recensioni :: [1] Architettura: Botta fa cagare forte.

[Louis::post]Dulcamara ha ragione per linee generali ma sulla chiesa ha torto (ci sono acquasantiere ben più grandi)


eh, e sulla tomba di napoleone c'è 'sta cippazza di porfido rosso:



quello che tento di dire è:

- l'architettura, come tutte le arti, è un linguaggio.

- se sai leggere e scrivere, puoi usarlo per dire qualcosa. Se ti crei uno stile o aderisci a uno stile esistente, puoi usarlo per dire qualcosa a modo tuo. Quello che scrivi e come lo scrivi può essere bello o non bello, puoi dire cose in modo semplice o complicato e sperare che ti capiscano. Puoi realizzare esercizi di calligrafia (secessione viennese) o scrivere poesie (casa malaparte).

- ovviamente, se non hai nulla da dire, faresti meglio a tacere o a limitarti a dire le cose più semplici nel modo più semplice.

- Quando tenti di copiare uno stile che non ti appartiene (ad es, se ti metti a scrivere nel linguaggio e con la grafia di uno scrivano seicentesco), è facile che tu cada in qualche strafalcione. Quando non sai cosa cazzo stai scrivendo ma ti limiti a mettere le parole che trovi sul dizionario una in fila all'altra, è MOLTO facile che venga fuori una cagata.

Nella fattispecie, Botta, che pure in generale non mi dispiace troppo, nella chiesa ha fallito perchè evidentemente la grammatica delle chiese non gli appartiene, e alla fine quell'ingresso a me ricorda davvero l'ingresso di qualche albergo di lusso o il piano dirigenti di qualche megaditta: cose che sono sicuro Botta sa fare benissimo, ma che per me, in una chiesa, semplicemente stonano.

L'architettura tuttavia non si può ridurre al solo monumento, perchè la gente ha bisogno di un tetto sulla testa e ohibò, nell'architettura ci siamo immersi dal giorno in cui nasciamo a quello in cui crepiamo. Se siamo immersi in architetture sgradevoli, è facile che diventiamo brutte persone: la casa è il rifugio primario, è il territorio, e sul proprio territorio si è più forti e invogliati a tenerlo in ordine. Ci accorgiamo se qualcuno viola il territorio e lo troviamo disturbante, basta vedere la sensazione di merda che si ha quando ti arrivano i ladri in casa: non è il valore di quello che si sono fregati, ma spesso è più l'idea che siano entrati a non farti dormire bene.

Lo stesso vale per i luoghi esterni, perchè dalle case samo costretti a uscire per vivere: ci sono posti dove non fa piacere andare, perchè? A me ad esempio non piace andare al centro commerciale del Lingotto, milano mi fa cagare, non amo particolarmente Parigi, berlino mi è piaciuta ma non ci vivrei, a new york mi trasferirei domani. Ci muoviamo in posti in cui ci è più facile riconoscerci, e in altri in cui lo è meno. Non è ovviamente colpa dei singoli architetti (a volte lo è), ma direi che il genius loci c'entra parecchio: se non lo si rispetta, si fanno danni a tutto quello che c'è intorno.

[Monorchide::post]semplicemente c'è gente che decide e realizza cose, nelle città, che mi fanno pensare che l'uomo è portentoso, che non si è fermato alle solide basi architettoniche (i tuoi cubi, o gli archi, o quel che sia) di qualche secolo fa, e sperimenta, lascia la propria impronta, e antropizza in maniera curiosa (ripeto, sia nel bene che nel male).


ok, ma vista l'altissima probabilità di far cagate, o sei estremamente sicuro di quello che stai facendo e riesci a giustificarlo in modo convincente, o per un guggenheim (sia quello di wright che quello di gehry) che ti viene bene, hai costruito diecimila schifezze.

Poi non credere, funziona ancora tutto coi cubi e con gli archi, se non altro perchè devi camminare su un pavimento in bolla e dormire in una stanza priva di finestre può essere complicato. Non sto facendo un ragionamento alla carlo d'inghilterra che viva il buon vecchio passato dove eravamo più ingenui e ci volevamo bene, solo che non puoi secondo me lasciar sperimentare a gente che non sa quello che sta facendo: equivale a mettere in mano a uno studente di chimica un po' di acido nitrico e glicerina e dirgli di mescolare per vedere cosa succede. E stai tranquillo che buona parte di quelli che sanno cosa stanno facendo la cagata non te la fanno anche se costruiscono in nuovi portentosi modi.

Purtroppo gli architetti si sentono un po' tutti investiti del sacro compito di antropizzare e lasciare il segno del loro passaggio sul pianeta. Per molti, vorrei che il pianeta fosse mercurio
ho troppa paura della solitudine per mettermi con una donna

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