news :: Aggiornamento veloce

Per ringraziare Grits del suo prezioso contributo alla campagna “un dialetto per l’asphalto”. Dunque si parte con i piemontesi, come dissero da quello scoglio di Quarto gli imbarcati camogliesi (preoccupati dall’idea di non essere pagati).

Confesso che ad una prima lettura del suddetto contributo sono rimasto shoccato tanto quanto ieri in conferenza con un Singaporegno che disquisiva in perfetto inglese asiatico di cose a me francamente ignote. Tra l’altro dormivo, e non avrei capito comunque.

In ogni caso nel fine settimana mi dedicherò ad una più attenta lettura e ne ricaveremo un formidabile slogan elettorale. Naturalmente Grits avrebbe potuto suggerirmi almeno il senso della lettura, perché non mi è chiaro se sia sinistra-destra oppure il contrario. E, soprattutto, se in piemontese ci sia una qualche differenza.

E’ tutto. Fate il vostro dovere. E se vi avanza un braccio, anche parte del mio.



Buongiorno asphalto, occhio agli spacciatori, occhio agli zuccherini..

news :: Certezze che svaniscono.

No, non c'entra davvero un cazzo, proprio come sospettavi.Come millenni di massacri di natura religiosa testimoniano, l'uomo ha bisogno di certezze nella vita. Poco importa se si tratta di certezze surreali, incredibili o assolutamente irrilevanti - quello che conta è che siano certezze, solide e incrollabili. Tanto per dire, bisogna davvero crederci fino in fondo per dire "Quei Buddha distolgono l'attenzione dal vero Dio, radiamoli al suolo". Non puoi mica permetterti di farti venire un dubbio mentre stai puntando il cannone - poi va a finire che sbagli mira e colpisci inavvertitamente una moschea. E allora sono cazzi tuoi.

Ad ogni modo, fino a ieri io avevo una certezza assoluta, totale e incrollabile: che la Multipla fosse il mezzo di trasporto (e probabilmente anche il manufatto in generale) più brutto della storia dell'umanità. Questa sera, la mia fede è stata profondamente scossa: ho visto una Toyota Corolla.

Io non so in quale girone dell'inferno abitino i disegnatori di quella ripugnante congerie di metallo e plastica. Non so perché òdino così ferocemente l'umanità da volerla sottoporre alla visione di quell'orrore non euclideo. Non so neanche come sia possibile che qualcuno la acquisti e la guidi pure - per quanto abbia sempre creduto nell'esistenza dei cultisti di Azathoth, qui mi sembra che si esageri. Tutto quello che so è che la Corolla è quasi peggio della Multipla.

Se le vedessi affiancate l'una all'altra, il mio cervello potrebbe implodere. E anche il resto dell'universo, credo.

news :: Sono ripassato di l. Il piccione mica l'hanno sepolto.

D’altra parte si sa che questi inumani che circondano i miei giorni feriali hanno rispetto solo per i maiali e i loro derivati.



Ma altro preme. La campagna littoriale, naturaliter. Pensavo venendo in studio agli slogan da lanciare per caratterizzare la politica asphaltita. E siccome ho trovato tutti i semafori rossi ho avuto il tempo di elaborare un secondo pensiero, sagace ma idiota al tempo stesso – in puro stile: “bisogna capire cosa spinge la ggente a votare asphalto. Ma soprattutto cosa potrebbe spingerla a non farlo.”

Poi mi sono detto: “geniale, va te che pensata giovane di prima mattina.” In realtà mi sono dato dell’imbecille (che è il miglior complimento si possa fare a chiunque non lo sia). Comunque stia la faccenda, il pensiero ormai m’era uscito e se ne stava già avanti due incroci, in lotta serrata con una panda rossa guidata da una nana con i capelli rossi (Anna, dovrebbe chiamarsi, anche se non ho potuto vedere i calzini a strisce).

