deliri :: [racconto] Pistola

avevo riformattato tutto bene ma asphalto si èmangiato il post, spero sia comprensibile anche con gli spazi sfasati



Bella. Di un nero così lucente che sembrava uscita dritta dritta
da un film western, dalla fondina di Lee Van Cleef magari.
E pensare che era stata dimenticata lì vicino allo stereo, ancora
carica e col colpo in canna, da quella che tutti definiscono una
mamma apprensiva. Apprensiva o no, avrebbe pagato l'errore. Dopo
la rapina, s'intende. Non c'è spazio per la compassione nel cuore
di un pistolero, e nemmeno dentro la canna di un ferro del genere.
A proposito del neo pistolero, dovete sapere che si prese un po'
di tempo per ammirare il meccanismo perfetto, la canna liscia ma
inesorabilmente precisa e il calcio sagomato confortevole nella
sua mano come un paio di piedi nudi sull'erba tagliata di fresco.
Dovete saperlo perchè certe cose si deve capirle per bene prima di
sapere cosa accadde quel giorno afoso, polvere e afa per le vie di
una città senza troppe ambizioni e senza nessuna speranza di
essere ricordata. Non che le importasse molto, in fondo.
Attese un poco ancora, soppesando i proiettili micidiali, morte
in pillole da prendere a stomaco sia vuoto che pieno (la
differenza è solo scenica) prima di infilarli nel tamburo con
calma studiata, godendosi la sensazione di onnipotenza e
credendosi un dio pagano della morte risvegliatosi dopo un
millennio. Probabilmente era un montato, ma sarebbe interessato
molto poco a chi lo avesse incontrato per strada, ignari passanti
destinati a sentire in bocca il sapore vagamente frizzantino del
sangue che pochi istanti prima giocava a rimpiattino nei polmoni.
Ma non c'era tempo per provare l'ebbrezza del proprio istinto
omicida su qualche ignaro passante, il tempo è sempre l'unica cosa
a scarseggiare quando si ha uno strumento del genere in mano e il
legittimo proprietario sta per tornare a casa, e il pistolero (che
nel frattempo, sentendosi cresciuto, aveva cambiato nome in
Ercole) lo sapeva bene. Perchè era un dritto, uno di quelli che
cascano sempre in piedi, letteralmente.

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“Dovresti tagliarti quei pelacci che hai sul viso” esordì la
moglie “davvero, ti fanno più vecchio”.
Vaglielo a spiegare te, a una donna, che uno poi si sente nudo
senza barba, e da nudo i criminali non li acchiappi più. Al
massimo li fai crepare dalle risate.
E siccome lo sceriffo era un tipo pratico si alzò con un grugnito
e, appuntando la stella al petto e aggiustando la fondina, uscì di
casa e si avviò al lavoro.
Che poi lavoro voleva dire molte di cose; Tom Tabacco all'angolo
vicino alla banca con tanto di giornale e quattro chiacchiere su
quanto sia diventata noiosa questa merda di città, sport e seni
prominenti in allegato. Poi caffè e torta al formaggio da Sue,
pettegolezzi mal digeriti (a differenza della colazione). Per
concludere un giro alle prigioni, per controllare che il vecchio
Abe non avesse lasciato morire di fame i detenuti. Se pensate che
lo sceriffo fosse un tipo abitudinario non sbagliate, se credete
che fosse un tipo noioso siete fuori strada; a una certa età uno
senza la routine si spara, soprattutto se è occupato a non farsi
marcire la testa in un noioso paesino di periferia.
E pensare che quel giorno la città dipinta da Tom sembrava ancora
più noiosa del solito...diavolo, il caffè e la torta si gustano
davvero male se stanno puntando una pistola al banchiere
dall'altro lato della strada. Indeciso tra il sentirsi scocciato o
contento di quell'imprevisto lavoro extra lo sceriffo, Ted il
piccolo per gli amici, impugnò la sua migliore amica e scivolò
silenzioso fuori dal bar.

