user :: Sconfitta!

La corte costituzionale non ha dichiarato incostituzionale la legge che disponeva la distruzione delle intercettazioni illecite, motivo per cui le stesse andranno comunque distrutte. Poco conta e anzi, allunga inutilmente i tempi (Va considerato inoltre che nei diversi anni che ci vorranno per procedere alla distruzione delle informazioni illecitamente acquisite non si bloccherà il decorso della prescrizione), la foglia di fico del contraddittorio pieno tra le parti prima della distruzione degli atti e della "maggior precisione" del verbale: rimane comunque vietato registrare il contenuto delle intercettazioni stesse, cioè le telefonate dei parlamentari con le loro troie secondo la colorita immagine del fabris*, che poteva forse dare inizio ad un nuovo e democraticamente salutare effetto tangentopoli.
Riporto l'articolo del manifesto anche se l'articolista non c'ha capito un cazzo (usa infatti un tono trionfalistico e invece ce la siamo presa in culo)

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BREVE
SENTENZA DELLA CONSULTA
La Corte salva i dossier illegali
Per la seconda volta, dopo la pronuncia sul segreto di Stato in merito al sequestro dell'ex imam Abu Omar, la Corte Costituzionale pesa sul destino di un altro processo in corso a Milano: quello sui dossier illegali che vede imputate 32 persone, tra cui l'ex responsabile della security Telecom Italia Giuliano Tavaroli, e due societa', Telecom e Pirelli (chiamate a rispondere per responsabilita' oggettiva). I giudici costituzionali hanno infatti dichiarato in parte illegittima la norma che impone la distruzione di tutto il materiale illegalmente acquisito (comunicazioni telefoniche, telematiche, etc). Gli atti illeciti continueranno a dover essere distrutti, ma con il contraddittorio previsto nei casi di incidente probatorio. Inoltre, il verbale di distruzione degli atti dovrà essere più puntuale e contenere le circostanze che riguardano la 'formazione, l'acquisizione e la raccolta» dei documenti illegali. La procura di Milano, però, teme che il provvedimento della Corte Costituzionale finisca col creare a Milano un doppio processo in cui si entrerà nel merito della vicenda. Il primo procedimento, riguarderà la distruzione degli atti, e si svolgerà con la formula dell'incidente probatorio, nel contraddittorio tra le parti, davanti al gip Gennari. E vista la mole della documentazione da mandare al macero, si prevedono tempi biblici: c'è il rischio che si concluda in alcuni anni, con costi elevati. Il processo vero e proprio comincia oggi, davanti al gup Mariolina Panasiti.








* a proposito, che lavoro farà mai questo cafone adesso, vi chiederete. Ebbene, L'ho scoperto per caso, è presidente della federazione italiana femminile pallavolo.

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