recensioni :: [1] Architettura: Botta fa cagare forte.

[Monorchide::post]si fa la chiesa tubolare (bellissima, imho)


Ok, comincio da qui: è bella? sì, non è male, almeno negli interni, se sei un narcotrafficante in cerca di una garconniere ad effetto. Le acquasantiere, che lì per lì si possono trovare di bell'effetto, subito dopo ti fanno pensare "ma perchè?"
La prima cosa che rende un'architettura qualcosa di riuscito è come si lega alla funzione che vi si svolge all'interno: ciò non significa rinunciare a tutto ciò che non sia strettamente funzionale, altrimenti basterebbe un cubo per la maggior parte delle cose che fai, ma di assegnare a ogni funzione un livello che a seconda della tua cultura e del tuo tempo rappresenti in modo il più possibile "elegante" (compatibilmente con il tuo budget, questo è scontato) QUELLA specifica funzione. Nel caso di quelle mega acquasantiere la prima cosa che ti viene da pensare è a riempirle di champagne e a ficcarci una troia a fare il bagnetto. Due pellicce in giro e ti sei fatto la serata. Tutto molto giusto, se non che quello spazio dovrebbe metterti in sintonia con il tuo dio, e non con le troie nello champagne.
Quindi quella chiesa non è riuscita nella sua funzione di base, nemmeno nella parte più pregevole all'interno. All'esterno la ricerca dell'effetto di luce crea quei tubi che potrebbero anche avere un senso se fossero in una città ad essi congruente, chessò, in california. Poichè devono confrontarsi con un tessuto preesistente di un certo tipo, sono un pugno in un occhio, e vado a dirti perchè.

Le persone si rapportano con l'ambiente che le circonda creando dei modelli mentali in base alla percezione di continuità che ricevono dall'ambiente, e in essi si orientano e si rassicurano. Se tu giri per strada percepisci quest'ordine in senso vago, ma in modo tale che quando qualcosa arriva a scombinartelo lo noti subito. Spesso liquidi il senso di disturbo dicendo "questa casa/chiesa/palazzo fa schifo", ma spesso sbagli: è semplicemente qualcosa di talmente alieno che ha focalizzato la tua attenzione distogliendola da tutto il resto, per cui la tua sicurezza viene a mancare, i tuoi modelli in quel punto crollano. Questa è la ragione per cui tu puoi stare in una "brutta" città o parte di città e percepirla senza traumi o addirittura notarne la peculiare bruttezza come fattore unificante, ma se in mezzo ai casermoni vedi una cascina che dalla periferia è stata inglobata, riprovi quel senso di disagio.

I romani lo chiamavano "genius loci": può essere buono a cattivo, svizzero o brasiliano, ma lo trovi perfino nelle favelas coi tetti di lamiera. Se in un punto viene a mancare, quel punto è automaticamente dissonante.
Ora, al genius loci i famigerati romani facevano pure i sacrifici coi vitellini prima di costruire una casa, col tempo questo saggio uso si è perso ma i tanti architetti che hanno fatto la loro operina nei secoli ci si sono tutti più o meno dovuti confrontare. Questo a causa anche della tecnologia: se dovevi decidere quanto larga fare una casa, non potevi andare oltre la lunghezza del tronco d'albero sgrossato che usavi per far stare su il pavimento del primo piano.

Questo ha fatto sì che per soddisfare certi bisogni si trovassero nuovi modi di costruire, nuove tecnologie: qualche genio si è inventato un trucco per svuotare lo spazio sotto ai muri facendo convogliare i pesi sulle fiancate, e ha creato l'arco. Poi ha visto che se le pareti dell'arco erano troppo alte, il pilastro si spaccava verso l'esterno, e allora bisognava rinforzarlo ai fianchi e ha inventato il contrafforte. Ma ci sono voluti secoli di prove ed errori. E soprattutto costi altissimi: per mille, diecimila persone che si costruivano una casetta di pietre e fango, si poteva tirare su una chiesa bella grossa per cui serviva inventare nuovi trucchi: nel tempo tutto ciò si è depositato e stratificato, e ha fatto sì che anche chi arrivava a fare la rivoluzione (un Brunelleschi, per dire, che veniva sbattuto fuori urlante dalla sala del consiglio di Firenze perchè tutti gli davano del pazzo criminale a tentare di costruire una cappella di dimensioni mai viste prima), lo faceva sulla base di conoscenze molto solide.

Quello che succede oggi è che questa stratificazione in chi fa i progetti non esiste più, per tanti motivi: perchè a lavorare vai a venticinque anni e non a dodici, perchè l'accesso alla progettazione è lasciato a cani e porci invece che filtrato da una scuola dura, perchè il cemento armato ti perdona molti - forse troppi - sbagli e alzate d'ingegno, perchè a comandare sono le imprese che vogliono sempre tirare su il piatto pieno pagando due centesimi...

Per cui si fa un'architettura sostanzialmente brutta, scopiazzata e non capita nemmeno da chi la fa: hai garantito il rapporto aeroilluminante delle tue finestre? hai dato lo spazio minimo per far stare un letto e un armadio nella stanza? ok, puoi costruire la tua casa. Il risultato sono le vele di Scampia, un singolare disastro dalle molte cause: un progettista poco lungimirante per quanto di fama, che ha creato delle zone cieche pericolosissime, una realizzazione mezzo mangiata dalla camorra, un nutrito gruppo di animali ad abitarci dentro. Un'architettura venuta dall'alto e scodellata sulla testa di dei poveracci che prima non avevano manco il cesso in casa, che si sono trovati a dover vivere in uno spazio sostanzialmente inabitabile.

Questo per dirti che spesso a fare i mostri non è la città che cambia i ritmi e robe del genere, ma è proprio il contrario: se obblighi persone abituate a vivere in un certo modo in spazi che ti inventi tu nella convinzione fiduciosa degli architetti (poveri idioti) di star facendo una cosa fighissima, le persone come minimo ti devastano il quartiere, e subito dopo cominciano a drogarsi in massa. Esperimenti del genere ne sono stati fatti fin dall'ottocento, e curiosamente non hanno quasi mai funzionato.
ho troppa paura della solitudine per mettermi con una donna




asphalto FAQ
categorie Espandi/contrai