Il punto è questo: i nostri potenziali elettori sono distribuiti in tutta Italia, isole comprese (ehi Capo, bastardo, non sarai mica in spiaggia con il costumino ghei e il ciuffo guerriero?) – per cui bisogna regionalizzare il messaggio. Ho bisogno di conoscere i dialetti e le forme gergali della vostra città per farne, in collaborazione con Mastro Geppetto pgcd, dei potenti veicoli elettorali.

Naturalmente i bergamaschi potranno inviare dei suggerimenti privi di consonanti e a quelli del varesotto è consentito l’uso della croce invece della firma in calce. Che non è, si capisce, il materiale edile con cui usano riempire le giornate.

Aspetto fiducioso che qualcuno tra voi mi scriva per darmi preziosi suggerimenti (di cui vanterò la paternità). Dimenticavo: non sono ammessi slogan che non contengano almeno una volgarità inutile o una promessa demenziale, tipo quelle dei verdi. Mica vorrete farcele perdere, ste benedette elezioni...



Un ultima cosa. Gli indirizzi e-mail dello staff appaiono come per magia cliccando sul nome di ciascuno di noi fetenti. E il nome è quello scritto in giallo nell’intestazione di ogni post. Ecco, vedi, un po’ più a sinistra – voilà, proprio quello. Vedi, non è difficile. Ti sei ricordato/a di accendere prima il computer - me ne rallegro. Si vede che non fai parte della comunità E/N. E io amo i cani sciolti.

Adesso andate, amici dell’asphalto, riproducetevi con parsimonia e buon lavoro a tutti (come solo i migliori tra voi ricorderanno, il lavoro rende liberi, mica gli americani).

Avete tutto il tempo che vi serve per consegnare il compito. E non copiate.



Buongiorno asphaltiti vecchi e nuovi. Dateci sotto.

Dateci, non datevi.

news :: Chi potr mai dire.

In un certo senso, sono ubriaco. Questo però significherebbe trascurare tutta una serie di epifenomeni che contraddicono questa affermazione. Per esempio, nonostante il gioioso ingurgitare che ha preceduto questo post, non mi sono ancora pisciato addosso - attività che dovrebbe impegnare circa il 70% del tempo degli ubriachi, secondo le mie fonti. Inoltre, sebbene non sia particolarmente loquace, sono piuttosto sicuro che la mia parlantina non è impastata e strascicata come ci si aspetterebbe in caso di sbronza.

D'altro canto, ci sono anche ragioni per cui temo di poter essere davvero ubriaco - segnatamente, il fatto che questo filmato* (salvatevelo sull'HD che è piccolo) mi abbia fatto ridere e quasi decidere di votare Ciccio Rutelli.

Adesso mi bevo altre tre o quattro birre, lo riguardo, e decido.



* courtesy of scheggie.com



In altre niùs:

A chiunque abbia patchato ICQ per togliere i banner: anche a voi si allungano le finestre ad ogni messaggio, o è solo una proiezione della mia mascolinità?

news :: Ho ucciso un piccione

Non è la prima volta: l’anno scorso mi si incastrò (di testa) un passero nel radiatore a centrotrentall’ora. Ma nel frattempo molte cose sono cambiate: sono diventato più bello (dentro, si capisce), devo guidare piano se voglio a fine mese conservare i soldi per la pigione (poi spiego), e soprattutto sono un uomo diverso, più sensibile.

Non avrei pensato che questo piccione stesse pensando (i piccioni contrariamente all’idea corrente sono dei gran pensatori) che sarei stato io a scansare, con una sterzata provvida e repentina.

Il fatto è che tu (posso dariti del tu, vero?) eri così orgoglioso, certo non più giovane, eppure ancora lucido e memore delle mille battaglie combattute nel quadrilatero Via Dante, Mercato, Orefici e Piazza Cordusio - quando ardito ti libravi in volo e individuato il bersaglio lasciavi cadere palline di merda acida da una altezza sufficiente a creare lo scompiglio.