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Non era certo un uomo coraggioso, come peraltro si addice al
mestiere di commesso di banca (un commesso di banca coraggioso
solitamente è un commesso di banca morto), e voglio anche vedere
chi lo sarebbe con una pistola puntata che ti copre la visuale.
E pensare che quella sera la piccola faceva gli anni ed era già
pronta la festa a sorpresa. Non avrebbe gradito questa nuova
sorpresa, temeva il commesso di banca, che si chiamava Rudolph e
pronunciarlo con quei grossi incisivi che si ritrovava era dura.
“Chissà perchè non ti spiegano cosa fare in questi casi” pensava
“forse perchè sanno che in questi casi ci resti secco” aggiunse la
sua parte pessimista “lo sanno fare tutti, e non è che servono
molte lezioni per morire” puntualizzò il suo lato cinico, che di
certo non rassicurava il piccolo e tremolante cuore di Rudolph. Lo
stesso piccolo cuore che ora gli impediva di ascoltare bene il
pistolero, da tanto forte batteva (o era il mondo a farsi più
ovattato?). Ad ogni modo non ci voleva un genio per intuire le
parole che faticava a cogliere, e Rudolph cominciò velocemente a
radunare tutto il denaro, i titoli e ogni cosa di valore che
potesse esserci nei paraggi. Compreso il vecchio orologio del
nonno, quella vecchia cipolla d'oro che non gli era mai piaciuta.
Se solo avesse notato lo scintillio negli occhi del pistolero
probabilmente si sarebbe risparmiato la fatica ma pare che i
codardi non si rendano conto di questo genere di cose.
Il cuore però comprende tutto molto prima del cervello, e
soprattutto sa che se sente il click metallico di una pistola che
viene armata manca poco alla fine, e tanto vale farsi da parte.

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Indeciso se ammazzarlo o prendere i soldi, il pistolero optò per
fare entrambe le cose, e non fu una scelta facile.
Innanzitutto era nuovo del mestiere, e ancora non aveva ben chiaro
se era un ladro o un assassino, in secondo luogo non sapeva se
convenisse davvero uccidere anche se ne sentiva il bisogno, la
sete. Da sempre era stato abituato a prenderle, e questo giocava a
favore della parte omicida, e raramente trovava il coraggio di
rispondere alle botte (sempre comunque per reazione istintiva,
tralaltro), cosa che lo rendeva simile a una bomba inesplosa.
Il problema però era che Ercole voleva sì uccidere ma non aveva,
diciamo, il know how. Che non è solo saper sparare (non che ci
voglia molto: punta­tienilamanoferma­spara) c'è tutto un mondo di
sensazioni dietro, vorrei vedervi voi a uccidere. Non siamo mica
tutti texani, che fanno la fila per ammazzare la gente.
Insomma, per farla breve alla fine decise che prima si sarebbe
fatto dare i soldi (“perchè diavolo quel commesso ci mette
tanto?”) e poi avrebbe infilato qualche pallottola in quella testa
vuota che, si vedeva bene, tremava di paura. Non è fantastico
uccidere un inerme? il pistolero non ne fu più tanto sicuro quando
vide il commesso di banca afflosciarsi a terra col petto stretto
da mani disperate e uno strano colorito bluastro sul viso.
E, che ci crediate o meno, fu un imprecazione a salvargli la vita.
Difatti se non si fosse mosso per imprecare, perchè imprecare da
fermi non è la stessa cosa (ci vuole anche scenicità nella vita,
figurarsi poi nelle rapine in banca) la pallottola che lo sfiorò
l'avrebbe centrato in pieno invece di aprire un considerevole buco
nella parete di legno.
Quanti pensieri si possono fare in un quarto di secondo?
pochi, ma abbastanza per capire che certe volte più che girarsi e
sparare alla cieca rimane poco da fare.


