user :: [1] fragola

uh.
mesi fa apofatico. consigliò "mistici messianici".
ecco, io l'ho preso a boh? luglio, fine giugno, non ricordo e, letto l'indice, ho pensato che non ne sarei mai arrivata alla fine, poi ho anche pensato "echecavolo se lo legge apofatico. posso io tirarmi indietro?"
i primi tre giorni sono stati cupissimi, non peraltro, ma stavo sempre a googlare.. poi però è andata in discesa (si fa per dire) e mi sono anche (segnalazione nel caso interessasse a qualcuno) presa un po' di libri che stanno segnalati nella bibliografia.
quindi lo ri-consiglio, anche se avrei da recriminare sul tipo di approccio e palle varie, ma va bene.

il libro che, invece consiglio io è
Giorgia Alessi – IL PROCESSO PENALE. Profilo storico – Laterza
che, secondo me, è fatto davvero bene, ma bene bene.

cito
“Confessione e notorietà del delitto condividevano l’aspetto ‘antiprocessuale’: rendevano superflua la ricerca di ogni prova ulteriore, limitavano drasticamente il diritto alla difesa, escludevano la possibilità dell’appello. Rispetto allo spirito degli ‘ordines judiciarii’, la distanza era grande: cancellato il carattere isonomico, paritario del giudizio – le parti ad armi uguali, il giudice arbitro -, il rito non ebbe più il compito di indicare i presupposti formali per la legalità e la validità della sentenza, ma di identificare gli strumenti più efficaci per escludere il rischio di ‘impunità’ e per purificare il territorio da piaghe contagiose e inquinanti: l’eresia all’inizio e prima di tutto; poi, data la duttilità ed estensibilità del modello – bastò dilatare la categoria di lesa maestà, dalle infinite possibili analogie – a ogni ipotesi di devianza politica e religiosa. Infine, a ogni ipotesi di delitto grave”.

sta parlando del XIII sec.


editato uffa
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