Vecchio guerriero in congedo, pensionato nella flaccida e inutile cittadina cremonese, dimenticato da tutti (morta di bracconaggio che non è nemmeno un mese la sua compagna di una vita) – te ne sei andato anche tu in questa mattina primaverile che non era fatta per morire di morte violenta (ed io che sono un sentimentale ho in mente il Remarque di niente di nuovo sul fronte occidentale e quel Piero che aspettò fino a maggio per finire in un campo di…colza, se non ricordo male).

Subitaneo e perito l’inutile soccorso che ti ho prestato; le piume ancora prendevano i colpi dell’aria e l’unica zampa rimasta al suo posto si chiudeva piano in una angolo acuto innaturale; poi, a trenta gradi, finalmente il rigor mortis.

Ed io con il respiro corto e quella lacrima che non ho versato (per rispetto e perché sono un duro) ti ho chiesto perdono, vecchio guerriero caduto.

Ma tu - quando mi hai fissato in quell’attimo che ricorderò a lungo e tu per sempre - credevi davvero che io avrei sterzato per evitare te e non la buca sull’altro lato della carreggiata?

Coglione.

news :: No, allora non ho capito bene.

Non so se ci sia qualche assicuratore che legge l'asphalto, però se c'è voglio chiedergli una cosa. Basandomi su quanto pago io di assicurazione e stimando che in Italia ci siano attorno ai venti milioni di macchine (per difetto, eh), mi viene fuori un totalino mica male. Naturalmente, sto parlando solo dei soldi raccolti per la RC auto - niente tasse, niente assicurazioni contro il furto eccetera.

Sempre secondo questi conticini che mi vengono da fare, ci sarebbe bisogno di avere ogni anno circa 4 milioni di incidenti con colpo di frusta annesso perché non ci siano margini di guadagno.

Secondo questa statistica (che è la prima che ho trovato) ci sono meno di trecentomila feriti ogni anno - esagero anche qui, eh.

Diciamo pure che tutti questi feriti vengono liquidati, anche se è falso dato che in caso di torto l'RC auto non rimborsa, e che la Kasko non c'entra un cazzo.

Allora, visto che a me viene fuori che spendono una cifra dieci volte inferiore ai ricavi plausibili, qualche anima pia mi spiega come cazzo fanno a sostenere di essere in perdita?

news :: Era epistassi...

Tempestivo intervento del messo vaticano incaricato di verificare la supposta origine paranormale dell’emorragia esteriorizzata sofferta da pgcd. Padre Dionigi mi ha pregato di accompagnarlo raccomandandomi di indossare la conchiglia paraballe in plexiglass perchè, per usare le sue parole, “questi soggetti sono imprevedibili e irascibili, specie quando gli dai fuoco alla pianta dei piedi. Avesse visto Padre Pio: tirava certe bestemmie e certi montanti alla mascella…”

Siamo sul posto e veniamo accolti da due cani schizofrenici e aggressivi. Mi faccio avanti con il coraggio che mi viene universalmente riconosciuto; chiamo per nome le due belve che ad un mio cenno si accovacciano come solo certa gente sa fare. Deciso ad approffitare del barbatrucco per consolidare la mia popolarità negli ambienti vaticani, mi rivolgo all’esterreffatto esorcista: “questa non la vedevate dai tempi di San Francesco e il lupo di Gubbio…”

L’alto prelato annuisce soddisfatto e scrive qualcosa di misterioso sul suo organizer elettronico.

pgcd è, stranamente, in camera sua in mutande davanti al computer acceso a fumare e bere acqua a canna. Padre Dionigi sostiene (me lo sussurra nell’orecchio) che decubitare in mutande per questi soggetti è assolutamente tipico e aggiunge “doveva vedere Padre Pio che cazzo di boxer a fiori teneva per mesi. Ortensie, dovevano essere, con un buco al centro dei petali per consentirgli di orinare senza toglierli.”

pgcd se ne sta immobile, una maschera di sangue. Lui sa del nostro arrivo perché è soprannaturale. Non perché entrando in camera sono inciampato su una lattina di birra e sono franato sulla libreria in noce chiaro. Noce chiaro ma duro, porco il tuo *** (mi pento subito dell’enormità detta, ma Padre Dionigi mi sorride conciliante: “non si preoccupi, io non prendo ordini da nessuno, sono un consulente esterno).