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“Fortuna, dannata fortuna” fu il quarto di secondo di Ted il
piccolo, subito seguito da un'altra pallottola, si capisce.
Era uno pratico lo sceriffo, come forse ho già detto, uno di
quelli che un criminale con la pistola è un assassino o un uomo
morto, e sinceramente preferiva la seconda opzione.
Non per paura di essere lui l'uomo morto ma per senso di
giustizia, o una cosa del genere quantomeno. A volte si chiedeva
se non fosse anche lui un criminale con la pistola (con la
simpatica aggiunta scintillante di una stella di latta), ma sono
quei pensieri che si fanno prima di dormire, pesanti quanto una
farfalla ed egualmente longevi, di quelli che se non li ascolti se
ne vanno per i fatti loro e ti lasciano in pace.
Essere pratico per lui significava anche non credere a quello che
non si può vedere, e nemmeno a tutto quello che si vede di
persona. Per questo quello che accadde dopo non volle nemmeno
provare a capirlo.

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La vita è fatta di eventi. Almeno, sembra molto ragionevole da
dire e probabilmente è vero, non importa, quello che importa è la
qualità degli avvenimenti. Ora, non voglio dire che ci siano cose
più belle di altre, non che non sia vero (preferisco ancora un
buon gelato a una minestra non passata), ma che ci sono eventi
probabili ed eventi improbabili e questi ultimi sono sempre
speciali. Se tutto questo vi sembra banale aspettate di sentire il
resto della storia, perchè questo particolare evento fu uno di
quei momenti in cui Dio tira indietro il nastro e si gode il
replay, magari registrando il tutto per la prossima serata tra
amici. Momenti rari come la neve d'estate, ma accadono.
E voi (già che abbiamo tirato in ballo Dio) come lo spieghereste a
una pallottola, che già di suo non deve essere molto contenta del
lavoro che fa, che invece di affondare nelle morbide carni di
qualche stronzo umano sfruttatore deve colpire un'amica, una
sorella, una simile?
Eppure andò così, le due pallottole si scontrarono in volo e in
maniera così perfetta che non si deviarono a vicenda ma esplosero
assieme, fermando il loro volo nello stesso preciso momento.
E alla fine di queste povere sventurate compagne di viaggio rimase
solo un aspro odore di polvere da sparo e due bossoli senza vita a
rotolare per terra.

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“Esci da la dietro con le mani in alto!” abbaiò Ted, che si era
nascosto dietro l'ingresso.
“Non contarci, sbirro!” rispose Ercole con un miagolio sarcastico
da dietro lo sportello (e da sopra il commesso).
“Un buco in più non ti aiuterà a cagare meglio, esci!”
“Voglio proprio vedere chi se ne andrà di qui con un vestito di
legno nuovo!”
“Se solo un pallone gonfiato, tua madre ti picchiava da piccolo?”
“E la tua lo fa ancora?”
“Senti, puoi aspettare che arrivino i rinforzi e farti appesantire
da un bel po' di piombo, o uscire e arrenderti, scegli!”
“Esco, ma non ti piacerà”

E poi c'è poco da raccontare, Ted si mise sull'uscio per sparare,
quell'altro già stava pronto e questa volta le pallottole non si
scontrarono (con una certa punta di dispiacere da parte di Dio) ma
volarono ovunque...BANG! BANG! BANG!

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“Ludovico! cos'è questo baccano?” si sentì da dietro la porta.
“Uh, niente mamma, niente!” fece il bambino, cercando di
nascondere i suoi giochi preferiti sotto al letto con scarso
tempismo.
“Ah, ma bravo! giochi ancora con quella roba? ma perchè diavolo
tuo padre l'ha tirata fuori dalla soffitta lo sa solo lui!”
“ma mamma...sono belli! e poi ci invento le storie...”
“eh capirai...tesoro mio bellissimo, cosa te le inventi a fare? e
poi ti avevo vietato di giocare con la pistola giocattolo! la
violenza è diseducativa!”
“ma mamma...è solo un gioco!”
“La violenza è una cosa seria, mica un gioco, pensi che i
poliziotti e i soldati si divertano a sparare? ... lo fanno per il
nostro bene...”.
“ma non è vero! sbagliano! la violenza è sbagliata, lo pensa anche
teddy in fondo”
“e teddy chi sarebbe? no aspetta, non lo voglio sapere...domani li
do via quei cosi, così non li vedo più”
“ma mammina...ti prego...”
“Niente storie! e ora vieni che ti porto dalla zia, ha detto che
ha una sorpresa per te”
“ma la zia mi fa sempre regali noiosi...”
“Non dire così che non sta bene, e poi l'ultima volta ti ha
regalato quel pupazzetto super accessoriato di quel
supereroe...come si chiama? bah, non importa, dai che andiamo”
“Va bene...”




