bla-bla :: [1] [tl;dr] Gurdjieff: (s)consigli per l'uso

[vincibile::post]Temo che la semantica di Gurdjieff, benché semplice, sia troppo lontana dai miei standard. Aggiungici il pregiudizio verso il far ricorso metafisiche esplicite o implicite per spiegare la fenomenologia di certe tematiche. Non posso pretendere di capirci granché, è meglio che non pretenda neanche di commentarle, credo di non sapere più quale approccio scegliere. E' un problema mio.


no guarda basta che vai avanti di un paio di pagine ed entra subito nello specifico



[vincibile::post]Però una cosa interessante penso di averla capita: Gurdjieff suggerisce, almeno così mi piace, di creare una pedagogia che tenga conto della complessità della mente umana (magari i suoi presupposti non sono propriamente corretti, ma va be'), che funziona su molti livelli, alcuni inficiati da bias utili al tempo della sopravvivenza e adesso non più, altri consolidati sotto il nome di senso comune e influenzati dal particolare ambiente sociale, ecc.


you've got the point.
Partendo dal presupposto che lui non suggeriva un metodo, bensì aveva messo in piedi una vera e propria scuola dove lavorare attivamente su di sè e sui suoi allievi, bisognerebbe scendere un po' piu' nello specifico sul suo teh method, che consisteva nel lavorare sulla totalità dell'uomo, e quindi non solo mirando ad uno sviluppo "intellettuale" della persona, ma coinvolgendo anche la sfera emotivo-sentimentale nonchè il corpo fisico dell'uomo, inteso come le sue manifestazioni riflesso-motorie.

E' tipico di molti di noi immaginare che uno "sviluppo" del nostro essere dipenda unicamente da un arricchimento intellettuale, eppure non credo sia cosi': un esempio per tutti, i casi limiti di persone estremamente "colte", che hanno una vasta cultura libraria, ma che magari sono lunatici, facilmente irritabili, o completamente umorali; quanti professori o "sapienti" conosciamo che sono cosi'.

Con questo non voglio certo dire di bruciare tutti i libri del mondo, ma è chiaro che in questi personaggi lo sviluppo non è stato armonico, bensi' sproporzionato verso un certo aspetto piuttosto che un altro.

Per continuare il discorso entreremmo troppo nello specifico, ma anche tu hai notato al volo come certi comportamenti sono influenzati dalle condizioni sociali e dal modo in cui si vive, mentre per molti altri, ad esempio, alcuni comportamenti automatici derivano dal seguire piu' o meno rigidamente una religione, o un modo di interpretare una certa religione;
A questo proposito, è molto interessante il capitolo in cui affronta il tema delle religioni, arrivando ad una conclusione che suona piu' o meno universale, ovvero che al netto di certe differenze marginali, esiste un'unica e sola "religione", che istruisce chi vi si avvicini a vivere secondo coscienza, essendo la coscienza stessa matrice comune a tutti gli esseri umani; per cui non troveremo una religione che spinga l'uomo ad uccidere o a rubare, almeno fino a quando ggente particolarmente sapiente non si sia messa a spaccare il capello in 4 sui testi rivelati e garantire che si, si puo', ammesso che tutto cio' faccia comodo alle classi dominanti del momento.


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