Pgcd: “fuovi dai coglioni sto vesuscitando Ciano.”

Dionigi: “siamo qui per aiutarti, io e il tuo amico AgnusDei

AD: “si, ma solo se vuoi, l’idea è sua, ha insistito. Prenditela col clero.”

Pgcd: “Ciano o Rudolf Hess? Chi è che vi fa più incazzave?”

Dionigi: “perché sanguini? Sono ferite autoinflitte?”

Pgcd: “cevto padve, mi sono mastuvbato la fvonte con il tvinciapollo. Ha pvovato? Godifovte.”

AD: “Dionigi, non si lasci ingannare, non è vero un cazzo! Lui sanguina perché è santo. Come il vino. Guardi che spettacolo, tutta roba sua!”

AD: “Senta Dionigi (prendendolo a braccetto), se sanguina sul serio si fa su un bel santuario, strutture per la ricezione dei pellegrini, merchandising… anche una linea di profumo per donna. Dionigi: lo guardi meglio!”

Dionigi: “non è così semplice. Il polacco vuole il dieci. E poi decide Sodano se fare il business. Poi, guardi, glielo dico subito se non è più vergine e non è stato violentato se ne ricava poco. Al massimo va da Giletti a mezzogiorno.”

Pgcd: “cevto padve, mi sono mastuvbato la fvonte con il tvinciapollo. Ha pvovato? Godifovte.”

AD: “taci coglione che sto lavorando per te…Scusi Dionigi, ma se noi lo violentiamo adesso, fa lo stesso?”

Dionigi: “non è come se l’avesse fatto suo fratello con un braciere rovente quando lui aveva sette anni.”

AD: “ma scusi lo guardi bene… potrebbe anche essere, ha avuto una infanzia difficile. Garantisco io.”

Dionigi: “guardi, con tutta la buona volontà…se almeno facesse i miracoli. Roba piccola, però visibile.”

AD: “tipo?”

Pgcd: “fuovi dai coglioni sto vesuscitando Donitz.”

Dionigi: “tipo che guarisce i ciechi. Quelli veri però, non quelli con la pensione. O gli storpi. Fate voi.”

AD: “Dionigi, se vuol venirci incontro bene, sennò…. Non lo vede come sta messo? Questo qui al massimo ti fa recuperare una diottria, ma solo se ci credi di brutto. Però fa scena. Spara cazzate, scorreggia, ci ha i suoi malanni, si pulisce i denti con le unghie. Insomma, esteticamente ci siamo, meglio dell’esorcista.”

Dionigi: “Però non guarisce i ciechi.”

AD: “Scusi Padre, ma da quand’è che ve ne frega qualcosa di sti cazzo di ciechi?

Dionigi: “Hanno un seguito di accompagnatori formidabile. I ciechi tengon su la chiesa.”

Pgcd: “fuovi dai coglioni. Mi vien da vomitave. Vomito.”

AD: “Vede? È imprevedibile, spettacolare. Pgcd fai la cacca sul tappeto, fai vedere al nonno col mantello!”

Dionigi: “Ripugnante. Ho visto abbastanza.”

Pgcd: “ho fatto cinque cacche. Ho fatto cinque cacche sul tappeto.”

Dionigi: “Guardi, defecare sulla schiena di un setter non è esattamente il genere di cose che classifico come soprannaturale. Mi dispiace per lei e per il cane. Arrivederci. Lo faccia curare, vedrà che poi migliora.”

AD: “migliora ma non guarsice, vero?”

Dionigi: “le vie del signore sono infinite. Mi accompagni alla porta, per favore.”

