fosse un'altra ex.
il tipo però sembrava quasi allegro, o fingeva virilmente di esserlo, perchè COMME SE RICE, SE CHIURE NA PORTA E S'ARAPRE NU PURTONE (cioè sfuma una possibilità ma ne viene una meglio). questa frase l'ha detta talmente tante volte che ormai mi veniva di anticiparlo e silenziosamente formavo con le labbra le stesse parole, più o meno in sincrono con lui, che mi stava di fronte e curiosamente sembrava non vedere il mio scimmiottamento.

la Milf veneta, dal canto suo, stava lavorando. aveva sparso sul tavolinetto un faldone di carte di un paio di chili e teneva l'ipad collegato all'ifone per una più svelta e scivolosa connessione. ogni dieci-quindici minuti chiamava lo studio per sapere se qualcuno l'aveva cercata, poi chiamava altra gente per dirgli che aveva una settima piena, poi chiamava il marito e passava al dialetto, con frasi tipo "dale el riso a la creatura che se sjonfa", che suppongo sia qualcosa come "si gonfia" o "si sgonfia". in particolare, l'impensieriva il ricordo di una mezza banana lasciata dalla creatura a ora di pranzo. "da le la mesa banana", insisteva col marito, come fosse un rimedio infallibile per qualsiasi male, fisico e morale. stava e stava, e dopo dieci minuti telefonava di nuovo per sapere della banana. c'è da dire però che parlava con voce bassa e flautata, ripetendosi spesso a causa del frastuono del meridionale, e mi arrapava molto, tant'è che la fissavo con un'insistenza al limite della molestia.

l'insegnante (che nella fattispecie era di sarno) invece non telefonava, essendo (come me) brutta e quindi priva di amicizie, ex, figli e affini. di fronte a questo muro di telefoni, l'unica via rimastale era cercare di intavolare discussione con me: benchè io non le rispondessi, la tipa si è presa sempre più confidenza e anche lei è passata via via dall'italiano standard al suo dialetto. "Ah quel libro l'ho letto anch'io - ti fermi a XXX? - ma lavori lì? - ah quindi conoscerai peppe o'ferroviere, quello è mio zio - e come, a titina a' zellosa NUNNASAIE? uè, chella ra guagliona facev sul maleservizie! UE', UE'!!!1!!!".

nel complesso, il clima sonoro del salottino era

s'a mettuta nata vota cu
la mesa bana, ghe l'era sul cifone!
giuvanniello o' litruse, dime porca
non è nisciùno, sape sul'a motocicletta
se chiama el notaro balengòn
UE' UE'! o' tiene a'bonamento?
a banana, addo stà a banana?
cesarino? il se sjonfla poero fiu
carmenucci o' tric trac, o'saie?
s'arapre nu PUTTONE O FA'!
el riso, el late che lo sjonfla
OE, CIAMARONNA!
la banana...
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disputerò sulle vostre tombe

e pensa a quanti problemi di parcheggio e code in meno
Storia.
Ha ragione Supermaz.
[Jared Diamond::post]era così grosso che lo si vedeva a chilometri di distanza


molti nemici molto onore
[Jack D. Ripper::post]
nel mio immaginario piccis è il nonno di heidi strafatto di LSD a-la-SydBarrett che ogni tanto scende dalla montagna nel paesello ove gli si chiede che fine ha fatto la nipote e comincia a raccontare sapidi aneddoti sulla natura, il corso delle cose e la selvaggina, prima di grattarsi il culo con la baionetta di un garand e risalire a molestare la nipote.


il segreto è la qualità
bella scotto
Ero in treno, circondato da giovani decerebrati che schiamazzavano come scimmie in calore. A un certo punto due ragazzi parlavano con una ragazza di una loro comune amica, e lei si è messa a criticarla senza nascondere la propria invidia. "Sibila", ha commentato. Allora uno dei suoi amici le ha detto di non guardare la pagliuzza negli occhi deglia altri, se non riesce a vedere la trave nei propri. Allora lei ha chiesto, stranita: "Cos'è una pagliuzza?". E subito dopo: "Ah sì, la pagliuzza è quella cosa che serve a lavare i piatti". A questo punto ha chiesto all'amico da dove venisse questo detto, e lui ha risposto che qualcuno di sua conoscenza lo usava spesso. "E' un detto siciliano", ha concluso la ragazza dopo aver riflettuto. Ecco, questo basti a illustrare il quadro desolante delle nuove generazioni, che a quarant'anni saranno già afflitte da parkinsonismo e da morbo di Alzheimer, i cervelli devastati dall'uso di droghe sintetiche. Pensare di poter trasmettere la Conoscenza del Bene in un simile contesto è pura follia. Essi non sono stati fatti per mezzo del Verbo, non vengono dal Signore dei Buoni Spiriti, ma dal Re del Mondo, Satana. Non si coglie infatti in loro alcun anelito, nulla che vada oltre la greve e assoluta materialità.
però è un quadro credibile e il tipo fa molto più sorridere di te, paggio.
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disputerò sulle vostre tombe
sono gioventu' urbane, non hanno mai visto la paglia ma hanno visto le travi.