L'asphalto che non ha paura di volare

[fork()]

piaciuto
Lei : cazzo hai parcheggiato in divieto e adesso hai la multa!!!
Lui : ehh hhoooo non potevo fare altro se volevi che andassi a prendere le medicine a tua madre.
Lei : sì sì come quella volta che hai messo il naso da pagliaccio al castoro!!!
Lui : che cazzo centra ? eravamo in prima media!
Lei : centra che sei un coglione, ecco cosa centra!"

vision-x

[fork()]

[psycho::post]
tl;dr

?

grazie amicy mi squaglio di emoziony


L'asphalto che non ha paura di volare

[fork()]

[PaguroPagano::post]
[psycho::post]

tl;dr


?


con umiltà Professuri

[Cotard::post] la Chiesa e' un club che funziona senza rinnovi ed ha raramente dei provvedimenti disciplinari che comportano l'esclusione. E' come se da piccola ti iscrivessero al club di topolino e ricevessi ancora a casa la newsletter Disney.

[fork()]

cmq sembra lungo ma in realtà è solo formattato di medra (saranno 3 paginette word a metterlo giù normale)




L'asphalto che non ha paura di volare

[fork()]

[psycho::post]
tl;dr


scp!

(senti chi parla)
Siamo quello che facciamo continuamente

[fork()]

[PaguroPagano::post]
Eppure andò così, le due pallottole si scontrarono in volo e in
maniera così perfetta che non si deviarono a vicenda ma esplosero
le pallottole esplodono???
[Askatasuna::post]l'involto di una drizza accanto al winch di dritta sulla tuga.

[fork()]

[Q.::post]le pallottole esplodono???


ma dai su, è un regazzino!
[Squallido master::post]Q., non quotarmi massimote, sennò che lo killo a fare?

[blackmaria::post]se avessi una cintura di allah informatica mi farei saltare in questo 3d

[fork()]

eddai, è un
[Massimote::post]
[Q.::post]le pallottole esplodono???




ma dai su, è un regazzino!


appunto, è un ragazzino! (sei arrivato in fondo Q?)


L'asphalto che non ha paura di volare

[fork()]

[Askatasuna::post]l'involto di una drizza accanto al winch di dritta sulla tuga.

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cosa ti sfugge quindi?


L'asphalto che non ha paura di volare

[fork()]

ritardato.

il problema non è di coerenza interna, bensì di credibilità: se io leggo una roba che non funziona/è sbagliata e la cosa si risolve immediatamente, allora faccio "aaah caspiterina, ma se i conti tornano solo alla fine per un fantomatico calembour comunque io ho passato metà racconto a rovellarmi su sta cazzata.

insomma il finale a sorpresa è ok purché tutto sia vagamente credibile anche senza di esso
[Askatasuna::post]l'involto di una drizza accanto al winch di dritta sulla tuga.

[fork()]

capito, è che mi piace seminare indizi (per far arrovellare la gente), come anche i tre giocattoli che sono facimente (almeno lo sceriffo e il banchiere) riconoscibili


L'asphalto che non ha paura di volare

[fork()]

dai commenti non riesco ancora a capire se vale la pena dedicare risorse mentali e tempo a leggere tutto quel robo a capo thread.

considerate che le prime sono limitate, mentre il secondo al momento vale poco.
It began as a mistake

asphalto FAQ
categorie Espandi/contrai