Pgcd: “la povta no, nonno, è minata. Von Ribbentrop vi davà la mappa per uscive. Vuole assaggiave anche lei la mia cacca?”

AD: “Dionigi aspetti, aspetti. Non mi lasci solo, la prego, non ce la faccio più. Dio Nigi che bruttavita…



(unfortunately, to be continued)

news :: Venerazione.

Adesso devo farmi crescere la barba.Vi assicuro che svegliarsi con la fronte coperta di sangue è un'esperienza curiosa. A differenza di quanto si potrebbe credere, infatti, la maggior parte della gente, al risveglio, è assolutamente priva di sangue e/o escoriazioni sulla fronte, in particolare se al momento di coricarsi non aveva né l'uno né le altre. Ma sto divagando.

Orbene, stamane ho aperto gli occhi, ho urlato per l'angoscia esistenziale, mi sono alzato, mi sono preparato la colazione, sono andato in bagno. E ho visto nello specchio che la mia fronte aveva subito un attacco notturno.

Al primo momento ho accusato la cagna, che però ha sfoggiato un'espressione di innocenza tale per cui mi sono sentito costretto ad ammettere che, se anche fosse stata capace di aprire la porta di camera mia, difficilmente se la sarebbe richiusa alle spalle uscendo. Ergo, quella pista andava scartata.

Pochi secondi dopo, tuttavia, mi sono guardato le mani e ho visto che erano anch'esse sporche di sangue. C'è voluto poco per fare due più due:

Ho le stimmate.
In alternativa, potrei tagliarmi meglio le unghie, che sono in effetti piuttosto lunghe.

news :: Lettera aperta. Vulva contratta.

Caro pgcd,

ti scrivo qui visto che l’argomento di ieri in separata sede è diventato di pubblico dominio nel tuo (peraltro squisito) ultimo post. Io con il prozac non ho ancora incominciato anzi mi sto mangiando fuori tutti i soldi che mi dai per saldare i debiti con le battone. Per cui se vuoi farmi un gradito presente fammi avere qualche capsulina sottocosto. Eh eh.

Volevo (riba)dire che non sento così pressante l’esigenza di “far ridere” da queste pagine. E quindi apprezzo anche altro. Che non è poesia, non è letteratura, non è. Mi piace questo non è. Mi piace quando lo trovo anche in quello che non scrivo io. E mi piace l’alternanza delle cose, degli argomenti, dei toni. Delle stagioni come sulla pizza. Mi preoccupo (non è detto che ci riesca, naturalmente) di non essere banale, scontato, ripetitivo. Non che quello che scrivo sia ilare. Che non significa disinteressarmi di chi ci legge. Tutt’altro.

A questo spazio asphaltita tengo molto e penso, tra una scorreggia e una scatarrata per terra (di quelle dense verdi che se ci passi sopra con la suola ti faccio cadere), di aver contribuito a farlo crescere – non foss’altro che per il tempo e la passione dedicati. Uno spazio per dire quello che interessa a ME e come viene di dirlo a ME. Che faccia ridere o meno, l’ho già detto, non è indispensabile. Se dovessi postare soltanto quando vien da ridere a me, ti assicuro che non saprei come saldare i conti in sospeso con le peripatetiche di cui sopra, tanto sporadici doventerebbero i miei interventi.

Fai ridere come imperativo preferisco mi venga detto soltanto da donne. E da nudo. Mentre faccio l’elicottero col pisellino.

Magari poi capita che la ggente rida dei post intimisti e dei deliri e che si affligga per le scorregge in faccia al prevosto. Chi può dirlo. L’asphalto è bello per quello. Tra l’altro, e per chiudere, non vedo parentela con altri siti dello hub e come sai, me ne frega così poco della comunità E/N che non mi sono nemmeno mai preso la premura di capire cosa fosse (o cosa dovesse diventare).



