recensioni :: [1] La follia di Banvard

In questi giorni la vita reale sta esigendo il mio sangue, le mie ore di sonno, tutta la mia contrita preoccupazione. Non avendo il libro con me proseguo con una biografia che non necessita di un grave controllo di date, teorie scientifiche e nomi propri e quindi proseguo accontentando Psycho con il capitolo dell'Amante Della Moda.

ROBERT COATS

Siamo in una localita' termale molto in auge tra la pomposa upper class dell'Inghilterra di inizio 800. Bath. In una sala da the popolata di eburnee dame dall'elegante pallore arriva il nostro protagonista, talmente abbronzato da ritenere non fosse di razza bianca, ammantato da una vistosa pelliccia, con un bastone da passeggio con un diamante per pomo. E non e' finita qua: a ben guardare anche i bottoni del vestito e le decorazioni delle fibbie delle scarpe sono veri diamanti e fuori dalla sala da the c'e' un cocchio trainato da due cavalli lipsiani bianchi gemelli istoriato da un curioso blasone nobiliare: un gallo con il motto "cantero' finche' vivo". Robert Coates deflagra nella societa' dell'epoca come un eccentrico ereditiero della fortuna del padre, una sterminata piantagione nelle antille. Presto circondato da una corte di adulatori e parassiti rende noto il suo piano: diventare il piu' grande attore shakespeariano tra i suoi contemporanei. Coi soldi si ottiene tutto, anche di comprarsi teatro e compagnia e quindi recitare nel ruolo preferito: Romeo. Pare fosse un cane talmente spettacolare da riempire invariabilmente i teatri. Le sue morti in scena in particolare lo resero celebre, producendosi in ridicole agonie che duravano minuti. Se dal loggione gli gridavano "Romeo, muori ancora!' non si faceva pregare e ripeteva la scena. Ovviamente parte del pubblico si divertiva a prenderlo a insulti, ma Coates non era uno sprovveduto. Al primo manifestarsi di ostilita' dal quart'ordine una volta interruppe la rappresentazione declamando un suo componimento, "Ai giovanotti del loggione", che ottenne un boato di approvazione dal teatro. Questo misto di ostentazione, cattivo gusto, recitazione istrionica sopra le righe e scandalo fa sostenere a Paul Collins che Coates invento' il Camp con innumerevoli decenni di anticipo. Prendere Coates in giro fu un divertimento dell'epoca, in ogni caso. Dai palchi si urlava "Chicchiricchi',Chicchiricchi'", per via del suo stemma. Il vero tiro meschino pero' fu un altro: gli venne recapitato un falso invito a corte. Coates ci casco' con tutte e due i piedi e si presento' al cancello di Buckingam Palace con il suo vestito da buzzurro piu' spettacolare tra quelli che si fece fare. Imbarazzati, ma con garbo, i cerimonieri gli dissero che era senz'altro un doloroso equivoco. Sulla via del ritorno a casa una piccola folla di infelici lo volle coglionare, certificando la sua piu' limpida buona fede sull'accaduto.
Dopodiche' i soldi finiscono, finalmente, Coates si sposa e poi scompare da Londra. Riapparira' in citta' verso i suoi settanta anni tra gli occhi increduli di chi ebbe l'avventura di riconoscerlo.

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