Molte altre cose non sono da dire perché so già che sono stupidaggini di cui mi pentirei. E vualà, a scanso di equivoci: non c’è nessuna polemica di nessun tipo con nessuno. Tantomeno con te, che pure sei un bell’uomo. Non ti piacciono i post intimisti (Poi quali? Di chi? Come sono fatti? Sono tutti uguali?), se quelli a cui ti riferivi sono miei mi dispiace. Davvero. Pazienza, continuerò a scriverli alternandoli a quelli che preferisci. Fino a che mi lascerai fare. Non è un call-center. Non ho l’obbligo del sorriso.



Adesso vado a lavorare. E non faccio finta; può darsi sia questo il motivo, unitamente alla congiuntura sfavorevole del lunedì di inizio mese, per cui non mi viene niente di divertente da scrivere.

Però guarda, per dimostrarti tutta la mia buona volontà, singhiozzerò scorreggiando. Oppure comincio a scapperarmi così forte che insieme alla crosta mi vengon giù i peli del naso attaccati come bastonicini di shangai e con loro quella lacrimuccia di sentita commozione che senz’altro apprezzerai.



Con devozione sincera (mentre scrive si schiaccia un brufolo e il pus secerne se stesso sullo schermo del pc).

Bruttavita.



AgnusDei.

news :: Delirante.

Pilloline per tutti.Questa mattina, mentre fingevo di lavorare, mi sono fatto un giro tra i siti dello hub, e mi sono preoccupato: ora temo di non essere normale. Apparentemente, infatti, il novanta per cento dei post* riguardano il terribile male di vivere, la sofferenza connaturata all'essere umano, eccetera eccetera - il tutto, naturalmente, vergato con toni aulici e poetici.

Ho quindi scavato nel mio animo, per vedere se anche io ero capace di tanta profondità. La risposta è: no.

In un certo senso, mi sono reso conto** di essere un individuo arido, insensibile e arrogante. Cioè, io sono una di quelle persone che ritiene altamente umoristico un rutto a messa, per intenderci. Una bestia, ecco. Tipo questa gente.

Inoltre, sono già anni che non ho più bisogno di prendere il Prozac, quindi, se volete, vi posso rivendere le mie scorte sottoprezzo. Vi assicuro che fa bene - dopo averlo assunto per anni, scoprirete anche voi il valore satirico di una bella scoreggia.

Eventualmente, ho anche il Paxil della mia coinquilina - è ottimo, basta stare attenti agli effetti collaterali e, soprattutto, vivere in una stanza imbottita per qualche mese se venisse voglia di smettere. Però fa gran bene, giuro.





*Mio malgrado ci includo anche quelli dell'asphalto.



**Non è vero. Lo sapevo da anni.

news :: Prove definitive a mio favore.

Seeee, tutte cos, davvero.Dopo aver passato una settimana a farmi infilzare le natiche da molteplici infermiere, posso dire una cosa con assoluta certezza: non capisco gli appassionati del medical porn. Il mio grado di eccitamento sessuale è stato solidamente attaccato allo zero - curiosamente, non ho trovato nulla di intrigante nel calarmi le brache e guardare risolutamente da un'altra parte mentre un'orripilante megera vestita di bianco scalfiva le teneri carni del mio deretano con un ago più adatto a provocare lesioni interne che a iniettare.

Quindi, stabilisco una volta di più che - nonostante tutte le dicerie - la mia sessualità è noiosamente indirizzata verso belle topine discinte.

Questa informazione, naturalmente, deve spingervi a votare per me con ancora maggiore entusiasmo. Se non altro, saprete che, a differenza della quasi totalità dei politici attualmente in circolazione e della maggior parte dei dittatori comuni, non spenderò i vostri soldi per procurarmi oscuri piaceri di natura sessuale. Piuttosto, giuro che li butto via.

blog news :: I have my own cocks.

Al parco, mentre leggo un fascicolo intitolato a spanna "The role of SYN Flood mitigation in a security blueprint for enterprise networks". Arriva un bambino, lanciatissimo, in bicicletta, poi pianta i piedi per terra e sgommando di scarpa si ferma davanti a me. E mi guarda. E io guardo lui, all'inizio un po scocciato per essere stato distolto dalla lettura. Si innesca quello sguardo felino per cui entrambi ci fissiamo negli occhi e siamo tutti e due impassibili per qualche secondo. Sospesi in quella zona ci diciamo tutto, senza parola proferire. Io mi mi vedo nella sua testa, fiero di aver appena fatto cinquanta metri buoni in bici senza mettere i piedi per terra, ansioso che qualcuno condivida con lui l'eccezionalita' del gesto. Me li ricordo io i miei primi cinquanta metri in bici senza piedi per terra. Avrei fatto una conferenza stampa per informarne il mondo intero. Talvolta oggi faccio delle conferenze stampa. Ma non posso dire che ho visto un bambino fare cinquanta metri in bicicletta senza mettere i piedi a terra e questo e' un evento eccezionale. Quando sei sul podio devi spiegare cose di cui non frega niente a nessuno, ecco perche, caro bambino, trovo interessante questo che sto leggendo. In realta' non lo e', e tu lo sai bene, io mi ricordo esattamente quando mi chiedevo come facesse mio padre a trovare interessante cio' che leggeva. Adesso ho capito perche lo leggeva. Tempo finito, e' tempo di distogliere gli occhi e tornare ai nostri due mondi paralleli che per un attimo si sono guardati. Meno di due secondi. Io ero quello che leggeva carta bianca e nera senza figure sulla panchina e che non ha esultato dei tuoi cinquanta metri. Ho esultato dentro per te comunque. E lo diciamo al mondo quello che hai fatto. Almeno a quelli che leggono l'asphalto. Adesso divertiti un paio d'anni con la bicicletta, il prossimo challenge sara' di staccare la frizione senza far sobbalzare il motore. Ad un certo punto ti accorgerai che le sfide sono sempre piu sofisticate e paradossalmente meno interessanti. Alcune ti prenderanno. Altre non te ne accorgerai. Forse mollerai prima. O forse sarai ambizioso. Comunque sia ad un certo punto ti ritroverai seduto su una panchina e vedere qualcuno far qualcosa che tu hai fatto venticinque anni prima. Se te lo ricorderai con i tuoi occhi sarai fortunato. Se in quel ricordo ci saro anche io sara' irrilevante. La cosa rilevante e' che quel sole che prendi sulla panchina ti sta facendo sudare fuori tutta la giovinezza. E tu, continuamente la asciughi via. Buona domenica pomeriggio, bambino che oggi ha fatto cinquanta metri in bicicletta.

news :: GuessWhat?

indovina che cosa e'Essere in piedi la domenica mattina alle dieci ha un certo effetto. Ne piu', ne meno che essere sulla nave quando invece avrei dovuto essere a scuola. Si, perche io ho fatto la scuola in un posto dove potevo andare in nave piuttosto che stare appollaiato dietro ad un banco. L'unico problema era che da marzo a ottobre facendo questo tornavo abbronzato, quindi potenzialmente sgamabile. Da cui, alla domanica mattina, orario a cui non sono solito essere sveglio, piu o meno la stessa sensazione. Di tempo libero, di sole ed arietta frizzante. Sono raffreddato e non sento molto gli odori e men che meno se l'aria e' frizzante o no. Mi immagino che lo sia, visto che probabilmente non lo e'. Ed ho tanta buona volonta'. Di fare cio che devo, per cui mi sono svegliato, di fare qualche piatto, di fare qualche bucato, di fare la sessantina di flessioni finesettimanali che poi mi acciacco, di togliere un po di detriti dal tavolo dei computer. Sempreche mi duri l'entusiasmo. Non ci sono macchine e c'e' silenzio. E sole. E reggae. Manca il mare. E qualche altra certezza. Ma questi sono fatti miei.

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